03-07-2013

OndaTop: Le 10 Migliori Canzoni di Tom Waits

di Joe McKee
OndaTop: Le 10 Migliori Canzoni di Tom Waits

Questo è un articolo speciale, non solo perché è la seconda puntata della rubrica dedicata a queste strambe classifiche personali, ma perché è il primo contenuto sul sito scritto per noi da un musicista (idea non certo nuova, certo). Se c’è chi tra voi che pensa che il vero ruolo di un artista sia quello di far apprezzare la vita agli altri, scoprendola ed esaltandola, capirà l’iniziativa e, magari, darà una possibilità in più a chi ha cercato di farlo anche parlando di un altro cantautore a lui – un po’ inaspettatamente – caro.
Joe McKee è una nostra vecchia conoscenza: dopo una breve ma intensa carriera con gli Snowman, band ambient-psichedelica di culto, ha esordito l’anno scorso col suo primo lavoro solista, un piccolo capolavoro che guarda a Scott Walker, a David Sylvian, alla 4AD dei tempi andati e presenta un coinvolgente e inquietante viaggio nella sua memoria. Ora il disco esce in via ufficiale: presto Joe sarà anche in Italia, il 15 luglio a Roma all’interno della rassegna estiva di Unplugged In Monti.


10. Swordfishtrombone

Questo pezzo è dove tutto è cambiato per Waits. Si è trasformato da un cantante di ballate da piano bar a una caricatura tipo “Kurt Weil incontra Captain Beefheart”. Ha masticato diversi personaggi per poi sputarli fuori in un modo tutto suo. Cita un albero di eucalipto e Birmingham nello stesso respiro. Ha l’abilità di viaggiare per il mondo in ogni brano, citando riferimenti a diverse culture e persone che incontra per la sua strada. Questa canzone segna la grande transizione verso questo genere di songwriting. Non è più solo un cantautore di Americana. Ora è un esploratore di mondi perduti.

This song was where it all changed for Mr Waits. He mutated from a piano bar balladeer into a Kurt Weill meets Captain Beefheart caricature. He chews up different personas and spits them out in his own way. He mentions a eucalyptus tree and Birmingham in the same breath. He has the ability to travel the world within every song. Dropping refernces to different cultures and characters he meets along the way. This song marks the big transition into that kind of songwriting. He is no longer just an Americana singer songwriter. He’s now an explorer of lost worlds.



9. The Day After Tomorrow
Ho sentito la prima volta questa canzone in Australia, stavo guidando verso casa dopo essere andato a trovare la mia famiglia sulle colline. Era molto tardi e stavo a malapena sveglio. È arrivata questa canzone. Dovevano essere le due del mattino. Sono entrato nel vialetto di casa mia e non sono riuscito a scendere dalla macchina finché non ho sentito la nota finale del pezzo. Mi sono svegliato in macchina dopo alcune ore. Mi ero di nuovo addormentato con Tom Waits. Questa canzone è come una ninnananna per me.

I first heard this while I was in Australia. I was driving my car home after visiting my family in the hills. It was very late and I was barely awake. This song came on. It must have been 2am. It was windy and wet outside and the car was warm and dry. I pulled into the driveway of my home and couldn’t remove myself from the car until i’d listened to the final note of the song. I woke up in the car a few hours later. I’d fallen asleep with Tom Waits again. This song is like a lullaby for me.



8. Heartattack and Vine
Questa canzone mostra veramente la direzione che Tom Waits aveva intrapreso in “Swordfish Trombones”. Ha il suo graffio nella voce, lo staccato della chitarra e quel piccolo, fantastico solo di sax in doppio tempo. Mi ricordo di aver ballato questo pezzo con una ragazza in un bar di Praga. Lei non parlava una parola d’inglese ma tra di noi c’è stata subito una connessione attraverso il battito di questo brano. Dopodiché, lei è sparita nella notte per non farsi vedere mai più. “The one that got away”, forse.

