I Jethro Tull hanno appena pubblicato il loro nuovo album, "Curious Ruminant", ventiquattresimo lavoro in studio di una band che sembra non volersi mai arrendere al tempo che passa e che segna un ulteriore capitolo nella prolifica produzione recente di Ian Anderson e compagni, che ha già fruttato "The Zealot Gene" nel 2022 e "RökFlöte" nel 2023. I Jethro Tull presenteranno il disco in tour anche in Italia, esibendosi il 15 luglio a La Spezia - Piazza Europa (unica data estiva), quindi il 21 novembre a Treviglio (Bergamo) - PalaFacchetti, il 22 novembre a Bologna al Teatro Auditorium Manzoni e il 24 novembre a Roma all'Auditorium Parco della Musica. Biglietti su Virus Concerti.
Per l’occasione, il magazine Singers Room ha stilato una classifica di quelle che ritiene le 10 canzoni migliori della ultracinquantennale carriera della band britannica. “I Jethro Tull – scrive la webzine nell’introduzione - sono una delle band più uniche e durature del rock, capace di fondere rock progressivo, folk, blues e influenze classiche in un sound inconfondibile. Guidata dall'enigmatico Ian Anderson - carismatico frontman armato di flauto, poeta e visionario musicale- la band ha costruito un'eredità che sfida le convenzioni e continua ad affascinare generazioni di ascoltatori. Dai riff potenti alle intricate melodie acustiche, la loro musica è un viaggio attraverso narrazione, brillantezza tecnica e audace sperimentazione”. Una carriera che si estende per oltre 5 decenni e che ha prodotto “un tesoro di brani storici”, ognuno dei quali dimostra la loro capacità di spingersi oltre i confini , “che si tratti dell'energia hard rock di ‘Aqualung’, dell'epica progressive di ‘Thick As A Brick”, o del fascino medieval-folk di “Songs From The Wood”, il loro repertorio è ricco di momenti di pura magia musicale”.
Ecco le dieci canzoni essenziali dei Jethro Tull secondo Singers Room (qui il servizio completo)
In occasione dell’uscita di "Curious Ruminant", il 77enne Ian Anderson ha rivelato di non aver mai fatto uso di droghe: "Il mio istinto mi dice che il bere e le droghe non aiutano il processo creativo. Forse funziona per alcune persone, ma io non ho bisogno di qualcosa che mi faccia andare avanti in modo creativo, per scrivere testi o musica. Quando sembra il momento giusto per farlo, arriva di corsa, prende slancio ed è inarrestabile”, ha spiegato il frontman dei Jethro Tull.
Composto da nove tracce, con durate che variano da 2 minuti e mezzo a quasi 17 minuti, l’ultimo album "Curious Ruminant" conferma l'identità cantautorale degli ultimi lavori del progetto di Anderson, autore di tutte le tracce, con il suo leggendario flauto traverso a imperversare e decisamente più a suo agio in studio di quanto non appaia ormai dal vivo, anche se aggrappato sempre a linee vocali semplici, tutte nel registro medio-basso.
La magniloquenza sonora della rock band di "Aqualung" e "Thick As A Brick" riaffiora solo a tratti, ma nella sua semplicità artigianale, "Curious Ruminant" ci ricorda che i Jethro Tull sono stati (anche) una grande band folk, rifugiandosi nelle atmosfere acustiche di quei preziosi esordi di fine anni 60-inizio 70, agli albori di quell'era prog che Anderson e Soci avrebbero poi abbracciato con entusiasmo, diventandone protagonisti indiscussi. Una scelta tutto sommato saggia, per non fare la fine di certi rocker attempati e un po' patetici. Too old to rock 'n' roll: too young to die!