28/12/2019

Spiritual Front

Contemporary Cluster, Roma


di Valerio D'Onofrio, Paola Marandola
Spiritual Front

Leggere il nome Velvet Underground in un evento live in Italia non può che provocare un brivido di piacere a qualsiasi appassionato di musica, per via dell'alone di leggenda che circonda la band di New York. Che ci sia addirittura il tentativo di ricreare l'atmosfera della Andy Warhol’s Factory, galleria d'arte estemporanea a lui dedicata a Roma, non può che aumentare il fascino dell'operazione. La band decadente per eccellenza, autrice dei “quadri di vita vissuta” di Lou Reed, delle storie macabre di droga, perversione e sadismo, rivive nella suggestiva cornice di palazzo Cavallerini Lazzaroni, nel cuore del centro storico di Roma, sede della galleria d’arte contemporanea e design Contemporary Cluster, grazie a una versione ridotta degli Spiritual Front (solo voce e piano) che rielaborano alcuni dei brani della stagione d’oro dei Velvet Underground con Nico. Ed è proprio il contesto a rendere credibile l'esibizione; proprio come i Velvet Underground suonarono i primi live in musei, così gli Spiritual Front si ritrovano in uno spazio simile, tra cultura pop e decadenza.

Fondati da Simone “Hellvis” Salvatori nel 1999 e noti nella scena alternativa internazionale, gli Spiritual Front sono anche una delle band italiane indipendenti più interessanti. Simone Salvatori è leader anche del progetto anticapitalista industrial-pop The Lust Syndicate, che ha all’attivo il primo album del 2019 (“Capitalism Is Cannibalism”): un’encomiabile incitazione alla libertà di coscienza, rivolta soprattutto alla massa che ha deciso deliberatamente di rinunciarvi, facendosi fagocitare dal capitalismo cannibale.
La musica oscura e le atmosfere decadenti degli Spiritual Front si ispirano a grandi artisti quali Nick Cave, Swans, Death In June e Scott Walker, ma anche al cinema di Pasolini e Fassbinder, fino a creare un genere originale e unico definito dalla band stessa suicide-nihilist pop. Il trio romano vanta, inoltre, collaborazioni con Lydia Lunch e Cypress Grove (“Twin Horses”), King Dude (“Amour Braque”) e i musicisti dell’orchestra di Ennio Morricone ("Armageddon Gigolò"). Le tematiche sono introspettive: personaggi disillusi, nichilismo, esplorazione di sé, degli inevitabili aspetti oscuri della natura umana, anche attraverso una sessualità inconsueta o torbida.

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Protagonista del live è Simone Salvatori: vestito di nero, ha anche il carisma di chi ha il coraggio di essere sé stesso senza alcun bisogno di finzione. Alle tastiere Luca Cirillo che collabora con la band dal 2013. I classici dei Velvet Underground vengono riarrangiati per piano e voce e presentati in versione “intimista” in un locale piccolo, ma unico e suggestivo, pieno di serigrafie di Andy Warhol, tra le quali Marilyn, la Gioconda e l’Urlo, poster, fotografie e oggetti vari capaci di far rivivere la New York degli anni 60. Poche persone, cinquanta al massimo, ma dentro un ambiente davvero unico, arricchito di luci che ricordano parzialmente gli storici live Exploding Plastic Inevitable, con soffitti decorati da magnifici affreschi del 1600 e con numerosi monitor catodici con loop di visi con sguardi interrogativi e ipnotici o brevi video della bellissima Nico.

Salvatori interagisce in modo scherzoso con il pubblico, senza tuttavia mai abbandonare la sua veste di decadente chansonnier. Le versioni dei brani sono molto minimali, piano e voce, che riducono all’osso la poesia dei Velvet Underground. I pezzi scelti sono solo cinque, tra questi tre del primo album capolavoro con Nico ("Femme Fatale", "Sunday Mornig" e "I'll Be Your Mirror"), uno da "Loaded" ("I Found A Reason") e uno dall'album solista d'esordio di Nico "Chelsea Girl" ("These Days").
Peccato per la brevità dell’esibizione che si chiude con due brani tratti dall’album “Armageddon Gigolò”, che ha reso gli Spiritual Front una delle band italiane più amate all’estero, e con "Song For The Old Man", da "Satyriasis", album split realizzato con gli svedesi Ordo Rosarius Equilibrio (sottotitolato: “Somewhere Between Nihilism And Equilibrium”). Tra i brani della loro discografia spicca “Jesus Died In Las Vegas”, in cui Salvatori ci dice che “Nulla è più contagioso del peccato”, un pezzo che al pari di “Slave” trae ispirazione dal film “Le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini.

Al termine Simone s’intrattiene con amici e fan. Prima di recarci al bar allestito in una sala adiacente, arredata in perfetto stile Warhol’s Factory, andiamo a complimentarci con lui, che come sempre ci accoglie compiaciuto, mostrando tutta la sua spontaneità e simpatia. L’affettazione, tanto diffusa nel mondo dei musicisti, non è una caratteristica di Simone Salvatori, né degli Spiritual Front, mentre lo è la genuinità del talento e la capacità di provocare e risvegliare le coscienze. In questo momento c’è un grande bisogno di artisti come loro. Siamo stati felici di questo incontro di fine anno con uno dei musicisti italiani più talentuosi, nella veste insolita di interprete originale dei Velvet Underground, ritrovando in lui come sempre anche una personalità amichevole e aperta.
Data la singolarità dell’evento, non c’è stato spazio per altri brani in una esibizione che per il pubblico appassionato è stata troppo breve. Gli Spiritual Front si confermano una band valida e interessante, pertanto restiamo in attesa del nuovo album già annunciato a novembre: “The Queen Is Not Dead: Spiritual Front Plays The Smiths”, che verrà mixato dal produttore Steve Lyon (già al lavoro con, tra gli altri, Cure e Depeche Mode).

Setlist
Femme Fatale
Sunday Morning
I Found A Reason 
These Days
I'll Be Your Mirror
Spiritual Front su OndaRock
Recensioni

SPIRITUAL FRONT

Amour Braque

(2018 - Prophecy)
Un nuovo album che segna il ritorno su alti livelli per il neofolk/suicide-pop di Simone Salvatori

SPIRITUAL FRONT

Open Wounds

(2013 - Trisol)
Chiudere ferite aperte riscoprendo le proprie radici in una veste nuova e definitiva

SPIRITUAL FRONT

Black Hearts In Black Suits

(2013 - Rustblade)
Poesie di magnifica inquietudine per una ritrovata collaborazione

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Rotten Roma Casino

(2010 - Trisol)
Un ritorno sottotono per l'ensemble romano guidato da Simone Salvatori

SPIRITUAL FRONT

Armageddon Gigolo

(2006 - Trisol / Audioglobe)
Le ballate noir, torbide e affascinanti, dell'ensemble romano

SPIRITUAL FRONT & ORDO ROSARIUS EQUILIBRIO

Satyriasis

(2005 - Cold Meat Industry)
"Somewhere between nihilism and equilibrium" Ŕ il sottotitolo dell'opera

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