HIDDEN PLACE - Weather Station – Early Works

2011 (Twilight records)
electro-goth, synth-pop

Il requisito fondamentale perché il sound espresso dagli Hidden Place sia credibile e fascinoso è uno: estetica. La musica espressa dai quattro ragazzi lucani piace quando è fredda, cadenzata, padrona delle emozioni, anche quando si mostra così perfetta per essere ballata, perché in fondo ballare non è sottomissione ma rottura di ogni schema. Crudele: il dark elettronico è bellissimo se è crudele, se domina; pensate ad Angelo Bergamini dietro al suo passamontagna e lo stesso a Elena Fossi, altera e irraggiungibile, con la sua voce che domina su strati glaciali di tastiere.

Questo è anche l'essenza di "Weather Station – Early Works", in quasi tutte le sue dieci tracce, riproposte oggi da una Twilight Records che rende giustizia al debutto passato in sordina del 2005, dopo aver accolto sotto il proprio tetto la band italiana due anni fa con "Punto Luce".

Rischia di rimanere borderline, appannaggio di una ristretta nicchia, la musica degli Hidden Place. Così come quella degli Haus Arafna, dei primi Clannox Xymox (quelli di "Medusa", per intenderci) e di quei Kirlian Camera che grazie proprio ad Angelo Bergamini hanno introdotto l'Europa dark alla dance estetica, riprendendo i suoni dei Visage o di Donna Summer, vestendoli di latex e donando loro un'identità austera. Ma raccolte come questa hanno proprio lo scopo di spezzare questo assurdo sortilegio in cui questo sound sembra essere rimasto intrappolato.

Il disco si apre con "Emotional Frequencies", studiata nelle piccole mosse strumentali, cupa e lenta nell'introdurci in questa stanza scura di giochi leziosi corporei: le tastiere sono femminee, la voce maschile è minacciosa ma ci seduce con la stessa, sottile malia perversa del "Portiere Di Notte" di Liliana Cavani e ci perdiamo nel ritmo fino a non capire più se siamo ancora vittime o dominatori.

Lo stesso vale per "Centrali Termoelettriche", che, al di là del titolo, induce ancora una volta il corpo a muoversi lento e sinuosamente, spogliandoci di inibizioni mentali, ma sempre sul filo di un cervellotico gioco estetico-strumentale.

Un rapporto totalmente giocato sulla dominanza, in cui non conta individuare la vittima e il carnefice, tanto entrambi puntano all'estetica quindi non vedrete il dolore, percepirete il piacere, forse quello sì, ma dovrete cercarlo ancora una volta tra le tastiere e le voci di Sara Lux. Emblematica di questo gioco seducente è "Pure Ice", veloce e retrò nell'esporre senza troppi veli una pin-up post-moderna, infantile ma fatale, che sa anche diventare cosmica in "Euritmia Del Fulgore", brano triste e desolato, a mimare quasi il volo di un angelo tra le macerie umane.

Torna poi la irresistibile Fossi dei Siderartica, all'insegna della stupenda ambient elettronica di "Shapes And Colours From The Land Of God": forse allora vendeva meno copie rispetto al presente, ma Trisol si accorse di quanta classe c'era in quell'album e ne riporta ora traccia in "Weather Station – Early Works".

Con "Weather Station – Early Works", la Twilight ha ristampato un prodotto italiano nato e concepito per uno scopo, ballare, quindi essere fonte di libertà.

15/06/2011

Tracklist

  1. 1. Emotional Frequencies
  2. 2. Pure Ice
  3. 3. Anymore
  4. 4. Operazione PM10
  5. 5. Centrali Termoeletriche
  6. 6. Helden
  7. 7. A Day without Me
  8. 8. Colours of Sunset
  9. 9. Euritmia del Fulgore
  10. 10. Euritmia (Early Demo Version)