14/04/2023

Siren Festival Preview

Link, Bologna


“Dove cazzo siam finiti, nel Wyoming?”. È con questa elegantissima citazione d’autore, balenata nella mente di chi scrive una volta scesa dal bus 20 in cerca del Link, che si apre il ricordo della serata della preview del Siren Festival organizzata a Bologna. Buon spazio multimediale di discrete dimensioni e lontano dal centro cittadino, a prima vista il Link si identifica immediatamente come la tipica location adatta al clubbing e agli eventi appartenenti al mondo della musica elettronica, meno a nomi come quelli attesi nella serata in questione, ovvero la cantautrice Emma Tricca e i Julie’s Haircut.

 

Ultimo a completare il soundcheck e primo a esibirsi intorno alle 21,40 è Ivo Pisanti aka Demonaco, cantautore e bassista partenopeo di stanza a Bologna, accompagnato da un quartetto di “cavalieri” del sound, come è solito definire i musicisti con cui collabora. Le sonorità del gruppo si reggono principalmente su una solida sezione ritmica e scivolano tra gradevoli passaggi strumentali jazz e funk, a corredo dei testi dell’artista incentrati sulla vita quotidiana o di carattere sentimentale, alcuni più maturi altri un po’ più acerbi, guardando in direzione indie-soul.
Rimangono nell’aria le influenze della Motown, spostandosi verso rhythm and blues e neo-soul, con Subconscio, progetto di Giulio Campaniello, anche in questo caso con band di quattro elementi al seguito. Discrete le atmosfere sostenute principalmente da chitarra e batteria, un po’ meno il cantato-parlato/rap piatto dell’artista, in grado di far spazientire anche un santo al duecentesimo accenno in falsetto.

Guardandosi intorno dopo i nomi in apertura appare subito chiaro che una serie di fattori concomitanti, tra cui spiccano i numerosi eventi presenti in città in contemporanea (sebbene ciò rappresenti la norma dei weekend bolognesi), una promozione non spinta al massimo, e, come già anticipato, la scelta di un locale inadatto per posizione e capienza, abbiano influito sulla modesta partecipazione da parte del pubblico. Un dettaglio non irrilevante: in tutto ciò, sono già le 23,30.
Emma Tricca sale sul palco insieme ai veterani Jason Victor, Pete Galub e Steve Shelley, per presentare le trame folk intrise di psichedelia del nuovo album “Aspirin Sun”, nonché una delle opere migliori in assoluto della sua carriera in costante crescita. Fatti gli onori di casa con la placida e cristallina “Devotion”, brani articolati come “Through The Poet's Eyes” e “Rubens' House”, già di resa eccelsa su disco, mettono in luce l’ottima intesa collaborativa tra l’artista e i suoi compagni di avventura, oltre a offrire un potenziale e una grinta ancora maggiori dal vivo, tra code strumentali più taglienti e acide, ulteriore dimostrazione che il loro sia ormai divenuto un progetto corale a tutti gli effetti.
Ci si lascia cullare dalla sensibilità pop dell’armonica “King Blixa”, per poi focalizzarsi sui toni concitati della sezione ritmica di “Autumn's Fiery Tongue”. Tormentata a più riprese da una corda birichina della chitarra, la cantautrice si prende tutti i riflettori su di sé durante l’incantevole “Julian's Wings”, traccia appartenente a “St. Peter”, fino alla chiusura ascendente “Space And Time”, gran finale del suo ultimo lavoro, dove è accompagnata dai controcanti di Pete. Un’esibizione perfetta che sfuma via in un battito di ciglia e che avrebbe meritato un bacino più ampio di spettatori.

julies_haircut_liveOre 00,40: i Julie’s Haircut, guidati da Luca Giovanardi e Nicola Caleffi, prendono finalmente posto in scena e attaccano con la vorticosa “Gathering Light”, in una versione più decisa e definita rispetto a quella in studio. La scaletta ben bilanciata viaggia su una tensione costante, incentrata principalmente sulle ultime due opere del gruppo, “In The Silence Electric” (2019) e “Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin” (2017). La notevole cura per i visuals alimenta le suggestioni sonore del quintetto emiliano, come quelle fornite dalle stilettate motorik dell’inquietante e ossessiva “Until The Lights Go Out”, mentre alle spalle della band scorrono le immagini della commedia horror sperimentale giapponese “House” di Nobuhiko Obayashi.
Le ritmiche serrate di basso e batteria e le esplosioni distorte di “The Fire Sermon” decrescono gradualmente in “Emerald Kiss” e nella riflessiva danza di “Orpheus Rising”, nelle quali afflati sintetici prendono il posto del sax assente. Synth e guitar-riff fluttuanti dominano il nuovo singolo “Plaster Mask”, presentato in anteprima per l’occasione, e che sarà pubblicato il 5 maggio su Rocket Recordings. Il rituale di “Pharaoh's Dream” deflagra in una caotica nuvola strumentale, cedendo il passo ai guizzi bluesy della minimale “Lord Help Me Find The Way”, per poi rialzare i toni con i ritmi martellanti e il mantra opprimente di “Sorcerer”, culminando nel lungo e lento crescendo loud di “Fountain”, tratta dalla versione completa di “Ashram Equinox”.
La band si riaffaccia sul palco per l’encore dell’una e cinquanta, lasciato allo svarione strumentale conclusivo tra psych e space “Purple Jewel” di “After Dark, My Sweet”, piccolo divertissment per i pochi (ma buoni) presenti.

 

A concerto terminato non rimane che farsi una bella camminata salutare di mezz’ora nel nulla cosmico (ci voleva proprio, in fondo cosa si potrebbe desiderare di più alle due di notte?), alla ricerca della linea N3 per tornare alla civiltà. A fronte delle singole performance, sulle quali non ci sarebbe quasi nulla da eccepire, anzi, in generale tutti i partecipanti hanno saputo tenere la scena egregiamente e di questo gliene si deve dare atto, l’esito della preview del Siren Festival pone sotto i riflettori il problema della scarsità di spazi conformi ai vari tipi di eventi in Italia. Le conseguenze ricadono direttamente sulla fruibilità da parte del pubblico e sugli artisti coinvolti, argomento in parte affrontato proprio insieme a Emma Tricca in sede d’intervista, e del quale non si parla ancora abbastanza in maniera adeguata.

Setlist

Emma Tricca

Devotion
Through The Poet's Eyes
Rubens' House
King Blixa
Autumn's Fiery Tongue
Julian's Wings
Space And Time

Julie’s Haircut

Gathering Light
Until The Lights Go Out
The Fire Sermon
Emerald Kiss
Orpheus Rising
Plaster Mask
Pharaoh's Dream
Lord Help Me Find The Way
Sorcerer
Fountain

Encore

Purple Jewel

Siren Festival Preview su Ondarock

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