20/02/2024

Bdrmm

Covo Club, Bologna


Una regola fondamentale quando il concerto è di matrice shoegaze e dream-pop: portare i tappi. Chi scrive puntualmente li dimentica quasi sempre, e a quel punto si palesa il dilemma esistenziale: sentirò decentemente durante (e dopo) il concerto?
Rimandati dal novembre scorso, i Bdrmm figuravano tra i nomi più attesi del periodo, avendo collezionato nell'attesa due sold-out su due tappe programmate rispettivamente a Milano e Bologna. Quest’ultima vede i nuovi pupilli di casa Rock Action, l’etichetta indipendente fondata dai Mogwai, esibirsi al Casalone di viale Zagabria in un inconsueto e caldo (per essere febbraio) martedì sera; nessun gruppo di supporto, solo chiacchiere tra vecchi e nuovi amici sotto il palco aspettando le 22,30. A fronte di un inizio leggermente preoccupante per il settaggio audio dei beat di “Alps”, risultata più loud nella sua versione dal vivo, con la paura di nuvole rumorose da una parte e conseguenti tinniti dall’altra, il resto del live fila praticamente tutto liscio, viaggiando su una scaletta ben bilanciata tra "Bedroom", “I Don’t Know” e qualche extra.

Sul palco spiccano inoltre un pacco di lattine di Coca-Cola e una bottiglia di rum in cima all’amplificatore accanto alla batteria, per una correzione adeguata, giusto per insaporire un po’ la situazione. La voce di Ryan Smith echeggia e rimbomba sui mantra armonici di “Be Careful”, dove la band mostra fin da subito una buona presenza scenica, per poi rincarare la dose passando al duetto serrato con il bassista Jordan Smith e gli ottimi guitar-riff della dinamica “It's Just A Bit Of Blood”, sulla quale è impossibile stare fermi.
Si ritorna alla produzione d’esordio con i ritmi di batteria accelerati di una “Gush” più grintosa rispetto a quella presente su disco, gettandosi successivamente verso gli intensi passaggi strumentali di deriva space di “We Fall Apart” e il drumming preciso di Conor Murray su “Hidden Cinema”. Si passa ai nuovi ascolti con i synth vivaci e i battimani sull’ultimo singolo “Standard Tuning”, che incorpora elementi di indietronica, neo-psych e ambient-pop, e il suggestivo crescendo post-rock di “Mud”, inframmezzati dall’incedere più pesante di “Is That What You Wanted To Hear?”, dove gli sguardi dei Nostri sono rigorosamente incollati alle pedaliere.

L’esibizione prosegue con il dream-pop spaziale di “If….” e i lunghi sentieri strumentali notevolmente arricchiti in fase live di “Forget The Credits”, entrambe in equilibrio tra il cantato etereo di Ryan e Jordan, e bassline e batteria poderose. Si consuma l’attesa di un pogo che sembra accennare a partire da un momento all’altro, ma che (purtroppo) non arriva mai, con le trame notevolmente potenziate e incisive di “Push/Pull” e della più nota “Happy”, agganciate a un’esplosiva e quasi irriconoscibile “(Un)Happy”, eseguita in chiave post-rock.
L'egregia chiusura è affidata all’orditura elettronica di “Port”, che pesta duro e raggiunge il suo culmine quasi allo scoccare della mezzanotte. A fine show, verificata l’effettiva sopravvivenza dell’udito, il primo pensiero è quello di prendere al volo uno degli ultimi bus e tornare a casa in vista della lunga giornata successiva, ma senza rinunciare a un breve momento conviviale tra foto e autografi con la band (tipica situazione post-concerto al Covo Club), ormai caricata a dovere dalla Coca-Cola riveduta e corretta.

Setlist

Alps
Be Careful
It's Just A Bit Of Blood
Gush
We Fall Apart
Hidden Cinema
Standard Tuning
Is That What You Wanted To Hear?
Mud
If….
Forget The Credits
Push/Pull
Happy
(Un)Happy
Port

Bdrmm su Ondarock

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