Per il 50° anniversario di "
The Lamb Lies Down On Broadway", i
Genesis si sono ritrovati a Londra negli studi della Dolby a Soho. Tony Banks,
Peter Gabriel,
Steve Hackett e Mike Rutherford hanno partecipato a un’esclusiva sessione Atmos del nuovo remix del disco per la “50th Anniversary Super Deluxe Edition”, che sarà disponibile dal 26 settembre via Rhino Music. Assente giustificato solo il batterista
Phil Collins, perché ancora in convalescenza dopo un intervento al ginocchio nella sua casa in Svizzera.
Un incontro raro, che è diventato anche l'occasione per un confronto tra gli ex-compagni di band, a partire dalle idee di ognuno sul
concept-album, datato 1974, che segnò l'ultimo atto insieme a
Peter Gabriel, destinato a lasciare la band per avviare una fortunata carriera solista.
Il quotidiano britannico Times ha dedicato all'evento un ampio servizio, riportando alcune delle dichiarazioni dei quattro quinti della formazione storica dei Genesis. Un divertente mix di battute e ricordi che ha dimostrato ancora una volta la vitalità che ha sempre animato la storia della band inglese.
A proposito di "The Lamb", Mike Rutherford ha ammesso di averlo riascoltato solo di recente: "I primi due lati sono incredibili, pieni di energia e follia". Tony Banks concorda sul valore dell’opera, ma resta critico: "C’è un grande singolo album lì dentro, ma non siamo d’accordo su quali brani".
Steve Hackett, che in passato confidò di faticare ad amarlo, oggi lo definisce un capolavoro e lo porta spesso nei suoi concerti da solista. Peter Gabriel, autore quasi esclusivo dei testi, lo considera invece l’apice della band insieme a "Supper’s Ready". L'ex-leader ha raccontato come la storia visionaria di Rael fosse ispirata anche da "El Topo" di Jodorowsky e ha ricordato con ironia i passaggi più surreali, come la perdita del pene da parte del protagonista. Nonostante la confusione della trama, "The Lamb" resta un’opera unica nella carriera dei Genesis, nata anche in un periodo difficile per lo stesso Peter Gabriel, diviso fra le sessioni di registrazione e le cure per la figlia malata.
Oggi i cinque escludono una
reunion, anche se più volte ci hanno provato. E a proposito di quella virtuale degli
Abba, Peter Gabriel osserva: "Penso che, data l'attuale situazione economica, uno show come Abba Voyage sia al di là delle nostre possibilità. Ma la tecnologia, aggiunge, continuerà a migliorare. Quindi, chissà? Dico che ho trovato gli avatar digitali un po' deprimenti, nonostante l'innegabile valore dello show.
Gabriel, che ha tentato di trasformare "The Lamb" in un film e ora ci riprova con lo sceneggiatore Nicolás Giacobone, resta l’unico a possedere i propri diritti sulle canzoni dei Genesis. Gli altri, invece, hanno venduto il catalogo alla Concord per oltre 300 milioni di dollari. "Sono io quello difficile", ha ironizzato Gabriel. "Bastardo! È l’unico che continua a guadagnarci", la battuta in risposta di Banks.
I Genesis ormai appartengono al passato, ma i loro membri non hanno smesso di guardare avanti: Rutherford continua con Mike and the Mechanics, Banks pubblica musica classica, Hackett porta in tour i classici anni Settanta e Gabriel lavora al seguito di "
i/o". Tutti e quattro hanno espresso parole di vicinanza e affetto per Phil Collins, lo storico batterista alle prese da tempo con diversi problemi di salute e convalescente dopo una operazione al ginocchio.
Durante l’incontro, i quattro ex-compagni dei Genesis hanno anche risposto alle domande del pubblico, e presto l’attenzione è caduta sulla questione cruciale: di cosa parla davvero "The Lamb"? Peter Gabriel ha liquidato la domanda con ironia: "Chi cavolo lo sa? Posso dire quello che pensavo di voler raccontare. Era un viaggio nell’anima. Nella vita le esperienze decisive – spesso non quelle che scegliamo – ci educano, ci danno un po’ più di saggezza, un po’ più di conoscenza di noi stessi. In un certo senso, era il tentativo di accelerare questo processo, permettendo al protagonista di imparare molto di più su se stesso".