This song really hints at the direction Mr Waits was to travel in on "Swordfish Trombones". He has the rasp in his voice, the staccato guitar and a fantastic little double time sax solo. I remember dancing with a girl to this song at a bar in Prague. She couldn’t speak a word of English but we had a connection entirely through the pulse of this song. Then she disappeared into the night, never to be seen again. The one that got away perhaps.



7. Tom Trauberts Blues
Essendo cresciuto in Australia, la canzone folk “Waltzing Matilda” è associata a tantissimi cliché sul mio paese d’origine, tanto da essere chiamata “l’inno non ufficiale australiano”. Man mano è stata intrisa di un terribile orgoglio nazionalista. Ogni anno, durante l’”Australia Day”, vandali ubriachi urlano le parole di questa ballata una volta così poetica, strappandovi il cuore e l’anima. Qui il ritornello è tenero e delicato, ed è trasformato in qualcosa di completamente nuovo. Tuttavia, arriva molto vicino al sentimento della canzone originale, spezzato ma speranzoso. Mi aiuta a mettere “Waltzing Matilda” sotto una nuova luce.

Being raised in Australia, the folk song ‘Waltzing Matilda’ is associated with so many worn out Australian cliches. It has been called the unofficial national anthem of Australia. It’s become drenched in ugly nationalistic pride. Every year on Australia Day, drunken yobs scream the words of this once poetic ballad and rip it’s heart and soul right out. Here the refrain is tender and delicate and is turned into something entirely new. Yet it edges closer to the sentiment of the original song. Broken but hopeful. It helps me hear "Waltzing Matilda" in a new light.



6. Burma Shave
“Licorice tattoo turned a gun metal blue scrawled across the shoulders”. Il testo è così ricco visivamente che si potrebbero dipingere mille quadri su questa canzone. “Burma Shave” era un vecchio cartellone pubblicitario per una crema da barba. Campeggiava lungo tutte le autostrade americane ai bei vecchi tempi. In questo brano, il protagonista dice che sta “andando verso Burma Shave” (“heading to Burma Shave”), suggerendo che si stia dirigendo ovunque l’autostrada lo porti. Ho ascoltato questa canzone mentre tornavo in macchina a Los Angeles dal North Carolina. Mi sembrava appropriata.

“Licourice tattoo turned a gun metal blue scrawled across the shoulders”. The lyrics are so visually rich, you could paint a thousand pictures to this song. Burma Shave was an old billboard sign advertising shaving cream. It was plastered all along the American Highways in the good ol’ days. In this song, the protagonist says he’s “heading to Burma Shave” suggesting that he’s heading anywhere the highway takes him. I listened to this song while I was driving from the North of California back down to Los Angeles. It felt appropriate.



5. Goin’ Out West
Quando mi sono trasferito a Londra nel 2008 ero così senza soldi che il primo inverno l’ho trascorso rintanato nella cucina della nostra casa di Walthamstow. Il mio batterista di allora, e amico di sempre, Ross DiBlasio, aveva fatto un mixtape che suonavamo a ripetizione. Quanto arrivava l’intro folle e violenta di “Goin’ Out West” gli chiedevo “Cosa diavolo è questa?”, come se non l’avessi mai sentita prima. Diventò una battuta ricorrente tra di noi. Doveva ricordarmi che era Tom Waits ogni volta che iniziava. È un barnstormer violento e malconcio che spicca su tutto, e lo adoro perché mi ricorda Ross. Suona come un viaggio Rockabilly in autostrada verso l’inferno, le chitarre sono scordate e mutilate e la sua voce è lì, è selvaggia. Sembra che sia suonata in un vecchio silos di grano nella Bible Belt.

