THE YOUNG - Dub Egg

2012 (Matador)
neo-psichedelica

Giovani di nome, ma non di fatto. O almeno non musicalmente. Né tanto necessari, a dirla tutta. Quello dei The Young è un rock robusto che evoca spazi ampi e vento tra i capelli, lunghe superstrade e case nelle praterie.

Dopo “Voyagers Of Legend” per Mexican Summer, siglando un patto con con la Matador, il combo statunitense vorrebbe, nelle intenzioni, accasarsi nel settore occupato – tra i tanti – da Black Mountain, The War On Drugs e compagnia neo-psichedelica. Niente da fare. Dieci canzoni che nell’esecuzione lasciano poco da dire. Purtroppo, e non è poco, ciò che manca è la capacità di arrivare al cuore pur suonando già sentiti, cosa che ai gruppi di cui sopra, ad esempio, riesce brillantemente.

A voler essere buoni, specie nella voce, prossima a Andrew VanWyngarden degli Mgmt, di singolare c’è la sottile patina glam che in tracce quali “Don’t Hustle For Love” – immaginate se i QOST fossero la backing band di Marc Bolan – e “Livin’ Free” sì emerge, ma è pur sempre poca roba.

Il riferimento principale rimangono i Crazy Horse, riletti sia alla lettera (la slide country di “Only Way Out”) che secondo declinazioni anni 90 alla Dinosaur Jr (palesi in “White Cloud”), ma a prevalere è la noia.

Duri ma innocui, come il Garrone di Collodi. Ascoltandoli, quasi quasi, rivalutiamo i My Morning Jacket.

03/08/2012

Tracklist

  1. 1. Livin' Free
  2. 2. Don't Hustle For Love
  3. 3. Dance With The Ramblers
  4. 4. Poisoned Hell
  5. 5. Only Way Out
  6. 6. Plunging Rollers
  7. 7. White Cloud
  8. 8. NUMB
  9. 9. The Mirage
  10. 10. Talking To Rose

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