Parola d'ordine: divertirsi.
Questo sembra essere il motto dei parmigiani Eua, al debutto con questo "Eua Eua et voilà" carico di ironia, scherzi, demenzialità e nel quale si respira più l'aria da gruppo di amici che non quella di una band con progetti per una ribalta seria.
E di serietà in quest'album ce n'è veramente poca, umorismo di bassa lega su una donna barbuta ("Barbara"), argomentazioni alla Skiantos ("Speck"), cabaret ("Mestre Marghera), canzoni popolari alla moda degli Elii ("Canzone minimalista") e stornelli a-là Stefano Rosso ("Canzone delle rime banali").
Non che non ci provino a essere seri, gli Eua, ma i tentativi risultano raramente convincenti e nessuno degli episodi, da "Pian piano la vita procede" a "Compagni di gabbia", dalla gucciniana "Oasi in mezzo al prato" a quelle vicine ai Modena City Ramblers ("Addio postumo sul fiume", "Antonella") si rivelano pezzi maturi.
Acerbi, troppo acerbi, questi Eua, ancora in cerca di una strada definita tra serietà e demenziale o forse semplicemente mossi dal puro desiderio di essere beatamente scanzonati e volutamente dilettantistici.
In ogni caso un po' troppo poco per ora.
08/10/2009