07-11-2016

Il Re Cremisi - Le mille facce di Robert Fripp

di Davide Sechi
Il Re Cremisi - Le mille facce di Robert Fripp Il timido arrogante – storie quietamente agitate dell’uomo che non conosceva il ritmo.
Occhialuto, dall’andatura circospetta, forse timido, magari indeciso sul da farsi. Insomma, un caso tutt’altro che unico e neanche di quelli da annoverare tra le rarità del classico comportamento umano. E se fosse solo un modo per atteggiarsi, per darsi un tono, per apparire speciale? Anche qui niente di clamorosamente stravagante, trattasi di escamotage abusato e proprio per questo sempre prossimo a tramutarsi in trappola.

Il podcast completo della puntata:


E quindi? Quindi siamo di fronte a una parabola tipica, comune, se non fosse che il tipo è uno di quelli ai quali piace guardare dall’alto verso il basso, dominare, comandare, guidare, decidere senza se e senza ma. E fare finta di stare nelle retrovie, poco illuminato. Tattica perfetta per farsi notare ancora di più e per spiare meglio i movimenti del prossimo.

Si dice che Robert Fripp abbia dato vita a un rivoluzione decisiva per le sorti della musica popolare. Forse non è vero, probabilmente le rivoluzioni sono due, anche tre, oppure per contarle occorre utilizzare le dita di un’intera mano. Un giocoliere restio, uno scienziato tutt’altro che pazzo, un uomo che al principio aveva problemi neanche tanto piccoli con il ritmo e le sue declinazioni, non pare vero.

Perché poi l’inglese dall’aria burbera e seriosa si mise, come si suol dire, sotto e decise di diventare un musicista, studiando passo dopo passo la tattica opportuna per sfidare la concorrenza, o forse solo se stesso. La stura definitiva gliela diede un giorno nella vita, una canzone pop scritta da due ex ragazzotti di Liverpool, che dal pop partiva per poi stagliarsi su schemi che avevano a che vedere anche con la musica classica e con un’eccentricità tutta britannica, snob eppure alla mano, simpatica anche senza sorridere. 

E così si formò la corte del re Cremisi, e con essa il prog, ma lui lasciò il castello sul più bello, si annoiava, non apprezzava le ripetizioni, ma intanto configurava spartiti ossessivi, rovinosamente duri, con una ritmica sempre più perfetta, sincronizzata, anche quando, e spesso, funambolica. Ed è sempre lì il sig. Fripp, seduto in disparte a impartire ordini silenziosi, il regista occulto di una musica che non conosce freni evolutivi. Non c’è bisogno di illuminarlo, non può correre il rischio che qualcuno possa scoprire il segreto dell’heavy music cameristica.

In concomitanza dello sbarco italiano della nuova incarnazione, l’ennesima, eppure, e ovviamente, sempre differente dalle precedenti, dei King Crimson e del loro padre padrone, Marco e Davide osano l’inosabile e si posizionano furtivamente sotto il palco muniti di una torcia led, per cogliere in fallo il professor Fripp, o forse per carpirne i segreti, o magari solo per poterne imitare la montatura degli occhiali. Serve un piano preciso però. Ce l’hanno.

La scaletta: 

Prima parte

1 King Crimson – The Court of the Crimson King - Radical Action to Unseat the Hold of Monkey Mind (2016)

2 Giles Giles & Fripp - Call Tomorrow - The Cheerful Insanity of... (1968)

3 McDonald and Giles - Tomorrow's People - The Children Of Today - McDonald & Giles (1971)

4 Daryl Hall - Babs and Babs - Sacred Songs (1980)

Accadde oggi 

5 David Bowie – After All - The Man Who Sold The World (4 novembre 1970)

Seconda parte

6 King Crimson - Happy Family – Lizard (1970)

7 Robert Fripp - Under Heavy Manners - God Save The Queen/Under Heavy Manners (1980)

8 Peter Gabriel – On The Air – Peter Gabriel II (1978)

9 Robert Fripp – Disengage – Exposure (1979)

Il sabato italiano

10 Arti e Mestieri – Corrosione - Tilt - Immagini Per Un Orecchio

Terza parte

11 Matching Mole - Nan True's Hole - Little Red Record (1972)

12 King Crimson – Epitaph - Radical Action to Unseat the Hold of Monkey Mind (2016)






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