SALUTI DA SATURNO - Dancing Polonia

2013 (Goodfellas)
pop, songwriter

Un po’ a sorpresa, Mirco Mariano alias Saluti Da Saturno ritorna a nemmeno un anno di distanza da “Valdazze” con il suo terzo “Dancing Polonia”, stavolta supportato da ospiti di calibro come Arto Lindsay e Paolo Benvegnù (ma anche “Asso” Stefana alla chitarra).

La calligrafia di Mariani non varia molto rispetto al predecessore: così “Venere”, tenera elegia alla “Canzone dell’Amore Perduto” di Fabrizio De André, in cui emergono i fondali di orchestrazione di fiati, tastiere e theremin; anche più esili sono la danza carioca di “Canzone di Cera”, praticamente un pretesto per dar sfoggio alla sua galleria di suoni vintage, e la serenata per piano, inquieta e corale (a labbra chiuse), di “Le Luci della Sera”.

Campione in questo senso è piuttosto “Un Giorno Nuovo”, un effervescente zydeco ricolmo di pernacchie e cacofonie, mentre al capo opposto sta “Scintilla”, ballata patetica per solo piano e voce. Curiosità sono l’hard-rock elettronico e percussivo (purtroppo breve da sembrare monco) di “Ombra”, e la ghost track di “Anniversario”, scipita imitazione del primo Iron & Wine.

L’autore non manca di offrire usualmente un tributo ai suoi maestri. C’è l’imitazione alleggerita di Tom Waits della title track che strizza l’occhio – ma sovrapponendoci ogni tipo di suono – alla “Jockey Full of Bourbon” e la fa diventare una sua prima possibile hit, del tango caloroso di “Sete” e della più tipicamente sardonica “Cloro”. C’è poi il tributo al tardo Vinicio Capossela in “Di Notte “ e “La Vita Mia”.

Annunciato come un’importante svolta nell’itinerario artistico del cantautore romagnolo, che nelle intenzioni di sovrastruttura transita dalla miseria del “Valdazze” e dal “Pianobar Futuristico” all’immaginario locale del “Dancing Polonia” a suon di “Free Jazz Cantautorale”. E’ invece una ricetta pop, prodotta da Mariani con Massimo Simonini, e impreziosita dalle riprese di Taketo Gohara, che – nonostante un armamentario archeologico più presente e ogni tanto lievemente dissonante – abbonda di melodie elementari orchestrate con timbri familiari. La vera transizione sta nella sua personalità artistica, da mastro artigiano dietro le quinte a cantore sotto i riflettori: quasi l’intero disco è cantato dall’autore, a parte “Cloro”, Bruno Orioli, e “Ombra”, il fido Roberto Greggi; non è ancora Magnetic Fields – a causa di un’indefessa ipertrofia di suoni – e non è Dogbowl, finora l’unico cantautore free-pop della storia. Un professore di oleografia, comunque. Promozione di Sfera Cubica. Dedicato a Secondo Casadei e Ornette Coleman.

06/10/2013

Tracklist

  1. 1. Sogno
  2. 2. Venere
  3. 3. Dancing Polonia
  4. 4. La Vita Mia (Vodka Lemon)
  5. 5. Un Giorno Nuovo
  6. 6. Le Luci della Sera
  7. 7. Canzone di Cera
  8. 8. Sete
  9. 9. Ombra
  10. 10. Di Notte
  11. 11. Cloro
  12. 12. Scintilla
  13. 13. (Anniversario)

SALUTI DA SATURNO sul web