Upon moving to London in 2008 I was so poverty stricken that the first winter was spent holed up in my kitchen in our Walthamstow sharehouse. My then drummer and all time dearest buddy, Ross DiBlasio, made me a mixtape that was played on repeat. Whenever the searing and insane intro to ‘Goin’ Out West’ came on i’d ask him “what the hell is this?” as if i’d never heard it before. It became a running joke between him and I. He’d have to remind me that it was Tom Waits everytime it came on. It’s a battered, violent barn-stormer that stands out like a sore thumb, and I adore it because it reminds me of Ross. It sounds like a Rockabilly highway trip to hell, the guitars are out of tune and mutilated and his voice is at it’s savage. It sounds like it’s played in an old grain silo in the Bible Belt.



4. Clap Hands
Un mio amico era proprietario di un negozio di dischi a Perth, un inglese di mezza età chiamato David Mould. Era diventato una specie di mentore musicale per me. Mi ha fatto conoscere dei musicisti meravigliosi: Magazine, The Neon Boys, Comsat Angels e dell’altro post-punk dei tardi anni Settanta, che mi piaceva parecchio al tempo. Mi vendeva i dischi a dei prezzi scontatissimi. Andavo lì ogni settimana e ne uscivo con un braccio pieno di dischi impolverati. Ho preso “Rain Dogs” e alcuni altri album di Tom Waits nel suo negozio. La chitarra di Marc Ribot mi ha colpito immediatamente, come un fulmine. Potevo sentirci Django Reinhardt e Rowland Howard avvinghiati, scoperti durante una sorta di atto sessuale violento, di cui Marc Ribot doveva essere per forza il risultato. Gli elementi percussivi in “Clap Hands”, con tutta la sua fatiscente gloria Gamelan e i bidoni della spazzatura rotti sono stati particolarmente influenti per me: ho assoldato un gruppo di musicisti indonesiani Gamelan a suonare nel secondo album degli Snowman, “The Horse The Rat and The Swan”.

A friend of mine owned a record shop in Perth. A middle aged English guy by the name of David Mould. He became a sort of musical mentor for me. He introduced me to some wonderful music: Magazine, The Neon Boys, Comsat Angels and some other late-seventies post-punk which I was heavily into at the time. He used to sell me music at a hugely discounted price. I’d go in there every week and come out with an arm full of dusty records. I picked up "Rain Dogs" and a few other Tom Waits records from his store. Marc Ribot’s guitar playing instantly struck me like lightning. I could hear Django Reinhardt and Rowland Howard rolled caught in some sort of violent sex act. Marc Ribot was surely the result of such an act. The percussive elements on the song "Clap Hands" with all it’s broken down Gamalan glory and trash can smashing was particularly influential to me: I hired a group of Indonesian Gamalan players to play on the second Snowman album, "The Horse The Rat and The Swan".



3. Martha
Nella stessa casa in condivisione a Perth viveva anche un ragazzo chiamato Matt Doust. Matt è uno dei ritrattisti più talentuosi della nostra generazione, e un mio amico fraterno. Questa era la sua canzone preferita e divenne la canzone più suonata regolarmente nei mesi invernali del 2007. Ci accalcavamo tutti davanti alla vecchia stufa, bevendo vino e ascoltando “Closing Time” a ripetizione. Ogni volta che sento “Martha”, mi ritrovo in quel posto. Tra me e Matt ci sono state delle incomprensioni e per qualche anno non ci siamo parlati. Io mi sono trasferito a Londra con gli Snowman, e lui si è spostato a Los Angeles. Solo l’anno scorso abbiamo ritrovato la nostra amicizia, quando sono stato per un po’ a LA da lui, non lontano da dove Tom Waits aveva registrato quell’incredibile canzone, a Silverlake. Aveva 24 anni quando l’ha scritta. Canta dalla prospettiva di un uomo anziano che ritrova un amore perso da tanto tempo.

At that same share-house in Perth also lived a young man named Matt Doust. Matt is one of our generation's most gifted portrait painters and he happens to be a dear friend of mine. This song was his favorite and became the most regularly played song during the winter months of 2007. We’d all huddle around the old stove fireplace, drinking wine and listening to "Closing Time" on repeat. Everytime I hear the song Martha, it zaps me back to that place. Matt and I had a falling out and for a few years we didn’t speak. I moved to London with my Snowman and he moved to Los Angeles. Just last year we revived our friendship, when I stayed with him in LA, not far from where Tom Waits recorded that gorgeous song, in Silverlake. He was 24 when he wrote that song. He sings from the perspective of an old man reconnecting with a long lost lover.



