David Ian Roberts

David Ian Roberts

Il bardo insonne

intervista di Lorenzo Righetto

Prima di tutto, David, grazie per la tua musica e per un disco così ispirato. Dato che non ci sono molte informazioni su di te in Rete, ti va di iniziare raccontandoci un po' della tua carriera come artista e musicista?
Suono la chitarra da quando avevo undici anni e ho cominciato a fare registrazioni casalinghe da quindici. Ho continuato a scrivere "album" costantemente da allora, ma mi sono sentito pronto per pubblicare qualcosa con "St. Clears", nel 2014. Amo registrare musica e lo farei anche se non ci fosse nessuno ad ascoltarla. Durante gli ultimi anni ho suonato dal vivo molto di più e sto piano piano acquisendo fiducia nelle mie esibizioni. Voglio solo continuare a migliorare. 

Sono passati cinque anni dal tuo esordio, "St. Clears", e questo nuovo "Travelling Bright". Se guardi indietro a questi cinque anni, riesci a ricostruire il tragitto che ti ha portato a questo secondo album?
Stavo cominciando a scrivere "Travelling Bright" già quando "St. Clears" veniva pubblicato, e nel mezzo della sua composizione mi trasferii dallo Herefordshire a Cardiff. Fu un periodo esaltante, conobbi diversi grandi musicisti e cominciai a suonare dal vivo molto di più. Ottenni un finanziamento da un programma della Bbc e dell'Arts Council che si chiama Horizons, per registrare un Ep, con alcune delle canzoni che sarebbero poi state nell'album, e questo mi diede l'opportunità di registrare al Fieldgate Studio vicino a Cardiff, con il produttore Andrew Lawson e due grandi musicisti che avevo incontrato, la violoncellista Kirsten Miller e il bassista Aidan Thorne.
Rimasi molto soddisfatto di quelle sessioni, e a quel punto mi sentivo fiducioso riguardo a registrare il resto del disco con quelle persone. L'Ep venne pubblicato sull'etichetta gallese Cambrian, che adesso ha anche pubblicato l'album. Diciamo che creare queste connessioni a Cardiff è davvero ciò che ha portato alla realizzazione di tutto il progetto in questi anni.

Ho letto che almeno alcune delle canzoni sono state concepite in uno stato alterato, causato dall'insonnia di cui soffrivi al tempo. Quindi pare che le canzoni vengano da un periodo circoscritto della tua vita. Ce lo puoi descrivere?
Si trattò di un periodo davvero esaltante e intensamente creativo per me, e facevo fatica a dormire. Spesso stavo sdraiato, sveglio, e non riuscivo a smettere di pensare alla musica che stavo componendo. Immagini ipnagogiche hanno ispirato molto dell'immaginario dei testi. L'album viene da un periodo definito di due anni in cui le cose andavano tra alti e bassi e avevo una forte carica emotiva, esperienze che avevo bisogno di esprimere. Adesso dormo molto bene!

Come si sono sviluppati gli arrangiamenti? Hai iniziato a registrare con idee specifiche sulla forma finale delle canzoni o si sono evolute nel tempo, magari attraverso la collaborazione con altri musicisti?
La maggior parte degli arrangiamenti viene da una serie di demo fatti da solo prima di tutto. Molte canzoni sono nate da frammenti e idee separati, che ho incollato insieme e si sono evoluti molto a ogni nuova registrazione. E' stato come un grande puzzle. Robert Pugh, che ha suonato in "St. Clears", ebbe diverse grandi idee per le parti di pianoforte in due canzoni, e ho registrato le demo di batteria con l'aiuto di Adam Huyton che ha prodotto "St. Clears". Kirsten Miller, che suona il violoncello nel disco, ha registrato un sacco di roba fantastica nel giro finale di demo, e il suo contributo strumentale è stato estremamente importante nel mettere insieme, alla fine, la forma finale degli arrangiamenti. Quando siamo giunti alle sessioni di registrazione vere e proprie abbiamo seguito sostanzialmente i demo nota per nota, ma ci sono parti in cui Aidan, Kirstie e Daan Temmink (al pianoforte) hanno improvvisato insieme, e amo ascoltare quelle parti ora.

Nella nostra recensione, c'è una frase che dice: "Questo disco potrebbe esistere anche senza una voce" - non per sottovalutare la tua voce o le melodie vocali, assolutamente, ma questa mi è sembrata una caratteristica nuova o più marcata del tuo approccio di scrittura. Sei d'accordo?
Sì, spero davvero che le canzoni suonino bene anche senza il canto. La musica è importante tanto quanto la voce e i testi, per me. Ci sono tante sezioni strumentali. In qualche modo, non mi è sembrato nuovo lavorare così, dato che ho scritto tanta musica strumentale in passato. Però, sì, è stato divertente mescolare il lavoro di arrangiamento con la scrittura vera e propria.

C'è un forte senso della natura in "Travelling Bright", così che molte recensioni in giro descrivono il disco come un accompagnamento perfetto a una passeggiata in un'area inesplorata. C'è un luogo che metti in relazione principalmente al disco (e sono sicuro che in Galles ci siano vari esempi)?
Sulla copertina dell'album ci sono frammenti di foto che ho fatto, che vengono da luoghi che hanno ispirato la mia musica. Park Wood nello Hergest, a Kington, i boschi di Credenhill vicino a dove sono cresciuto, Cefn Onn Park a Cardiff (dove è stata fatta la foto nell'interno), le cascate di Ystradfellte, e il canale di Whitchurch sono alcuni dei miei luoghi preferiti per una camminata. 

Posso chiederti della situazione, in questo momento, per un musicista/artista giovane nel Regno Unito, dal tuo punto di vista, in termini di opportunità?
Credo che le opportunità per registrare musica da soli siano le migliori di sempre - non ti serve un grande studio per cominciare a sperimentare con la registrazione. E penso che ci siano diverse opportunità per cominciare a esibirsi dal vivo, anche. Ma ci sono probabilmente più persone che mai che provano a costruirsi una carriera, e ci sono così tanti artisti incredibili che fanno grandi cose, che credo che uno debba accettare il fatto che non c'è garanzia di fare dei soldi. C'è un'enorme competizione per un ammontare di finanziamenti molto limitato, poi - quindi credo che fare le cose da sé e divertirsi siano le cose più importanti e probabilmente le più salutari per gli artisti più giovani. Fino a quando riesci a lavorare e a "provarci", migliorerai e imparerai continuamente.

Possiamo sperare di vederti suonare in Italia nel futuro prossimo? Grazie per il tuo tempo.
Mi piacerebbe molto suonare in Italia e in Europa a un certo punto nei prossimi anni, se capita. Se davvero il Regno Unito lascia l'Unione Europea, mi aspetto che le cose si complichino, ma farò del mio meglio per continuare a suonare anche più lontano da casa.



Discografia
 St. Clears (self-released, 2014) 6
 Travelling Bright (Cambrian, 2019)8
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Lulling A Greener Man
(live session da Travelling Bright, 2019)

Carillon
(live session da Travelling Bright, 2019)

Sending Out Fires
(live session da Travelling Bright, 2019)

David Ian Roberts su OndaRock
Recensioni

DAVID IAN ROBERTS

Travelling Bright

(2019 - Cambrian)
Il volitivo ritorno del bardo di Cardiff, imperniato su grandiose costruzioni chitarristiche

DAVID ROBERTS

St Clears

(2015 - Self Released)
Tra echi di Nick Drake, il delicato chamber-folk di un talentuoso esordiente

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.