Il cambio netto di sonorità rispetto al basinskiano "New Sad Epilogue Of My Nice Electronic Composer" era già avvenuto con il massacro digitale di "Complexed" dell'anno passato. Qui Venta Protesix prendeva la stessa materia sonora dell'album precedente e la deturpava con suoni (anzi rumori) lanciati a frequenze insostenibili.
Continua nella medesima direzione la missione di Italo Belladonna in questo sette pollici uscito sulla sua nuova etichetta, denominata Lips Infection (come a dire il nome è tutto un programma).
Risultato? Due pezzi meno harsh (rispetto a quelli di "Complexed") ma più ossessivi e morbosi. Qui il rumore non viene sparato direttamente in faccia all'ascoltatore, ma sembra voler trovare qualche backdoor per entrare nel cervello in modo subliminale.
Oltre l'inudibile.
26/05/2010
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