Alanis Morissette torna in Italia per celebrare i trent’anni di "Jagged Little Pill", l’album che nel 1995 la impose come icona del nuovo cantautorato femminile e voce di una generazione. Un disco che, tra post-grunge abrasivo e confessioni senza filtro, parlava di rabbia, potere e traumi con una franchezza allora rivoluzionaria. Canzoni come "You Oughta Know" hanno aperto la strada a molte artiste contemporanee: Olivia Rodrigo, ad esempio, ha raccontato che proprio quel brano le ha insegnato a "dire l’indicibile".
Oggi la cantautrice canadese è un’artista diversa: nei lavori recenti, come "Havoc And Bright Lights", ha abbracciato toni più empatici e spirituali, senza rinnegare la forza originaria della sua scrittura. Ha fatto della serenità una scelta politica, è diventata attivista per la salute mentale e mentore per nuove generazioni di cantautrici.
Dopo la prima data del 22 giugno 2025 a Codroipo (Villa Manin), Alanis Morissette tornerà a esibirsi nel nostro paese per due attese date: il 23 luglio al Lucca Summer Festival e il 24 luglio a Roma (Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone), data conclusiva del tour.
Il World Tour 2025 - evoluzione del Triple Moon Tour che ha conquistato il Nord America - propone uno show di due ore diviso a metà: una parte tutta dedicata a "Jagged Little Pill", l’altra alle canzoni del periodo post-2010. Sul palco, con Alanis, una band di sette elementi e una sezione archi tutta al femminile, pensata per reinventare live brani come "Uninvited" e "Ironic". L’allestimento scenico prevede tre totem led con grafiche ispirate al booklet originale del '95, e un momento acustico in cui "Mary Jane" sarà eseguita voce e chitarra.
Il tour non è solo una celebrazione nostalgica: è un viaggio emotivo che mostra quanto sia cambiata, e insieme rimasta fedele a sé stessa, la voce di Alanis Morissette.
Questa la scaletta dei concerti di Alanis Morissette in Italia, sulla base di quelle già eseguite nelle precedenti date del tour.
La scaletta può subire variazioni, sia per volere dell’artista che per motivi tecnici.
Dalla furia catartica di "You Oughta Know" all’intimità sospesa di "Mary Jane", la scaletta — priva di pause — promette un viaggio emotivo capace di riaccendere le stesse vibrazioni che hanno segnato una generazione, filtrate però oggi attraverso la consapevolezza e la raffinatezza sonora di un’artista in continua evoluzione.