Paul Weller canta "What Was I Made For?" di Billie Eilish (ascoltala qui) e commenta: "╚ fantastica"

14-06-2024
Paul Weller si dichiara fan di Billie Eilish e interpreta un suo brano. Intervenendo recentemente a "Sofa Session" su Bbc Radio 2, il Modfather si è espresso così a proposito della cantautrice californiana: "L'ho ascoltata grazie alla mia figlia più giovane, Nova. È una sua grande fan. Billie è un'artista incredibilmente talentuosa". Quindi ha introdotto la sua "What Was I Made For?" con parole lusinghiere: "Questa è una bella e la melodia è incredibile. Penso che sia un pezzo fantastico". Tratto dalla colonna sonora del film "Barbie", il brano è stato premiato con l'Oscar come Miglior canzone e ai Grammy, lo scorso febbraio, come "Song of the year".
Qui sotto lo stream di Paul Weller che canta "What Was I Made For?".



Non è la prima volta che Weller si esprime pubblicamente in favore della cantautrice di "Bad Guy". In un'intervista per il numero di luglio di Mojo (che ha pubblicato anche la lista delle sue migliori canzoni da solista), l'ex-leader di Jam e Style Council aveva sottolineato: "Devo ammetterlo: Billie Eilish è fantastica e 'What Was I Made For?' è un pezzo davvero bello. È bello vedere la mia bambina ascoltare il vinile del disco e cantare. Ogni volta penso: facevo lo stesso io con i Beatles. Quei primi ascolti e influenze rimangono con te per il resto della vita".

Lo scorso maggio Paul Weller ha pubblicato il suo diciassettesimo album solista, "66". Dopo averci deliziato con rock, soul bianco, R&B, britpop, psichedelia e persino accenni di kraut-rock sparsi a macchia di leopardo nei sedici album precedenti, Paul ha deciso di mettere gli anni Sessanta al centro del villaggio, e così sono le sonorità sixties a prendersi la scena in questi quarantadue minuti di musica ispiratissima. "66", che vanta l'artwork di Sir Peter Blake, maestro indiscusso della pop art al fianco di Weller già da "Stanley Road" del 1995, è parente stretto di "True Meanings" del 2018, quindi parliamo di un album quasi acustico, riflessivo e intimo (anche nei testi) a tal punto che dei dodici pezzi presenti giusto un paio possono vantare il predominio di sonorità elettriche.