St. Vincent svela il suo prossimo album: "SarÓ duro, oscuro e psicotico. Un pop post-pandemia"

17-02-2024

“Duro, oscuro, urgente, psicotico”. Sono gli aggettivi che St. Vincent usa per descrivere il suo prossimo album, al quale sta già lavorando. Intervistata da Mojo, Annie Clark ha svelato che il suo prossimo progetto sarà prodotto da lei stessa e coinvolgerà Dave Grohl e John Freese dei Foo Fighters, oltre che Cate Le Bon.
L'anno scorso, St. Vincent ha interpretato una cover di “Glory Box” dei Portishead insieme a The Roots al Tonight Show, ha realizzato un’altra cover, di “Young Americans” di David Bowie per l'organizzazione benefica Love Rocks NYC e ha cantato “Running Up That Hill” per introdurre Kate Bush nella Rock and Roll Hall of Fame. Quest’anno, però, Annie Clark torna a essere se stessa, lavorando al successore del suo ultimo Lp, “Daddy’s Home” del 2021.

Intervistata da Mojo, St. Vincent ha raccontato di aver lavorato nel suo studio Compound Fracture a Los Angeles, all’Electric Lady a New York e all’Electrical Audio di Steve Albini a Chicago. È stato, dice, il suo primo set puramente autoprodotto. "Avevo bisogno di approfondire la ricerca del mio vocabolario sonoro – ha spiegato - Mi piace pensare al suono del disco come a una sorta di pop post-pandemia, che parla molto di paradiso e inferno, in senso metaforico. Il che è appropriato, perché stare seduti da soli in uno studio per così tante ore direi che è una versione dell’inferno!”. Una mentalità in parte frutto del malessere post-Covid. “Questo tipo di isolamento genera paranoia e solitudine, e la solitudine può generare violenza – sostiene ancora Annie Clark - È stato un momento di perdita, collettivamente e personalmente. Ma la perdita e la morte sono eventi molto chiarificatori: fanno sparire tutto ciò che non conta”.
Musicalmente il disco presenta sintetizzatori analogici degli anni 70 e 80 e “molte chitarre”, con un suono “urgente e psicotico”, marcando una distanza dalle fantasie deformate di “Daddy's Home” "Nell'ultimo disco, affrontavo argomenti difficili con molto umorismo pungente e arguzia - afferma Clark - Mi sono messa una parrucca, saltellavo in giro, è stato così divertente. Questo disco è più oscuro, più duro e più essenziale. Direi che è il mio disco meno divertente finora. Non c’è niente di carino”.