05/06/2023

Molchat Doma

Arena Puccini, Bologna


Tirava aria di tempesta sopra alle teste del pubblico dell’Arena Puccini in attesa dei Molchat Doma. Salito agli onori delle cronache nel 2020 in maniera del tutto casuale, grazie a un brano divenuto virale su TikTok, il trio bielorusso era rimasto impresso nella memoria di chi aveva assistito alla sua suggestiva performance nel bel mezzo di un temporale al Todays 2022, e l’idea che una situazione analoga potesse riproporsi anche in questo grigio lunedì sera bolognese di inizio giugno aveva in parte alimentato la curiosità degli spettatori. Tuttavia questa volta la catarsi tra post-punk, pop sintetico e darkwave offerta dal cantante Egor Škutko e soci è invece arrivata dopo una leggera pioggia, che ha lasciato spazio a un crescendo di balli sfrenati sulle note di una tempesta scura di synth.

 

Il polistrumentista Pavel Kozlov, che si divide tra basso e sintetizzatori, Roman Komogorcev, addetto a chitarra e synth, e l’elegante frontman fanno il loro ingresso in scena attaccando con “Kommersanty”, dove la voce profonda di Škutko e la bassline scivolano sui leggeri bagliori sintetici. Nel corso dell’esibizione, costellata dalle mosse sinuose di Egor e dai salti repentini di Pavel tra i chiaroscuri delle luci intermittenti, si ha l’impressione di fare un tuffo negli anni Ottanta, con innumerevoli rimandi a Joy Division, ai Cure di “Seventeen Seconds” e “Disintegration”, a Depeche Mode, Clan Of Xymox e al rock sovietico di quel periodo, in particolare quello dei Kino, ma senza un palese “effetto nostalgia”.

Le melodie di chitarra e le sferzate di basso di “Filmy” e “Zvezdy” trasportano fuori dal tempo le sonorità di Robert Smith e compagni, mentre i ritmi serrati dell’intensa “Toska” si ritrovano sul sentiero joydivisioniano. Kozlov e Komogorcev prendono entrambi posto ai sintetizzatori per la riflessiva “Udalil Tvoy Nomer”, spostandosi in zona Depeche Mode, per poi velocizzare ancora i ritmi con la coinvolgente “111” e i battimani evocati su “Son”, nuove tracce della band inserite in scaletta e non ancora pubblicate.
Egor leva la giacca e l’atmosfera prende gradualmente il volo con l’intro in crescita di “Volny” e il trittico micidiale “Doma Molchat”, “Tantsevat'" e una “Diskoteka” vagamente new-orderiana. Si prende un po’ di respiro durante i giochi sintetici di “Na Dne", conclusione del set principale, a seguito della quale il gruppo esce momentaneamente di scena.

Il trio torna sul palco per l'encore riservato all’introspettiva “Kletka” e alla fulminante “Sudno (Boris Ryzhyi)”, su cui si consumano le ultime danze frenetiche dei nostri, ormai sciolti in un lago di sudore, insieme al pubblico.
Sebbene non si possa negare che i Molchat Doma offrano una proposta in buona parte derivativa a livello di sound, il repertorio in lingua russa, la qualità delle liriche e la spinta su una dimensione live dinamica e piena di energia conferiscono al progetto tutte le carte in regola per performance efficaci che si fanno ricordare volentieri (con o senza “effetti speciali extra” regalati dai fulmini), mantenendo vivo l’interesse in vista delle prossime mosse.

Setlist

Kommersanty
Filmy
Toska
Zvezdy
Udalil Tvoy Nomer
111
Obrechen
Son
Volny
Doma Molchat
Tantsevat'
Diskoteka
Na Dne

Encore

Kletka
Sudno (Boris Ryzhyi)

Molchat Doma su Ondarock

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