21/04/2024

Stuck

Freakout Club, Bologna


Sotto al ponte di via Stalingrado, all’altezza di via Zago, l’aria che si respira al Freakout Club di Bologna è quella di un piccolo Cbgb all’italiana. Il ritorno di un’inaspettata, umida e gelida parentesi invernale quasi a fine aprile non ha fermato il desiderio di vivere una domenica all’insegna dell’underground da parte di chi attendeva la seconda delle due date previste per il debutto italiano degli Stuck (la prima era programmata per la sera precedente a Roccasparvera, in quel di Cuneo), formazione americana guidata da Greg Obis che mescola sfuriate art-punk e post-hc, sconfinando a tratti verso fulminee bizzarrie votate all’egg-punk, e quindi inclusa come di consueto sotto il grande termine “ombrello” post-punk.

A iniziare a scaldare l’atmosfera di una serata all’insegna delle anomale frequenze con poco più di una manciata di brani, tra cui la heavy “Super Glue” con le sue rincorse di batteria e la reboante “Tina”, mentre la sala si riempie gradualmente, è il duo tra garage-punk e noise dalle venature metal OkK, di stanza a Bologna. Ad esso fanno seguito i Big Cream, quintetto sempre in pianta stabile nella città felsinea e conoscenza di Obis, che ha masterizzato il loro ultimo singolo (“Quiet Quitting”/ “Doppelgänger”), pubblicato a fine 2023. Fra le dieci tracce eseguite dalla formazione che unisce indie-rock e post-punk di matrice statunitense, si fanno ricordare ben volentieri la bassline e il sassofono serpeggiante sulla partenza dettata da “Birthday Cake”, la successiva accoppiata retta dalle ritmiche serrate di “Avrah KaDabra” e dai vortici no-wave di “Quiet Quitting”, che inizia a movimentare la situazione con poghi e qualche legnata sotto palco; continuando con i guitar-riff e i percorsi strumentali di “Gated Community”, fino al trittico finale dominato dalla valida e schizofrenica “Doppelgänger”, tra i primi Minutemen e il travolgente “Sick Soundtrack” dei Gaznevada, la corsa fuori controllo di “Shopping List”, concludendo la (sudata) performance in bellezza con un brano inedito.

Infuocato e caricato a dovere dai primi ospiti, il pubblico dà il meglio di sé con l’entrata in scena degli Stuck: tra spallate, poghi e balli sul posto per i più restii, è severamente vietato stare fermi. La doppietta d’apertura tratta dal sophomore “Freak Frequency” prevede le prime stilettate di basso che costituiscono il crescendo esplosivo di “The Punisher” e il drumming degli ingranaggi bistrattati di “Lose Your Cool”, per poi cedere il testimone alla folle e tagliente “Era”, tra i brani cardine dell’esordio “Change Is Bad”. L’incedere pesante di “Planet Money” chiama gli headbanging, mentre riprende velocità con i suoi riff sghembi “Labor Leisure”, appartenente all’Ep “Content That Makes You Feel Good”.
Si continua con la rapida sequenza composta dalla turbinosa e ansiogena “Deep Tunnel” e dall’incalzante sprechgesang di “AITA”, canzoni incluse nell’ultimo singolo rilasciato a marzo, spingendo in seguito sull’acceleratore con “Time Out”, che incontra il punk della vecchia scuola di Clash e Operation Ivy. Segnano la metà esatta del live le brevissime e più note sferzate eseguite in stecca “City Of Police”, che strizza l’occhio agli immancabili Fall di Mark E. Smith, e “Serf The Web”, mantenendo alta la tensione con la batteria devastante di “Make It Up” e frenando leggermente per riprendere finalmente fiato con “Playpen Of Dissent”.

La calma dura pochissimo, perché le danze si riaprono subito con la feroce “Wrong Question”, avviandosi all’ultima parte dello show con la riflessiva “Scared”, i fraseggi di chitarra di “Change Is Bad”, gli strattoni sull’ossessiva “Invisible Wall” e le ultime corse a precipizio su “Do Not Reply”, annoverando il pubblico presente al cospetto degli Stuck tra i migliori per attiva partecipazione, catturati da un’esibizione di questo genere.
Un accanitissimo fan italiano della formazione di base a Chicago concluderà la serata con il vinile del debut della band in omaggio, dopo aver atteso per mesi una serata per lui importante, tra consigli su dove mangiare e alloggiare a Bologna, oltre a qualche curiosità, scambiati con i Nostri via Instagram. Non sappiamo se sia stato anche grazie al suo piccolo intervento che tale evento sia diventato possibile (all’usuale grido di “Please, come to Bologna!”), quel che è certo è che ci auguriamo che tutto ciò a cui abbiamo assistito possa ripetersi di nuovo.

Setlist

The Punisher
Lose Your Cool
Era
Planet Money
Labor Leisure
Deep Tunnel
AITA
Time Out
City Of Police / Serf The Web
Make It Up
Playpen Of Dissent
Wrong Question
Scared
Change Is Bad
Invisible Wall
Do Not Reply

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