Il progetto segnò un momento di svolta, spingendo la band oltre i propri limiti. "Volevamo fare qualcosa di più ambizioso, di più grande, e pensammo che quella fosse l’occasione giusta", ha raccontato Gabriel. "Ci furono discussioni sul racconto, su chi dovesse scrivere i testi e la direzione generale del lavoro, ma alla fine ci arrivammo. Non fu un periodo facile per nessuno di noi".
Steve Hackett ha riportato alla mente le difficoltà del processo di registrazione a Headley Grange, ex-workhouse nell’Hampshire già usata dai
Led Zeppelin, dove l’atmosfera era tutt’altro che rassicurante: "Si sentivano i ratti correre nelle condutture dell’aria. O forse era infestata. Jimmy Page sostiene che fosse infestata". Anche sul palco "The Lamb" si rivelò una sfida immane. Tony Banks ha ammesso: "Nessuna band sana di mente avrebbe mai tentato una cosa simile. All’inizio i concerti furono durissimi, non suonavamo ancora bene come avremmo fatto in seguito, era una continua salita". Eppure, nonostante le difficoltà, tutti i membri concordano: quello rimane l’apice della parabola creativa dei Genesis. "Peter e io eravamo d’accordo che il momento più alto dei primi Genesis è l’esplosione sonora di 'Fly On a Windshield'", ha ricordato Banks. "Con 'The Lamb' spingemmo la tensione al massimo. Forse qualcuno dirà che andammo troppo oltre. In molti avrebbero voluto farne un singolo album, ma nessuno riusciva ad accordarsi su quali brani tagliare".
Qualche settimana fa,
Peter Gabriel e Tony Banks erano stati fotografati insieme ai Real World Studios, mentre supervisionavano il missaggio di "
The Lamb Lies Down On Broadway". "È stata un’esperienza interessante tornare nel mondo che avevamo costruito cinquant’anni fa per 'The Lamb' - ha raccontato Gabriel - Bob (Mackenzie,
ndr) ha fatto un lavoro brillante nel trasferirlo nella tecnologia Dolby Atmos, ed è stato bello tornare dietro al banco di missaggio insieme a Tony. Ha riportato alla mente tanti bei ricordi dell’epoca in cui eravamo in una band. Indossavamo ancora le nostre magliette con scritto 'More Me', ma ormai siamo maturati abbastanza da chiedere (molto) occasionalmente 'Less Me' - cosa che cinquant’anni fa non sarebbe mai successa".
Anche Banks ha commentato l'incontro, raccontando: "È stato fantastico avere l’opportunità di lavorare di nuovo con il mio vecchio amico su qualcosa che appartiene alla nostra giovinezza, e rivivere alcuni dei momenti legati alla registrazione di questi brani".
"The Lamb Lies Down On Broadway – 50th Anniversary Super Deluxe Edition" è disponibile nei formati 5Lp + Blu-Ray audio, 4cd + Blu-Ray audio e digitale.
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Per la prima volta, il nuovo cofanetto presenta l’intero live "The Lamb Lies Down On Broadway Live At The Shrine Auditorium" del 24 gennaio 1975, incluse le tracce del bis, completamente rimasterizzato. Il live include due brani extra: "Watcher Of The Skies" e "The Musical Box". È la prima volta che l’intero concerto dal vivo, compresi i bis, viene pubblicato integralmente. Inoltre, sono inclusi tre demo inediti della leggendaria sessione di Headley Grange, disponibili tramite un codice per il download digitale con l’audio completo del box-set.
"I momenti più forti di 'The Lamb…' per me sono come l'intera umanità in marcia sotto la frusta. Sento che questa musica suona ancora più potente con il passare del tempo", ricorda il chitarrista Steve Hackett. "Ritengo che questo album sia un classico dei Genesis".
L'edizione Super Deluxe per il 50° anniversario di "The Lamb Lies Down On Broadway" include anche il mix originale dell'album, rimasterizzato agli Abbey Road Studios da Miles Showell a partire dai nastri analogici del 1974. Inoltre, un disco Blu-ray audio contiene la versione rimasterizzata in alta risoluzione 96kHz/24-bit e il mix Dolby Atmos dell'album in studio.
Il cofanetto sull'ultima prova della band prog inglese con Peter Gabriel alla voce comprende anche un libro di 60 pagine in stile "coffee table", con note di copertina, immagini di Armando Gallo, Richard Haines e altri importanti fotografi. Inoltre, sono inclusi una replica del programma del tour del 1975, un biglietto e un poster.