Autunna Et Sa Rose

Autunna Et Sa Rose

Neoclassicismo italiano tra teatro e musica

di Valerio D'Onofrio

Gli Autunna Et Sa Rose sono uno dei progetti più originali nati nella complessa scena della musica di ricerca italiana. Le ambizioni della band superano quelle del mero progetto musicale per spingersi verso i confini di un’arte totale che il leader Saverio Tesolato definisce teatro-musica

Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità.
(Antonin Artaud)

stagl1_1Nato dalla mente del polistrumentista Saverio Tesolato, l’ensemble Autunna Et Sa Rose è uno dei progetti più originali nati nella complessa scena della musica di ricerca italiana. Le ambizioni della band superano quelle del mero progetto musicale per spingersi verso i confini di un’arte totale che Tesolato definisce teatro-musica, per sottolineare la forte capacità visionaria ed espressionista del gruppo, unita all’ambizione di spaziare all’interno di un’arte più ampia possibile, che superi gli abituali steccati che dividono le diverse forme espressive (teatro, arti visive, musica).
Pur nelle inevitabili differenze tra i vari Lp pubblicati, gli Autunna Et Sa Rose si distinguono per una smodata passione per l’avanguardia del 900 e per ambizioni neoclassiche dai vaghi rimandi gotici che li fanno accostare alla new wave colta dei Tuxedomoon o al Rock In Opposition degli Univers Zero. Il teatro è sempre presente, in particolare con la visione di arte assoluta del drammaturgo francese Antonin Artaud, a cui è dedicata praticamente tutta la loro discografia. Ma il legame più forte è proprio quello con il neocamerismo, che guarda sia al passato che alla contemporaneità di parte della musica gotica e che - tra gli altri - ha come nume tutelare quel versante mistico-atmosferico legato ad antichissime tradizioni popolari (vedi Dead Can Dance). Per realizzare un progetto tanto ambizioso tanti hanno dato il loro contributo, tra questi da sottolinerare la presenza costante delle cantanti liriche Sonia Visentin (soprano) e Matilde Secchi (mezzosoprano), due voci straordinarie al servizio delle composizioni di Tesolato.

La mia fonte di ispirazione principale è stata Antonin Artaud. Il suo approccio dionisiaco al teatro, accanto a quel senso di sacrificio consistente nel voler donare la propria vita all'arte, è stato per me una fonte essenziale di ispirazione. Oltre a questo è stato importante Wim Wenders, il suo "Il cielo sopra Berlino" mi cambiò in buona parte la vita.
(Saverio Tesolato)

Nel 1996 esordiscono con Sous La Robe Bleue che unisce pianismo classico a testi teatrali, voce che passa dal parlato al canto lirico con incroci formidabili di piano e archi. Dopo l’inizio in stile Tuxedomoon di “L'Art Et La Mort”, brano nato come musica per il testo omonimo di Artaud, con ipnotici tappeti di synth e recitato in francese, si passa al piano degno di una sonata classica di “La nascita di Selene”. In “Caresses Aux Coeurs” si perde ogni elemento di oscurità per ritrovarsi in mondi fiabeschi con voce e piano cristallini. Quello che si intuisce essere un complicato concept su varie figure di donne continua con la sincopata “La morte di Virginia”. Il culmine viene raggiunto nel misticismo quasi religioso di ”Slow Rain (Il prato dei sogni finiti)”, degni dei Popol Vuh di “Hosianna Mantra”, interrotto bruscamente da un breve loop di piano minimalista. Il piano solo di “D.D.” chiude un album che è solo l'inizio di una discografia tutta da scoprire.

p4220005fourCi vogliono quattro anni per giungere al secondo album, ma l’attesa è ripagata. Né L'être… Eternel (2000) è un’opera ancor più legata alla musica classica. Divisa in due parti, passa da sonate di piano a arie mahleriane, dai testi surreali ispirati ad Artaud alla musica-teatro povera del periodo russo di Igor Stravinsky. Gli strumenti a fiato e archi si sovrappongono con una eleganza che rimanda decisamente alla musica sinfonica, con accenni persino cinematici. La prima parte si compone di quattro brani per trio voce/violoncello/pianoforte, ma sono soprattutto la voce e il piano a dominare. Un piano classico tra 800 e 900 ispiratissimo ("Stimmung", "Son Nom Est Douce") e una grande voce, in particolare, nei due minuti di “Rose Jaune De Novembre”.
La seconda parte, ben più lunga e ambiziosa, cerca di ricreare - utilizzando oltre ad alcuni strumenti acustici, un sofisticato impianto di campionamenti - le sonorità di un'orchestra tardo-romantica. E’ una complessa sinfonia dark sulla morte, che alterna momenti minimali ad altri più imponenti e inizia con “La coltre dell’ombra”, etereo e arioso come fosse una sinfonia pastorale con fiati, elettronica e archi a dilatarsi per undici minuti fino al finale da canto religioso. “La pioggia infinita”, inquieto e sperimentale come la musica classica della prima metà del 900, fa da colonna sonora a un testo che omaggia l'opera di Friedrich Hundertwasser e alterna momenti statici intimorenti a improvvisi squarci di luce.
“Con lentezza” si apre in mondi fantastici grazie al suono del flauto per poi continuare tra voci incantate e natura incontaminata. “Memorie” si dilata ulteriormente, assumendo connotati da requiem religioso. Se le memorie sono il luogo dove ci porterà la morte questa non dovrebbe farci paura. Nel complesso un lavoro di grande ambizione ma la carriera dei Autunna Et Sa Rose deve ancora raggiungere il suo vertice.

