VICTOR DEME' - Victor Démé

2008 (Chapa blues)
african-folk, songwriter

È inutile, mi capita tutti gli anni. Vuoi per le mille cose da fare extra-musica, vuoi per il tanto materiale che arriva e pure per scelte non azzeccate, fatto sta che a inizio anno nuovo mi ritrovo sempre con un disco dell'annata appena trascorsa che mi costringe a farmi un bel cappello di cenere per espiare la colpa di non averlo recensito prima.

Quest'anno le mie sincere scuse vanno a un signore quarantaseienne dall'aria gentile, rassomigliante a un Bill Cosby molto meno ricco, che viene dal Burkina Faso e di cui io, come credo pure voi, fino all'arrivo di questo disco non sapevo un bel nulla.

In effetti non c'è da stupirsi che non se ne sappia granché, visto che Victor Démé è rimasto nel beato anonimato tra Burkina Faso e Costa d'Avorio fino a che una persona lungimirante e illuminata non gli ha dato la possibilità di incidere questo suo omonimo disco d'esordio.

E bisogna ringraziarlo davvero parecchio, il buon David Commellais, per averci dato modo di godere delle doti di Victor, cantante passionale di folk intrisi di blues ("Djon' Maja") e ballate di estrema dolcezza e malinconia ("Cherie", "Sabu") ma anche compositore e musicista in grando di spaziare da ritmi latini ("Tungan") al tropicalismo ("Deni Mouke Lla"), da un veloce fingerpicking spagnoleggiante ("Dankan") a suoni più tradizionalmente africani fatti solo di percussioni ("Tama Ngnogon") e poco altro ("Dala Mogoya").

La semplicità che in superficie pervade la musica di Démé colpisce invece al cuore nel profondo grazie a un'interpretazione sempre emotiva e sincera, capace di soffrire ("Djarabi", "Djabula") e sorridere ("Peuple Burkinabe"), e nasconde anche una padronanza musicale svelata in un uso della chitarra di eccellente livello, basti sentire gli splendidi momenti di "Burkina Moussa".

Un azzardo, forse, il paragone con il compianto Ali Fark Touré, ma sicuramente Victor Démé, uomo dal volto sobrio e cordiale, anche se esordiente in tarda età, potrà regalarci in futuro altri momenti di splendida musica in lingua africana, ma che in realtà sono senza luogo e senza tempo.

Per ora ci ha regalato un album di poesia, fatta di cuore e chitarra, voce ed emozioni, bellissima come solo le cose semplici sanno essere.

Non mancatelo. Anche se in ritardo, a volte l'importante è solo arrivare. 

05/03/2009

Tracklist

  1. 1. Fond de Cour (intro)
  2. 2. Djôn'maya
  3. 3. Toungan
  4. 4. Chérie
  5. 5. Deni Mouke lla
  6. 6. Burkina Mousso
  7. 7. Deni Kemba
  8. 8. Djarabi
  9. 9. Dankan
  10. 10. Peuple Burkinabè
  11. 11. Sabu
  12. 12. Djabila
  13. 13. Le passage de l'Arc à Bouche (interlude)
  14. 14. Tama Ngnogon
  15. 15. Dala Môgôya

VICTOR DEME' sul web