07/03/2023

Micah P. Hinson

Monk, Roma


di Fabio Ferrara
Micah P. Hinson

Non è un caso che Micah P. Hinson abbia scelto l’Italia per iniziare il suo tour europeo. Come lui stesso ha confessato, il nostro paese ha giocato un ruolo decisivo nel dare inizio a una nuova fase della sua carriera. Dopo un periodo di profondo malessere, il cantautore americano aveva seriamente pensato di ritirarsi dal mondo della musica e dedicarsi ad altri progetti. Grazie al breve ma felice periodo trascorso l’estate scorsa in Irpinia, invitato da Vinicio Capossela in occasione dello Sponz Fest, ha invece deciso di registrare in pochi giorni l’album “I Lie To You”.
Hinson si presenta sul palco del Monk a Roma accompagnato dal polistrumentista (chitarra, banjo, armonica, tastiera) Alessandro Stefana, detto “Asso”, e dal batterista Paolo Mongardi. Asso, che indossa un vistoso cappello da cowboy, è stato anche il produttore di quest’ultimo lavoro. Come ha ricordato lo stesso frontman, fra il serio e il faceto, il produttore è stato recentemente inserito in una classifica dei migliori chitarristi italiani e ha recentemente guadagnato una posizione fra quelli viventi a causa della scomparsa del primatista (Alberto Radius). Il concerto nella Capitale è la terza tappa del tour italiano, dopo gli spettacoli di Genova (4 marzo) e Milano (5). Successivamente Hinson si esibirà a Perugia (8), Torino (9), Cagliari (10), Ravenna (11) e Pesaro (22).

 

Come prevedibile, la parte iniziale del concerto è dedicata ai brani più recenti: la struggente e malinconica “Wasted Days And Wasted Nights”, la delicata “Ignore The Days” e l’autobiografica “Carelessly”, composta anni addietro nel periodo successivo all’aborto affrontato dalla sua compagna dell’epoca. La presenza scenica del cantautore è molto composta, ma riesce con facilità a catalizzare l’attenzione del pubblico grazie alla sua loquacità. Non di rado, interrompe le esibizioni per fumare una sigaretta e condividere le sue sensazioni o raccontare qualcosa di sé. I temi trattati sono gli stessi generalmente ricorrenti nei suoi brani: la religione, il periodo della sua giovinezza nell’America profonda, la sua grande passione per il tabacco. Spesso questi momenti sono un’occasione per simpatici siparietti con il pubblico, che commenta le sue dichiarazioni con ironia. Ma è ovviamente la musica ad essere protagonista assoluta della serata, grazie alla grande qualità dell’esibizione offerta da Hinson e dalla sua band.

A grandi successi del passato si affiancano omaggi alla tradizione folk e country americana come “500 Miles Away From Home” di Bobby Bare e “Please Daddy (Don't Get Drunk This Christmas)” di John Denver. Quest’ultima, eseguita nella seconda metà dello spettacolo, è stata probabilmente la canzone che ha riscaldato di più il pubblico, che ha cantato ininterrottamente insieme a Hinson lo storico pezzo del genio di Roswell.
Molto spazio è stato riservato alle canzoni di “I Lie To You”, riadattate al formato live e al diverso assetto della band rispetto al disco. Splendida in particolare la bonus track solo voce e piano “You And Me”, proposta durante i bis. Un altro album ben rappresentato è stato “And The Opera Circuit” che, seppur composto nel lontano 2006, presenta sonorità molto vicine a quelle delle ultime composizioni. Magari non si tratta di una semplice coincidenza: anche in quell’occasione Hinson aveva attraversato un momento molto complicato dal punto di vista personale e aveva utilizzato la musica come strumento di rinascita. Ad ogni modo, spetta proprio alla canzone più celebre di quel periodo, “Diggin’ A Grave”, chiudere il concerto con il suo ritmo incalzante. È un finale indiavolato rispetto a uno spettacolo che si è attestato quasi sempre su una dimensione calda e sentimentale.

La pioggia insistente che troviamo all'uscita dal locale ci ricorda che per tornare a casa non dovremo percorrere le strade polverose del deserto. I paesaggi sconfinati americani in cui sembravamo trovarci fino a poco prima lasceranno il posto alle ben note strade della Capitale. Non ci resta che avviarci. Ma senza accendere la radio. La musica che abbiamo ascoltato ci accompagnerà fino a casa.



Setlist
  1. Wasted Days and Wasted Nights
  2. Ignore The Days
  3. Carelessly
  4. Sems Almost Impossible
  5. Beneath The Rose
  6. The Days Of My Youth
  7. 500 Miles Away From Home
  8. Walking In Eggshell
  9. Tell Me It Ain't So
  10. I Don't Know God
  11. Sleepy Head
  12. Please Daddy (Don't Get Drunk This Christmas)
  13. What Does It Matter Now
  14. People
  15. On The Way Home (To Abilene)
  16. Sweetness
  17. You And Me
  18. There's Only One Name 
  19. Diggin' A grave
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