stevenesaverio4A questo ci si avvicina nel 2002 con Sturm, ambiziosissima opera di teatro-musica che spazia dal canto lirico e sonate di piano classico fino a composizioni teatrali cupe da dark-cabaret in francese e tedesco che ci catapultano nel teatro espressionista e in atmosfere decadenti da anni 30. L’album, a cui collabora un gigante della musica new wave d’avanguardia - Steven Brown dei Tuxedomoon oltre che Gianluca Lo Presti (già autore del progetto "Nevica su Quattropuntozero") alle chitarre - è finora il lavoro più vario e lungo (65 minuti) oltre a essere quello più incentrato sull’aspetto teatrale. L’opera narra del protagonista Sturm (in tedesco tempesta), giovane romantico figlio della tradizione ottocentesca, schiacciato dal furore militarista ottuso del Novecento. E’ una storia di distacco dal proprio tempo, di alterità e di emarginazione che inizia con la splendida “Overture”, con un magnifico canto femminile e prosegue con musica da camera (“Das Unheimliche”), piano ottocentesco (“Some Guys”) e svariati momenti di teatro d’avanguardia (“Vlak K Smrti”), fino al cabaret gotico (“Der beklemmende Atemzug, der mich im Traum plötzlich übergefallen hat”).
Sturm, nonostante l’emarginazione dai suoi contemporanei, trova nell’arte e nell’amore verso Lybra un legame col mondo. Quando giunge l’inevitabile separazione, vive una fase di psicosi dove il confine tra realtà e sogno diventa sempre più labile. Questo tragitto trova il suo culmine nei 10 minuti estremi finali di “Spirales Cosmiques”, summa artistica in cui Tesolato alterna vortici psicotici di pura ricerca a un finale di riappacificazione con note di celesta e glockenspiel che si susseguono come in un gioco infantile che salva la salute mentale di Sturm, ora in grado di raggiungere un equilibrio definitivo con natura e cosmo.

Nel 2005 Tesolato collabora con la storica band italiana darkwave Ataraxia e da questa collaborazione scaturisce Odos Eis Ouranon (La via verso il cielo). Il progetto, nato due anni prima, è diviso in due sezioni - i due cd denominati rispettivamente “Strange Lights” e “Logos” - riferite alle due performance. Ancora legato alle opere di Artaud, il nuovo Lp continua l’opera di teatro-musica, ma sottolineando ancor più le qualità pianistiche di Tesolato. Undici brani frutto di un’esibizione live del 2003 in una chiesa di Rovigo, dove le atmosfere nere degli Univers Zero incontrano i monologhi e la gestualità di un’opera teatrale. La musica diventa cornice acustica di un mondo astratto, dove regnano solo poesia e intelletto. La via verso il cielo è quella verso la pace (in questo caso dedicato al nonno di Tesolato, scomparso pochi mesi prima del concerto), dove il canto diventa angelico (“Caresses Aux Cœurs”) e dove la musica classica del 900 è ovunque.
Questa versione acustica e minimale del progetto Autunna Et Sa Rose apre un nuovo orizzonte alla teatralità neoclassica della band.

