Lady Gaga è abituata a vivere sotto i riflettori, ma nell’intervista concessa a Rolling Stone ha scelto di raccontarsi senza filtri. Dietro la popstar, insomma, c’è Stefani Germanotta, una donna che non ha timore di ammettere le proprie fragilità. La cantautrice, oggi trentanovenne, ha ripercorso quello che definisce il punto più critico della sua vita: febbraio 2018, nel pieno del tour mondiale di “
Joanne”, quando a un certo punto ha capito che qualcosa stava cedendo.
“Ho fatto ‘
A Star Is Born’ sotto l’effetto del litio”, racconta. È il preambolo a quello che definisce un vero crollo psicotico. “Un giorno mia sorella mi ha detto: ‘Non vedo più mia sorella’. Ho annullato il tour. Sono finita in ospedale per cure psichiatriche. Non riuscivo a fare nulla… sono crollata del tutto. È stato spaventoso. Per un periodo non pensavo che sarei migliorata. Mi sento fortunata a essere viva. So che può sembrare drammatico, ma conosciamo tutti il rischio di come può andare a finire”.
La risalita è stata lenta. La presenza della famiglia e, più tardi, l’amore per Michael Polansky hanno rappresentato una svolta concreta. “Essere innamorata di qualcuno a cui importa della vera me ha fatto una grande differenza”, spiega. Ma una relazione stabile ha imposto anche un percorso interiore: “Come impari a essere te stessa con qualcuno quando non sai come esserlo con nessuno?”.
Oggi Gaga si definisce “una persona sana e completa”, sostenuta dagli affetti e dall’energia dei Little Monsters, che incontra ogni sera nel “The Mayhem Ball Tour”, legato al disco “
Mayhem”. Anche ora, però, l’impatto con il palco richiede un momento di centratura: “Vedo tutti i fan, indosso questo vestito enorme, la musica è altissima ed è tutto molto teatrale… e per novanta secondi devo convincermi a non avere un attacco di panico”. Le prove, dice, restano il suo appiglio. Poi, quando lo show parte davvero, la sensazione è sempre la stessa: “Ogni cellula del mio corpo dice: ‘Sai cosa fare’”.