Trepaneringsritualen

Trepaneringsritualen

Oscuri rituali di sangue

di Marco De Baptistis

Trepaneringsritualen nasce nel 2008 a Göteborg, in Svezia, come progetto in grado di unire industrial e dark ambient per oscuri e ferali rituali. Il nome deriva dall’arte antica di trapanazione del cranio, sia come metodo curativo, sia come esperienza spirituale magico/religiosa

Trepaneringsritualen ha riportato il ritual industrial agli antichi fasti, fondendo suggestioni provenienti dai primi Current 93 e Coil al suono anni Novanta di Mz.412 e Brighter Death Now. Vero erede dello spirito iconoclasta che animava la leggendaria label svedese Cold Meat Industry, Thomas Ekelund ha alzato il livello di una ricerca sonora che unisce con successo dark-ambient a un ferale immaginario black e death metal, il tutto virato verso abrasive sonorità death-industrial. Lo stesso artista ha descritto la sua arte come "musica rituale dal Göta Lände”, termine che indica la zona sud della Svezia, all’epoca terra dei Geati, una tribù germanica dei Goti (citata anche nel Beowulf) che abitava la Scandinavia già nei primi secoli d.C.
Dal vivo Ekelund mette in scena delle cruente performance rituali, accompagnato da immagini mitiche, sacre, a volte blasfeme, presentandosi sul palco con corpse paint e ricoperto di sangue animale. Anche dal vivo, riesce a mettere in scena un universo tanto coerente quanto spietato ed estremo. Si immagini una perversa fusione tra Mayhem e Throbbing Gristle all’ombra di un sole nero e si avrà un’idea della visione oltranzista di Ekelund. Il suo lavoro potrebbe rientrare nell’ambito di quel genere di confine chiamato “black industrial”, avendo anche molto in comune con le atmosfere degli Mz.412 e di Nordvargr, pionieri del genere. Del resto, Henrik “Nordvargr” Björkk è un artista con cui Ekelund ha spesso condiviso il palco. Hanno anche dato vita assieme a due progetti, Det Kätterska Förbund e ᚾᛟᚢ II // ᚦᛟᚦ ᚷᛁᚷ.

Nel giro di pochi anni, Trepaneringsritualen è riuscito a catalizzare l'interesse di un variegato pubblico, sia in ambito metal (è stato in tour con i Bölzer e i Deströyer 666, oltre ad aver collaborato con band come Deathstench e Sutekh Hexen), sia in campo noise-industrial e power electronics. Le numerose partecipazioni a festival internazionali come il Maschinenfest, il Congresso Post Industriale e lo Stella Natura Festival negli Usa hanno contribuito alla costruzione di una solida reputazione di live-act estremo, incompromissorio e fuori dagli schemi.

Molti suoi lavori presentano eleganti copertine in bianco e nero, una forma che fa apprezzare anche le doti grafiche dell’artista, che è anche il responsabile della label svedese Beläten, etichetta che si muove in ambito rigorosamente underground e Diy, realizzando, a partire dal 2012, ottime uscite, principalmente su cassetta (in omaggio a un certa tradizione “old school industrial”), in ambito post-industrial, noise, e persino dark/coldwave. Nel corso del nuovo millennio la Beläten ha pubblicando artisti come Veil Of Light, German Army, DistelBlitzkrieg Baby e molti altri.

Ritualer, blot & botgöring è il suo primo album nelle vesti di Trepaneringsritualen, un fulminante esordio che lascia il segno e sarà oggetto, come molti lavori del Nostro, di varie edizioni e ristampe nel corso degli anni.
A "Bloodletting Ritual", vera e propria discesa agli inferi in cui si amalgamano echi sotterranei, latrati demoniaci e sinistri rumori come di tormentati strumenti a corda, segue "Black Heaven/White Hell", lunga suite di quasi quattordici minuti in cui le dissonanze iniziali lasciano gradualmente spazio a un mantra rituale che si protrae per tutta la durata del brano. "Knife Play" è invece divisa in due: vocals distorte nella prima parte più ritmata, che poi cedono il passo a una parte atmosferica che odora di morte. "Bestraffning & Belöning" è di nuovo un grande pezzo di macabro ritual death-industrial, cui succede "Den sista dag i Helvete", ossia l'ultimo giorno all'inferno, degno epilogo per questo lavoro.

