CHATHAM COUNTY LINE - Wildwood

2010 (Yep roc)
bluegrass, country

Aprite i vostri cuori e lasciate che vengano investiti dai caldi effluvi di questa incessante parabola di semplicità e composto trasporto: quella della Chatham County Line, gruppo di (più o meno) giovanotti incravattati del North Carolina. Vorrebbero spiegarci come si mette su un country tradizionale, intagliato con passione tra sfarfallii di mandolino e ampie pennellate di violino, senza rinunciare a un certo frizzante spirito giovanile, in grado di emozionare senza fronzoli.

Ormai fedelissimi della Yep Roc, influente e conterranea etichetta (Go-Betweens, Fleshtones), giungono al quinto disco pienamente convinti della propria formula, che vanno proponendo per il mondo da anni, riuniti intorno a un unico totem di microfoni – a rinvigorire il sapore “organico” della loro musica – che riproduce esibizioni calorosamente pimpanti.

“Wildwood” parrebbe ancora la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che spesso non servono intricati suffissi intorno alla tradizione americana per fare musica non ingessata, che possa apparire comunque attuale e caratteristica. La Chatham County Line si propone con la naturalezza di chi annovera il banjo tra i giochi d’infanzia, non tra i cimeli trovati in soffitta nel vecchio baule del nonno o, al peggio, come un vezzo “pittoresco” da esibire a richiesta.

Diversi pezzi potranno apparire alquanto canonici, per le coordinate in cui si muovono i Nostri (“Ringing In My Ears” e “Heart Attack” in particolare): ciononostante rimane sempre qualcosa di tangibilmente vibrante che li allontana dal severo (e, a volte, ottuso) atteggiamento dei mestieranti del genere.  

E’ così, con inaspettata innocenza, che si viene coinvolti nelle sentite, fragranti dichiarazioni d’amore del cantante Dave Wilson (su tutte “Honeymoon”, “Porcelain Doll” e, last but not least, l’appiccicosa “Crop Comes In”). L’ingenuo stupore di un signorino dal cuore limpido, ancora sepolto e consacrato a una campagna di campi di grano dorato e verande immacolate, sa conquistare nel pensiero liberatorio: “Is everyone alone in New York?” (“Alone In New York”).

Mai solo nel suo comunque ispirato dialogo col microfono, Dave Wilson è accompagnato da una band instancabile nell’inserirsi con armonizzazioni cristalline (come in “Blue Jay Way”, simpatica citazione harrisoniana) e costanti, gioiose rimbeccate di mandolino e pianoforte (“Saturdays And Sundays”): coinvolgenti poiché è sensibile il fervore che ognuno di loro impiega nell’orchestrare qualcosa di eccezionalmente vivido.

E’ d’obbligo quindi non disdegnare una band che sicuramente aderisce alle dichiarazioni d’intenti dell’iniziale title track: “Don’t mistake me for a wildwood/ A place to run and hide”.

01/07/2010

Tracklist

  1. 1. Wildwood
  2. 2. Alone In New York
  3. 3. Saturdays & Sundays
  4. 4. Crop Comes In
  5. 5. Porcelain Doll
  6. 6. Out Of The Running
  7. 7. Heart Attack
  8. 8. Ghost Of Woody Guthrie
  9. 9. Honeymoon
  10. 10. Ringing In My Ears
  11. 11. Blue Jay Way
  12. 12. End Of The Line

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