Il nuovo film su Bruce Springsteen, "Springsteen: Deliver Me From Nowhere (Liberami dal nulla)", ha debuttato con risultati deludenti al botteghino nordamericano, incassando solo 9,1 milioni di dollari nel weekend di apertura. La pellicola ha esordito al quarto posto, dietro a "Chainsaw Man", "Black Phone 2" e "Regretting You". Secondo Deadline, il film ha raccolto altri 7 milioni di dollari a livello internazionale, per un totale globale di 16,1 milioni — ben al di sotto dei 20 milioni previsti dagli analisti. Per fare un paragone, il biopic su Bob Dylan "A Complete Unknown", uscito nel dicembre 2024, aveva incassato 11,7 milioni nel primo weekend pur essendo distribuito in oltre 600 sale in meno (2.835 contro le 3.460 di "Deliver Me From Nowhere").
Il film su Springsteen, osserva Deadline, è costato circa 55 milioni di dollari: considerando che i cinema trattengono circa la metà degli incassi, la strada verso la redditività appare lunga. Inoltre, la concomitanza con le partite delle World Series potrebbe aver tenuto a casa il pubblico maschile più adulto, principale target del film. Forse, suggerisce il sito, un’uscita invernale — come quella di "A Complete Unknown" — avrebbe dato risultati migliori. Se da un lato Jeremy Allen White è stato elogiato per la sua interpretazione di Springsteen, dall’altro la critica ha accolto con maggiore freddezza il film, giudicandolo prevedibile e troppo reverente nei confronti del suo protagonista. Attualmente "Deliver Me From Nowhere" ha un punteggio del 60% su Rotten Tomatoes per quanto riguarda le recensioni professionali, mentre il pubblico è stato più indulgente, assegnandogli un 85%.
In questa clip, Jeremy Allen White, nei panni di Bruce Springsteen, interpreta il celebre brano "Born To Run": sudato, intenso, davanti a un’arena gremita, mentre la band e il pubblico si fondono in un unico coro. Guarda il videoclip qui sotto.
"Liberami dal nulla", diretto da Scott Cooper, ripercorre la genesi di "Nebraska" (1982), l’album in cui Springsteen scelse la verità artistica al clamore della ribalta, registrando in solitudine con un semplice quattro piste. Dopo un primo trailer, un nuovo e più ampio estratto è stato presentato ieri durante la cerimonia degli Emmy Awards, offrendo uno sguardo sul tormento creativo del musicista e sulle dinamiche dell’industria musicale. Accanto a un fiducioso Jon Landau — interpretato da Jeremy Strong, volto noto di "Succession" — compaiono Stephen Graham e Gaby Hoffmann nei ruoli dei genitori Douglas e Adele Springsteen, Odessa Young come Faye, Johnny Cannizzaro nei panni di Steve Van Zandt, oltre a Paul Walter Hauser, Marc Maron e David Krumholtz. Il regista Scott Cooper, in un comunicato stampa, ha raccontato: "'Nebraska' è il momento in cui Bruce ha scelto la verità invece delle aspettative, una decisione che continua a risuonare in tutta la sua opera. A quel bivio avrebbe potuto inseguire la ribalta e il fragore delle arene, ma preferì chiudersi in sé stesso, con un registratore a quattro tracce e il coraggio di affrontarsi. Il fatto che abbia affidato a me il compito di raccontare quel capitolo, il più vulnerabile della sua vita, è il più grande onore che io abbia mai avuto come regista".
Parallelamente all’uscita del film, il 24 ottobre Sony Music ha pubblicato "Nebraska ’82: Expanded Edition", cofanetto che celebra il capolavoro acustico attraverso registrazioni inedite con la E-Street Band, brani solisti e una performance integrale al Count Basie Theatre. Tra i materiali d’archivio annunciati figura anche una rara versione di "Born In The U.S.A." in formazione ridotta. Il box include inoltre “Nebraska Outtakes”, che raccoglie rarità soliste come “Losin’ Kind”, “Child Bride” e “Downbound Train”, oltre a brani incisi in una sessione solitaria del 1982, tra cui “Gun In Every Home” e “On The Prowl”. A completare il quadro, una performance filmata da Thom Zimny al Count Basie Theatre del New Jersey, in cui per la prima volta Springsteen esegue l’intero album dal vivo. "Credo che, suonando di nuovo queste canzoni per essere filmate, la loro importanza mi abbia colpito – spiega il cantautore – Ho scritto molti altri dischi narrativi, ma c’è qualcosa in quel gruppo di canzoni di “Nebraska” che contiene una sorta di magia".