Dopo una serie di validi Ep pubblicati nel 2010 su cassetta, Roi Perdu e Septentrional, nel 2011 esce Veil The World, un lavoro in edizione super-limitata a quaranta copie su nastro magnetico all’interno di un elegante box di legno. Le quotazioni dell’opera originale sono abbastanza alte, ma per fortuna nel 2015 la label inglese Cold Spring ristampa il tutto in cd. È un lavoro da avere, anche solo per l’ottima cover dei Death In June. La versione di “C'est Un Rêve” è una delle sue tracce più terrorizzanti e inquietanti mai composte da Ekelund, oltre a essere una delle più riuscite cover della Morte in Giugno.

Nel 2012 esce Deathward, To The Womb. L’album si apre citando un’evocazione a "Babalon" condotta da "Frater T.O.P.A.N" (nome dietro cui si nascondeva Jack Parsons), un confratello seguace di Thelema. Babalon è la "Grande Madre" che rappresenta l’impulso di fecondità. Attraverso la sua fiamma, essa è chiamata a bruciare e purificare tutta la creazione in vista dell’“Aeon Of Horus”, era di autorealizzazione e di ricerca spirituale sotto la vera volontà ("True Will"). La nascita di Babalon però non sarà preludio a un’era di amore e pace ma, all’opposto, farà precipitare il mondo in una sorta di violento cataclisma, un’apocalisse purificatrice manifestata attraverso l’immagine della “Black Flame”:  She is flame of life, power of darkness/ She destroys with a glance/ She may take thy soul. She feeds upon the death of men”, per citare proprio il testo “The Babalon Working” scritto da Parsons.
Deathward, To The Womb ruota attorno ai due opposti principi: la madre feconda e il principio distruttivo che sembra oggi prevalente. Musicalmente, tale dualismo si sbilancia verso il lato più noise e caotico, con un’attitudine lo-fi che scaraventa l’ascoltatore in un black-ambient nero come la pece ("Osiris, Slain & Risen"). Siamo immersi in un magma infernale in cui galleggiano scarti post-industrial alla S.P.K. ("She Is Flame of Life") e in cui emerge, a tratti, l'inquietante voce, distorta e cavernosa, di Trepaneringsritualen.

Tra le uscite del 2013 sono da segnalare l’Ep Konung Dómaldr Vid Upsala Hängd e il 7” Judas Goat, due lavori che vedono maturare il suono di Ekelund. Il primo è un concept rituale dedicato al solstizio d’inverno e alla Saga degli Ynglingar (Ynglinga saga), la quale racconta come il re Dómaldi sia morto sacrificato dalla sua stessa gente in seguito a un lungo periodo di carestia. La copertina mostra il celeberrimo quadro di Carl Larsson, Midvinterblot, dedicato al sacrificio del re svedese. L’affresco che si trova al museo nazionale di Stoccolma ed era già stato utilizzato per la copertina del celebre album live dei Blood Axis, “Blót: Sacrifice In Sweden”.
“Judas Goat”, invece, è dedicata alla capra di Giuda che porta il pascolo al macello. Si tratta di uno dei brani più feroci e incisivi mai realizzati da Trepaneringsritualen, una traccia violentissima che non lascia scampo. Il testo urlato da Ekelund recita ossessivamente:

My Brother. Betrayer. Your blood on my hands.
I claim your death. I claim your death. 
I claim your death in my name

Tra il 2013 e il 2014 escono anche due split-album importanti, il primo con i Deathstench e il secondo con i Sutekh Hexen, gruppi americani che si muovono entrambi nell’ambito dell'industrial più oscuro e rumorista, ma con un’iconografia decisamente black metal. Sempre nel 2014 esce Papist Pretender, nuovo 7" con due brani.

