Il momento più atteso è stato quello dei Gorillaz, che hanno presentato l’inedito “Damascus”, destinato a comparire sul nuovo album “The Mountain”, in uscita a marzo, accompagnandolo con un visual in cui i celebri personaggi animati issano una bandiera palestinese. Damon Albarn è tornato poco dopo con la London Arab Orchestra e il Juzour Dance Collective. Tra gli altri protagonisti sul palco, James Blake, King Krule, Jamie xx, Paul Weller, Paloma Faith, Hot Chip, Nadine Shah e PinkPantheress: una ventina di esibizioni che hanno dato corpo a un mosaico musicale e politico insieme.
Non sono mancati gli artisti palestinesi, come Faraj Suleiman, Saint Levant e Nai Barghouti, mentre dal mondo del cinema e della cultura sono saliti sul palco Richard Gere, Florence Pugh, Guy Pearce e Benedict Cumberbatch. Eric Cantona ha portato la sua voce di ex calciatore e attivista, ricordando i doppi standard applicati allo sport internazionale: "Dopo l’invasione dell’Ucraina, FIFA e UEFA hanno sospeso la Russia. Sono passati 716 giorni da quando Amnesty International ha definito genocidio quello che sta succedendo, eppure Israele continua a partecipare. Perché?". Accanto a lui, il sopravvissuto alla Shoah Stephen Kapos ha offerto una testimonianza toccante.
Tra i momenti di maggior intensità, la versione per piano e voce di “Why” proposta da Annie Lennox e l’intervento della giornalista Yara Eid, che ha ricordato i reporter uccisi a Gaza. Neneh Cherry ha duettato con Greentea Peng in “Seven Seconds”. "It’s genocide!" ha urlato dal palco il documentarista Louis Theroux, dando voce a una rabbia condivisa.
Alle 22, l’attrice Jameela Jamil ha annunciato che le donazioni avevano già superato il milione e mezzo di sterline. I soli biglietti – dodicimila, esauriti in meno di due ore – hanno fruttato mezzo milione, devoluto a organizzazioni palestinesi come Taawon, Palestine Children’s Relief Fund e Palestine Medical Relief Society. All’esterno, riporta il Guardian, una piccola contro-manifestazione ha sventolato bandiere israeliane.
Together for Palestine è stato un dunque un evento di grande solidarietà mondiale per il popolo palestinese costretto proprio in questi giorni all’esodo della striscia di Gaza in seguito all’attacco e all’occupazione delle forze militari dello Stato di Israele. “A Gaza” – si legge sul sito di Oxfamitalia – “i bombardamenti israeliani hanno causato oltre 62.000 morti (oltre 18.400 sono bambini) e oltre 156.000 feriti (fonte Ministero della Sanità palestinese), che si vanno a sommare alle oltre 1.500 vittime israeliane“.
E non è finita: il 17 ottobre Paul Weller ha già messo in cantiere un evento parallelo, "Gig for Gaza", al Troxy di Londra, con la partecipazione di Primal Scream, Inhaler e altri.
Intanto, sul sito ufficiale di Together for Palestine è ancora possibile donare e acquistare il merchandising.