Il rumore nervoso, sudato, primitivo e istintivamente veloce giù per i pendii di un suono allucinato sembra vibrare scosso dalla doppia batteria, da un chitarrismo eclettico e irregolare da respiro punk, mentre due voci fanno dell'attrito uno strepito a sé stante: irrequieto, scattoso, pungente.
Questi sono i Dananananaykroyd e se volessimo essere più dettagliati potremmo parlare di come ci siano dentro sia i Fugazi che i Pavement, di quanto siano equidistanti dal loro punto di vista l'universo punk e quello pop. Lontani, ma non abbastanza da non poterne sentire gli echi in tracce come "The Greater Than Symbol & The Hash" o "Pink Sabbath" in cui la memoria corre alla band di Guy Picciotto dei tempi di "Instrument" e allo Stephen Malkmus ironico di "Crooked Rain, Crooked Rain".
Al netto delle reminiscenze, "Hey Everyone!" presenta la band di Glasgow come degna continuatrice di un post-punk britannico meno sperimentale e più energico, attratto dal math-rock senza condividerne l'ossessione per le soluzioni geometriche e dinamiche.
Se da un lato l'Ep "Sissy Hits" del 2008 aveva mostrato un'impronta maggiormente introspettiva, seppur comunque ben poco ritmicamente inerte, dall'altro aveva preparato la strada a un furore simil-progressivo che avrebbe reso ben più vario un lavoro che pecca in fatto di spunti, mutamenti e, strano a dirsi, dinamismo.
"Black Wax", "Watch This!" e "Totally Bone" i pezzi migliori di un album che si pone al di sopra della media se si parla di debutti, ma che resta di poco sotto la soglia che ne avrebbe potuto fare un'ottima uscita.
21/09/2009