Davvero interessanti le partiture dark-folk dei campani Oniric, che, nel loro album d’esordio (per la spagnola Caustic Records), danno prova di saper plasmare con gusto e sottile sensibilità un mondo fantastico intinto di colori fiabeschi, nella cui grana non si fatica a ritrovare la fragranza sonora di artisti come Beirut, Sufjan Stevens, Yann Tiersen o Ralfe Band. Con un assortimento strumentistico voluminoso e cangiante (con archi e pianoforte superbamente arrangiati) la band ritaglia un piccolo teatro di burattini romantici che appassiona sfiorando corde intime e riposte. Canzoni come “The Echoes Of The Sky” o “L’Autre” nel loro delicato nitore poetico lasciano scorrere un piccolo cinematografo della nostalgia a cui si cede con trasporto sincero. Da seguire.
01/03/2011