Il Nico Greco è un cantautore di origini molisane che esordisce con la raccolta di gentilezze acustiche intitolata “The Parade Of The Paper Soldier” (Seahorse, 2008), un disco che non rende ancora giustizia delle sue istanze espressive (anche se qua e là annovera qualche accortezza d’arrangiamento).
“Blue Like Santa Cruz”, secondo album forte di una band vera e propria che ispessisce e diversifica il sound con rodato mestiere, è un po’ un umile “Tonight’s The Night” italiano per il nuovo decennio. L’umore depresso pervade praticamente ogni nota, a cominciare da “My Mother”, il Mark Everett più loner, quasi afono, accompagnato da un intenso contrappunto di chitarre fantasma. Il brano manifesto, con refrain e riff che si ripetono allo sfinimento, e un’insistenza decrepita che aumenta stridore nelle dissonanze bluesy di passaggio, s’intitola ironicamente “My Will To Live”. “A Part Of Happines, Two Parts Of Whiskey”, ballata “simbolica” (e convenzionale) alla Soul Asylum, controbilancia la prima parte di album.
Per quanto nudamente melodico, l’opera incorpora scelte di una certa intelligenza. “She” è sempre più intossicata di riff in staccato e batteria in sordina, “I’m Walking Alone” è un bisbiglio che si perde tra accordi hawaiani e tastiera ecclesiastica (quasi reminiscente dei secondi American Music Club), “Sing With Me” e “Summer In Harlem” sono filastrocche country-rock con la fobia di alzare i volumi.
Altri numeri ottimamente coerenti con il mood dominante sono “No Borders”, “Old Time Music” (una versione ancor più dimessa e senza forze delle confessioni di Chris Isaak) e la preghiera grave di “Red River”.
Con la produzione di Paolo Messere, Greco allestisce un album fotografico che ha nella sua biacca un significato di sangue esistenziale. Bravo ad attorniare la sua voce e la sua chitarra di comprimari ad hoc, a dirigerli e modularli senza compiacenza, persino ad applicare alle canzoni il corrispettivo della “tela viscida di Winslow” del rigor mortis. “His Band”: Claudio Carluccio, basso e cori; Bruno D’Ercole: arpa; Davide Marcone: batteria e percussioni, con la partecipazione dello stesso Messere (chitarra, cori e tastiere).
02/05/2011