2. Alice
Ero seduto sul marciapiede fuori dalla mia casa a Perth, l’autentico squat dove vivevo con la mia vecchia band, gli Snowman. Era un mite serata estiva e una ragazza bellissima passò sulla sua bici proprio lì davanti, con i capelli neri che volavano al vento dietro di lei come fumo. Le ho detto “ciao” e lei mi ha a sua volta risposto con un “ciao”, per poi infilarsi nel vialetto di casa sua, che era proprio due porte dopo la mia. Sono andato a trovarla una sera, e durante l’estate sbocciò una relazione, innocente e romantica. Il nostro primo bacio è stato su “Alice”. Non c’è niente come un po’ di sassofono per far vibrare l’energia. Il rullante è graffiato da una spazzola che ricrea il suono dei pattini da ghiaccio che incidono il suo nome sulla lastra “I go skating on your name / And by tracing it twice / I fell through the ice / Of Alice”. Queste parole mi riportano, ogni volta, nella sua camera da letto.

I was sitting on the curb outside of my home in Perth. The virtual squat where I lived with my old band Snowman. It was a balmy summer evening and a beautiful girl rode passed my house on her bike, black hair blowing behind her like smoke. I said hello and she said hello in return, then she pulled into the driveway of her house, which happened to be two doors down. I visited her one evening and an innocent little romance blossomed over the course of the summer. Our first kiss was to the song "Alice". Nothing like a bit of saxophone to get the juices going. The snare drum is scratched at by a brush which creates the sound of ice skates carving out her name on the ice “I go skating on your name / And by tracing it twice / I fell through the ice / Of Alice”. Those words take me back to her bedroom every time.



1. What’s He Building In There?
È la prima canzone di Tom Waits che abbia mai sentito. Avevo quindici anni. Mi sono svegliato una mattina con la mia radiosveglia, la stava suonando la stazione radio di Perth su cui mi sintonizzavo sempre, RTR FM 92.1. Mettevano veramente di tutto. Ogni sabato mattina avevo una favolosa ora di organi hammond. Era come setacciare i vestiti in un negozio di seconda mano. Questa era una gemma. Sono andato a caccia del brano e mi sono imbattuto nello strano mondo delle Mule Variations, e così ho iniziato la mia peculiare e difficile relazione con Tom Waits. Amo il modo in cui strascica la parola “Indoneeeesia” come se non ne avesse mai sentito parlare prima. Per me, crescendo a Perth, l’Indonesia era distante solo poche ore; un posto in cui si andava in vacanza con la famiglia. Adoro il modo in cui Waits riesce a trasformare il quotidiano nello straniero, ne è il maestro. Le sue sono canzoni normali, ma le rende in una maniera fantastica, surreale. Questo pezzo di spoken word è una meravigliosa porta per la sua mente.

This was the first Tom Waits songs that I heard. I was fifteen years old. I woke up one morning to my radio alarm clock. It was being played on the Perth community radio station that I grew up tuning into. RTR FM 92.1. They’d play anything and everything. They had a fabulous hour of hammond organ every Saturday morning. It was like sifting through clothes at a charity shop. This one was a gem. I hunted the track down and stepped into the weird world of Mule Variations and so began my strange and complex relationship with Tom Waits. I love the way he drawls the word “Indoneeeesia” as if he’s never heard of the place before. To me, growing up in Perth, Indonesia was only a few hours away. A place where we’d go on family holidays. I love Tom Waits’ ability to turn the ordinary into the alien. He is the master of that. His songs are ordinary songs, but he delivers them in fantastical surrealist ways. This piece of spoken word is a wonderful gateway into his head.




Traduzione di Guia Cortassa.

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