0014691023_10Perfection & Permanence, uscito nel 2014, è probabilmente l’album più conosciuto dell’artista svedese, la sua consacrazione davanti al pubblico della musica (post)industrial, al contempo è uno dei suoi lavori più immediati e accessibili anche oltre un certo genere di nicchia. Qui si respira un’atmosfera opprimente, realizzata attraverso l’uso di frequenze, rumori metallici e stratificazioni vocali pregne di effetti per trasformare la sua voce in una sorta di fantasmatica presenza inumana proveniente dall’Aldilà. Il lavoro mostra un’ottima produzione e una grande cura nella ricerca sonora, pur mantenendo un aspetto volutamente “lo-fi”, grezzo e brutale come carta vetrata.
"Venerated & Despised" è l’inizio del viaggio, tra voci che si rincorrono quasi indistinte, avvolte in una sorta di liquido amniotico torbido e soffocante. "A Black Egg" è un inno a una dea pagana, forse Isis, (madre e figlia, vergine e prostituta, come recita il testo) che sta per uscire da un grande uovo nero. "Castrate Christ" è un vero inno al dolore e alla sofferenza umana, in cui un Cristo impotente viene seviziato con sadismo tipicamente umano, tra onde di distorsioni e riverberi che implodono su sé stessi. È uno dei punti di maggiore violenza del disco. Segue la strumentale "Liken Ingen Jord Vill Svälja"per poi concludere la prima parte dell’album con "Alone/A/Cross/Abyss"un concentrato di pulsanti bordate psichiche in cui le molte voci di Trepaneringsritualen si sovrappongono e si sfaldano in derive magmatiche.
Dopo il lento interludio di "39 Lashes", è la volta di "The Seventh Man", uno dei pezzi più riusciti dell’album, con il suo accattivante riff in cui Ekelund grida: “Body, Mind, Desire, Will. Perfection & Permanece!”. È il puro trionfo della Volontà e dello Spirito sulla materia. Ritorna successivamente la metafora cristologica in "Konung Krönt I Blod" (Re incoronato nel sangue), ma il brano suona anche come un riferimento-maledizione a Eiríkr inn sigrsæli, Eric VI il Vittorioso, re svedese colpevole di aver tradito per primo l’originale retaggio pagano dei popoli scandinavi per la nuova religione cristiana. La strumentale "A Ceaseless Howling" evoca un freddo paesaggio artico attraverso un cupo dark-ambient, prima della conclusione nel rumore (e nel dolore) di "He Who Is My Mirror".

Il 2016 vede Ekelud collaborare con Celldöd, un artista di Stoccolma che si muove tra techno-industrial ed Electro-Ebm old school. I due realizzano una cassetta split per la label svedese Brutal Discipline. Per l’occasione, Ekelund utilizza il nome di Teeraal Räum Pheynix, abbreviato anche in T × R × P.
È un periodo d’intensa attività dal vivo e nell’anno successivo escono diversi album live di Trepaneringsritualen meritevoli di attenzione. Il primo è Oberhausen Ritual - Live At Maschinenfest 2016 E.V, performance micidiale entrata negli annali del festival tedesco e pubblicata su nastro da Raubbau/Pflichtkauf. Nel 2020 l'album è stato ristampato in vinile e distribuito da Tesco Organisation.
Nello stesso anno esce un live in Italia, tenuto al Club Kindergarten di Bologna in occasione del Decimo Congresso Post-Industriale organizzato da Rodolfo Protti della Old Europa Cafe. Mz.412/Trepaneringsritualen - X Post Industriale/Rituals 2015 e.v. esce in doppio Lp e vede nel primo disco la spettacolare performance degli Mz-412., nel secondo invece troviamo il rituale schiaccia-ossa messo in scena da Ekelund. In entrambi gli album esce fuori l’anima nera di un progetto pensato essenzialmente come una forma di catartico rituale sul palco.

trepSempre nel 2017 la label tedesca Tesco Organisation dà alle stampe un nuovo album, Kainskult, lavoro dedicato alla figura di Caino, visto come primo eresiarca, trasgressore archetipico e nemico della figura di Yaldabaoth, demiurgo e creatore del mondo materiale, secondo alcune visioni gnostiche cristiane. Nella figura del primo fratricida troviamo la fiamma primigenia della rivolta contro la schiavitù della carne e soprattutto della lotta contro una creazione corrotta sin dalla sua nascita. Caino, attraverso il suo marchio, segnerà la propria stirpe destinata alla distruzione stessa del creato.
Dopo il canto propiziatorio di "Death & Ecstasy", le urla distorte di Ekelund si fanno strada tra percussioni tribali e giri di basso martellanti in "Maðr Malformed", prima dell'assalto al calor bianco di "All Flesh Has Corrupted", brano che scaverà un buco profondo nella vostra anima. Tutto sembra deperire, crollare e andare in pezzi e, come urla Ekelund, "This is my vision, this my curse". Il culto di Caino qui viene messo in scena come un vero e proprio culto dell'entropia che si perpetua nei secoli, mentre tutto distrugge e disgrega in maniere inesorabile ("Feral Me").
Sul versante prettamente musicale, questo lavoro continua sulla scia di Perfection & Permanence, quasi come fosse un suo gemello ancora più malvagio, lavorando sulla stratificazione sonora e su mantra ripetuti con voce growl, come avviene in "Serpent Seed", tra ossessive percussioni metalliche ("I am spirit, light and flesh/ And my seed shall know no death") che ricordano un po' le sonorità post-industriali dei Sophia di Peter Bjärgö, qui però virate nel black-industrial alla Mz.412. Non mancano immersioni in forme di dark-ambient che sembrano quasi incontrare derive allucinatorie in stile Deutsch Nepal, come avviene nell'ipnotica "An Immaculate Body Of Water" e nell'orgia finale di "V ∴ V ∴ V".

