02-01-2014

OndaWatch: Phonic Culture Club

di Stefano Macchi
OndaWatch: Phonic Culture Club E' la prima volta che all'interno della nostra rubrica di nuove proposte da tener d'occhio inseriamo una band italiana. I Phonic Culture Club sono una band capitolina che nel 2010 consolida l'amicizia in musica, quando Tommaso Marcone (voce, tastiere) e Eugenio Nobile (chitarra) guidano un ensemble in cui partecipano la componente femminile di Nadia Grasso (chitarra) e quella ritmica di Daniele D'Ermo (batteria). 



E' nell'aprile 2012 che i romani mostrano la prima adultità con "Day By Day", Ep autoprodotto con la collaborazione di Riccardo Fabrizi al basso, per il frutto di un lavoro lento all'ascolto, dilatato nelle ritmiche, crossing-over di Death Cab For Cutie e qualche produzione brightoniana. La voce di Marcone segue le linee dell'Hemming de The Leisure Society, impregnandosi con le chitarre umide e spugnose ("The Last One", "Sunset"), improvvisando piacevoli equilibrismi malinconici ("5_30 PM Cloudy Day") oppure concedendo ballate di post-rock vocale ("Grand Canyon", "Oslo"). 



Nell'anno e mezzo che segue la prima uscita, i Phonic Culture Club assimilano nuove sensazioni elettroniche, tornando in studio con l'ingresso di Lorena Trebbi alla batteria. Il sound dell'ultimo lavoro - l'Ep "Three" uscito a fine ottobre 2013 - li incastona definitivamente in una scena musicale ancora distante ma in crescita nel nostro paese, quella del neo-folk. La presenza importante di beat elettronici e i controcanti tribali, i suoni dilatati e liquidi delle chitarre sono l'attuale imprinting dei romani, concertati in maniera diligente dalle gentilezze vocali di Marcone. 
Le tre tracce che lo compongono sono uno spaccato non troppo diverso dal "nongiovane" sentimento nostrano: rincorrere il sogno ("Grow Up), oltrepassando i confini della realtà ("Radici); lo stralcio migliore lo dà "Broken City", l'ammaliante attraversata cittadina vista attraverso il filtro di un vetro di uno yellow cab che sembra uscire dall'ultimo lavoro de The National e che consegna una prospettiva nitida per il nostro 2014 musicale.