Non è frequente che un giovane artista inglese riceva complimenti a profusione dai corrispettivi e più affermati americani. Invece per Marc Rigelsford di Manchester, una delle next big thing da tenere d’occhio, sono già arrivati i commenti estasiati di Ed Droste e Sam Beam: per nulla poco ma, soprattutto, per una volta meritati.
In “Images Rolling”, registrato nella casa in cui si stava trasferendo, opportunamente vuota, c’è infatti la tensione creativa, il groove sbilenco dei Grizzly Bear (l’apertura percussioni e tastiera di “Under The Eaves” è da manuale), unito però a una sensibilità pop davvero matura per un giovane come Magic Arm.
La grandeur di sintetizzatori, archi e fiati ha sempre una solida base compositiva, come in “Is History”, mentre i pezzi più elaborati, come “Warning Sign”, vengono affrontati con la necessaria ironia, tra zampilli pianistici e un ipnotico tema di tromba. Col che un certo senso di drammaticità sopravvive, come negli apici corali e nella solenne chiusa pianistica di “You Have Won”, o come nella teatrale, gitana, vagamente Elliott-iana “Lanes”.
A questi fanno da contraltare brani folk-pop di gusto cameristico che ricordano più degli altri l’identità britannica del disco, come “The Flood” e “Tonight I Walk”.
In conclusione, un buon lavoro – sembra un po’ quel salto tentato da Villagers quest’anno, in questo caso con successo. Sicuramente se ne sentirà parlare.
17/06/2013