A questo punto della sua carriera il Nostro reinterpreta brani di Coil, Nordvargr e Ordo Rosarius Equilibrio. Lo split con il duo olandese Distel consiste in un disco intitolato A Knife In Sound. È un vinile moto particolare, a forma di stella del caos in cui Trepaneringsritualen realizza una cover di "A Cold Cell", mentre i Distel si cimentano con "Solar Lodge", entrambi brani famosissimi dei Coil. Nello stesso periodo esce per Equilibrium Music anche Nature Seeking Equilibrium (War 4 The Principle Of Balance), un vinile 7" che vede sul lato A il celebre brano degli Ordo Rosarius, mentre sul lato B troviamo la versione di Ekelund. 

ᛉᛦ -  Algir; eller Algir i Merkstave è un nuovo album pubblicato per Cold Spring. Qui Ekelund dà sfogo al lato più introspettivo, ma non per questo meno inquietante, del Trapano rituale. Siamo di fronte a un lavoro strumentale in cui sentiamo echi di “Dead Letters Spell Out Dead Words”, vecchio progetto drone-ambient e post-industrial di Ekelund, anche se qui l’atmosfera è molto più minacciosa e inquietante. Siamo dalle parti del più ispirato Raison d'être e sicuramente veleggiamo in acque nere e minacciose, che ricordano un certo dark-ambient anni Novanta di marca Cold Meat Industry e il più classico Lustmørd dei tempi di "Heresy".
L’album consta di due lunghe tracce, una per lato della versione in vinile. È una sorta di rituale dedicato ad "Algiz", la quindicesima runa dell'antico futhark e l'undicesima runa dell'alfabeto runico norreno. Minimale ma devastante in termini d’impatto emotivo, l’album evoca un apocalittico immaginario neopagano che affonda nelle nebbie della mitologia scandinava, un passaggio arido e oscuro in cui, secondo le note che accompagnano l’album, tutto è al contempo Unione e Dissoluzione.
Silenzi, suoni di campane, clangori metallici e basse frequenze creano un senso di tensione costante, un'atmosfera degna della miglior colonna sonora da film horror.
Se Kainskult invocava un immaginario feroce e fratricida, ᛉᛦ -Algir; eller Algir i Merkstave sembra dipingere inquietanti e minimali scenari post mortem, un vero e proprio viaggio nel regno di Hel, dea norrena della morte. Tra pause e silenzi, Trepaneringsritualen ci consegna un album realmente terrorizzante, un altro ottimo lavoro capace di creare il giusto climax e farsi così colonna sonora delle ultime fasi del Ragnarök, il crepuscolo degli Dei e anche dell’umanità per come la conosciamo.

Il 2019 vede anche l’esibizione di Trepaneringsritualen assieme a Nordvargr al festival organizzato a Stoccolma dalla etichetta americana Cloister Recordings: Dominion of Flesh: 5 Years of Cloister Recordings. Dopo aver remixato dei brani a vicenda nell’ottimo split 7” intitolato Konung Krönt I Blod/Salve Teragmon, i due hanno suonato assieme con l’aggiunta di un terzo elemento alle percussioni. Per l’occasione Ekelund indossava all’inizio dell’esibizione una maschera formata da sacco di iuta imbevuto di sangue (sembra di maiale) coagulato e un cappio da boia legato al collo. Poco tempo dopo esce un 10” in tiratura limitatissima a sole 19 copie, T × R × P Manifest As Then Ramske Pakt - Hä Roda För Sola, in esclusiva per Cloister Recordings.