saverio_tesolatoIl continuo addentrarsi nella forma-teatro continua nel 2006 con L'Art Et La Mort, svolta parziale della loro discografia dove l'elemento teatrale diventa preponderante. Ci troviamo di fronte a una apparente collezione di brani wave-gothic/industrial tanto rielaborati - o potremmo dire “teatralizzati” - da essere praticamente irriconoscibili anche ai più appassionati del genere. Più che “riveduti e corretti” proprio stravolti e rigirati come calzini, destrutturati, per far loro acquistare una nuova vita. Questa destrutturazione diventa una caratteristica aggiuntiva al neoclassicismo, che avvicina anche in modo ironico al cabaret dei Residents, in particolare nella seconda parte dell'album, dove sberleffo e elettronica si coniugano in un mix decisamente bizzarro, come se Tesolato inserisse in unico grande calderone le sue passioni letterarie, teatrali e musicali prese dalle più svariate epoche in un mix irriconoscibile che non può che contenere elementi “weird”.
I brani cadaverizzati di Tuxedomoon (“Kyfi”), Virgin Prunes (“Quand Nous Reverrons-nous?”), Coil (“Ostia”), Einstürzende Neubauten (“Ewig-Dunkel”), Dead Can Dance (“N’importe Où Hors Du Monde”), Bauhaus (“Et je me souviens aussi de”) e Laubach (“Neue Wirklichkeit”), insieme a massicce dosi di minimalismo neoclassico, teatro di Antonin Artaud e poesia di Charles Baudelaire, mostrano un coraggio e un’ambizione di non poco conto. In tanto caos destrutturante, chiude un brano senza titolo per solo piano, figlio della tradizione pianistica del 900, nuova perla di Tesolato.

La musica degli Autunna Et Sa Rose non trova strade per semplificarsi, anzi con Phalène D'onyx (2012) - un concept sull’amore per l’uomo e la natura, messi in crisi dalla moderna società consumistica - c’è un ulteriore passo avanti verso un'astratta complessità particolarmente ostica. Per certi versi è un punto d'arrivo di un tragitto iniziato nel 1996, dove la fusione tra arti visive e musica è totale, quasi andassero a comporre un unicum indistinguibile. La musica diventa sempre più scarna con violoncello e piano nettamente predominanti quasi a recitare un ruolo sul palco di un teatro; non per nulla si registra la collaborazione con l'attore Sergio Scarlatella della Societas Raffaele Sanzio. E’ un esperimento d’avanguardia che mostra il consueto coraggio con riferimenti alla Divina Commedia (“Sinfonia eterea e quieta”), ritmi ostinati in crescendo (“Seele Im Spielkartenschloss”), tempi e strofe che si alternano con elevata complessità.

fotoro3Nel 2017 Tesolato torna con Entrelacs Du Rêve, che si candida a essere il loro lavoro più compiuto, vertice di passione per l’avanguardia del 900 e una rinnovata carica comunicativa ed emotiva. Un viaggio onirico inquieto e oscuro che utilizza strumenti classici, senza alcuna strumentazione rock se si eccettua uno sparuto utilizzo dell’elettronica che fa da collante nascosto più che da protagonista. In questo oscuro viaggio nell’avanguardia del 900 che va dalla dodecafonia alla musique concrete francese fino al pianismo di Lennie Tristano, si aggiungono il soprano Sonia Visentin e il mezzo-soprano Matilde Secchi, in un caleidoscopio sonoro di costanti dialoghi tra piano e violoncello, improvvisazioni e canti femminili da ascoltare per scoprire sempre nuovi piccoli dettagli. Un progetto anche da leggere, visto che Tesolato, nello stesso anno, ha pubblicato il libro "Intrecci di sogno" che è il corrispettivo in forma di prosa dell’album.



Autunna Et Sa Rose

Neoclassicismo italiano tra teatro e musica

di Valerio D'Onofrio

Gli Autunna Et Sa Rose sono uno dei progetti più originali nati nella complessa scena della musica di ricerca italiana. Le ambizioni della band superano quelle del mero progetto musicale per spingersi verso i confini di un’arte totale che il leader Saverio Tesolato definisce teatro-musica
Autunna Et Sa Rose
Discografia
  Sous La Robe Bleue (Ederdisia/Discordia, 1996)
Né L'être... éternel (Metaluxor/E.N.D.E., 2000)
Sturm (Materiali Musicali/E.N.D.E., 2002)
 Odos Eis Ouranon con gli Ataraxia (Equilibrium Music/Audioglobe, 2005)
 L'Art Et La Mort (Ark Records/Masterpiece, 2006)
 Phalène D'onyx (Ark Records/Masterpiece, 2012)
 Entrelacs Du Rêve (Atmosphere Records, 2017)
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

D.D.
(videoclip da Sous La Robe Bleue, 1996)

Caresses Aux Coeurs
(videoclip da Sous La Robe Bleue, 1996)

La coltre dell'ombra
(videoclip da Ne L'etre...Eternel, 2000)

Son nom est Douce
(videoclip da Né l'être... éternel, 2000)

Stimmung
(videoclip da Né l'être... éternel, 2000)

Vergänglichkeit
(videoclip da Sturm, 2002)

Concerto del 2003

Canzona
(videoclip da Odos Eis Ouranon, 2005)

 

Landschaft der Vergangenheit
(videoclip da Odos Eis Ouranon, 2005)

Seele Im Spielkartenschloss
(videoclip da Phalene D'Onyx, 2012)

Dromomania 11-16
(videoclip da Entrelacs Du Rêve, 2017)

Autunna Et Sa Rose su OndaRock
Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.