Morto Rick Davies, fondatore dei Supertramp: aveva 81 anni

08-09-2025
Ci ha lasciato Rick Davies, tastierista, cantante e motore creativo dei Supertramp. Il musicista britannico è morto il 5 settembre nella sua casa di Long Island, nello stato di New York, all'età di 81 anni, dopo una lunga battaglia contro il mieloma multiplo che gli era stato diagnosticato nel 2015.
A darne notizia è stata la band stessa attraverso un comunicato ufficiale: "La Supertramp Partnership è profondamente addolorata nell'annunciare la morte del fondatore Rick Davies, dopo una lunga malattia. Abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo e di suonare con lui per oltre cinquant'anni. Le nostre più sentite condoglianze a Sue Davies".



Nato a Swindon, in Inghilterra, il 22 luglio 1944, Richard Davies scoprì la passione per la musica da bambino, quando ascoltò per caso un disco del batterista Gene Krupa. Cominciò infatti come batterista, ma presto si spostò al pianoforte, strumento che imparò da autodidatta sviluppando uno stile influenzato da jazz e blues. Dopo alcune esperienze con varie formazioni, tra cui i Rick's Blues (con Gilbert O'Sullivan alla batteria) e The Joint, nel 1969 decise di fondare un nuovo gruppo grazie al sostegno finanziario del mecenate olandese Stanley August Miesegaes. Fu proprio rispondendo a un suo annuncio che si presentò Roger Hodgson: dalla collaborazione tra i due nacquero i Supertramp, inizialmente attivi sotto il nome di Daddy.

La prima notorietà arrivò nel 1974 con "Crime Of The Century", dove Davies lasciò il suo segno in brani come "Rudy" e "Bloody Well Right", oltre alla title track. Ma il trionfo internazionale esplose con "Breakfast In America" (1979), capolavoro pop-rock che superò i 20 milioni di copie vendute grazie a hit come "The Logical Song", "Goodbye Stranger" e "Take The Long Way Home". La contrapposizione tra la voce baritonale e aspra di Davies e il falsetto etereo di Hodgson divenne il marchio di fabbrica della band, capace di fondere rock progressivo e sensibilità pop con un suono unico e immediatamente riconoscibile.
Al di là dei loro intrecci vocali e della doppia firma sui brani, Davies e Hodgson misero in luce due differenti approcci musicali: il primo, patito di rock e blues americano, prediligeva atmosfere rugginose e partiture più ostiche, il secondo, di formazione folk-pop, cesellava i ritornelli più brillanti e le ballate più melodiche. Fatte le debite proporzioni, fu quasi una riedizione del dualismo Lennon-McCartney.

Quando Hodgson lasciò i Supertramp nel 1983, dopo l'uscita di "...Famous Last Words...", le sorti del gruppo ricaddero sulle spalle di Davies, che ne mantenne il nome e la guida artistica tra dispute legali e contrasti prolungatisi fino a poco prima della sua morte. Sotto la sua direzione i Supertramp pubblicarono altri quattro album, l'ultimo dei quali "Slow Motion" (2002), e continuarono a esibirsi fino al 2022. Parallelamente, Davies tornò di frequente alle sue radici blues con il progetto Ricky and the Rockets.
Il suo pianoforte elettrico Wurlitzer divenne uno dei simboli sonori degli anni Settanta, contribuendo a creare un ponte tra il rock colto e la musica popolare.

Personaggio schivo e riservato, lontano dagli eccessi del rock, Davies era sposato dal 1977 con Sue Davies, sua compagna di vita e, dal 1984, manager della band.
Con la sua scomparsa si chiude una pagina fondamentale della storia del rock internazionale: quella dei Supertramp, band capace di segnare l'immaginario di intere generazioni con un repertorio che ha saputo unire virtuosismo e immediatezza, introspezione e melodia. I loro dischi più ispirati hanno svelato la fantasia e la versatilità di un ensemble di musicisti coi fiocchi, in grado di passare con disinvoltura da refrain spensierati a complesse suite strumentali, quasi opere rock in miniatura, degne di band ben più celebrate di loro. Con l'umiltà dei clown di strada, di quei vagabondi cui si ispiravano fin nel nome, questi artigiani inglesi hanno aperto nuove porte al pop-rock degli anni 70, partorendo uno stile inconfondibile e inimitabile. Tanto che nessuno, infatti, ha mai cercato di riprodurlo, contribuendo, forse, a renderlo oggi retrò e indissolubilmente legato a un'epoca.
Un'occasione per rivivere la loro esperienza al top è la recente uscita "Live In Paris '79", ristampa del folgorante documento dal vivo che ritraeva i Supertramp sulla cresta dell'onda, travolti da un insolito - e imprevedibile - successo. Si era appena consumata, infatti, l'inattesa scorpacciata di "Breakfast In America", capolavoro pop da oltre 20 milioni di copie e due Grammy Award, che trasformò gli ex-pupilli di un mecenate olandese in rockstar mondiali. Per la prima volta la scaletta completa dell'esibizione di Rick Davies e compagni al Pavillon de Paris, di fronte a 8.000 persone, è stata resa disponibile in triplo Lp e doppio cd.