La leggenda di Trepaneringsritualen continua dopo un anno di pausa dovuto alla pandemia. Nel 2020 viene rilasciato in digitale solo un lungo brano di più di dieci minuti intitolato The Crownless Sovereign, sinistro e macabro accompagnamento verso mondi altri che si muove in territori dark ambient vicini a quelli di ᛉᛦ -  Algir; eller Algir i Merkstave. Già è stato annunciato per il 2021 un nuovo album assieme a Nordvargr. Questa volta il duo rispolvererà la sigla Det Kätterska Förbund per un lavoro più compiuto e d’ampio respiro. È in uscita anche un Ep di remix realizzato per Aufnahme + Wiedergabe che vede artisti quali Headless Horseman, Pact Infernal, Ancient Methods, e Codex Empire reinterpretare in chiave techno-industrial alcuni brani tratti da Kainskult.

Quel che è certo è che la musica dell’artista svedese costituirà sempre la perfetta colonna sonora di un mondo in agonia. Nel punto di equilibrio perfetto tra luce e oscurità, amore e odio, vita e morte, il rituale non si ferma.

Contributi di Michele Beccaria ("Ritualer, blot & botgöring")

Trepaneringsritualen

Oscuri rituali di sangue

di Marco De Baptistis

Trepaneringsritualen nasce nel 2008 a Göteborg, in Svezia, come progetto in grado di unire industrial e dark ambient per oscuri e ferali rituali. Il nome deriva dall’arte antica di trapanazione del cranio, sia come metodo curativo, sia come esperienza spirituale magico/religiosa

Trepaneringsritualen
Discografia
Ritualer, Blot Och Botgöring (Harsh Head Rituals, 2008) 
 

Roi Perdu (Ep, iDEAL Recordings, 2010)

 
 

Septentrional (Ep, Hanson Records, ‎2010)

 
 Veil The World (Kości Tapes, New Nihilism, Triangle, 2011) 
 

Martyrium (Ep, Small Doses, 2011)

 
Deathward, To The Womb (Release The Bats Records, 2012) 
 

Æther / Trepaneringsritualen - Edifice Of Nine Sauvastikas (Split, Beläten, 2012)

 
 

Konung Dómaldr Vid Upsala Hängd (Ep, Merzbild, 2013)

 
 

Judas Goat (7", Fang Bomb, 2013)

 
 Deathstench / Trepaneringsritualen (Split, Malignant Records, 2013) 
 Trepaneringsritualen & Sutekh Hexen - One Hundred Year Storm (Split, Cloister Recordings, Pesanta 2014)  
 Papist Pretender (La Esencia, 2014) 

Perfection & Permanence (Cold Spring, 2014)

 
 

Berliner Ritual Oktober XI 2013 E.V. ‎(Live, aufnahme + wiedergabe, 2014)

 
 

Celldöd // T × R × P - Untitled ‎(Split, EP, Brutal Disciplin, 2016)

 
 

T × R × P // Body Cargo (Split, Autarkeia, 2016)

 
 

Oberhausen Ritual - Live At Maschinenfest 2016 E.V.  (Live, Raubbau, 2017)

 
 

Mz.412 / Trepaneringsritualen - X Post Industriale / Rituals 2015 e.v. (Live, Old Europa Cafe, AnnapurnA, 2017)

 
Kainskult (Tesco Organisation, 2017) 
 

Trepaneringsritualen / Distel - A Knife In Sound (Ep, Ant-Zen, Raubbau, 2018) 

 
 

Trepaneringsritualen & Nordvargr - Konung Krönt I Blod / Salve Teragmon
(7", Cyclic Law 2019)

 
ᛉᛦ – Algir; Eller Algir I Merkstave (Tesco Organisation, 2019) 
 Ordo Rosarius Equilibrio / Trepaneringsritualen - Nature Seeking Equilibrium (War 4 The Principle Of Balance) (Split 7", Equilibrium Music, 2019) 
 

T × R × P Manifest As Then Ramske Pakt ‎- Hä Roda För Sola (Cloister Recordings, 2019) 

 
 The Crownless Sovereign (singolo autoprodotto, 2020) 
   
 

Compilation

 
   

The Totality Of Death ‎(Silken Tofu, Malignant Records, Beläten, :retortae:, 2013)

 
 

Yours Is A Kingdom Of Death (Old Europa Cafe, 2017)

 

 

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