Mercoledì 10 settembre Sky Arte propone in prima visione "Verdena – X sempre assenti", documentario che restituisce un ritratto intimo e inedito della band bergamasca a trent’anni dalla sua nascita.
I Verdena muovono i primi passi nel 1995 ad Albino (Bergamo), imponendosi qualche anno più tardi grazie al successo di "Valvonauta", brano accompagnato da un videoclip diretto da Francesco Fei. Ed è lo stesso regista che oggi firma questo nuovo lavoro, riportando sullo schermo la storia del trio.
Il film segue i fratelli Alberto e Luca Ferrari e Roberta Sammarelli tra la vita quotidiana, le famiglie e la preparazione del tour legato a "Volevo magia", disco del ritorno pubblicato nel 2022 dopo sette anni di silenzio discografico. Ne emerge un racconto spontaneo e appassionato, che intreccia la dimensione artistica con quella personale, senza mai recidere il legame profondo con la provincia bergamasca, da sempre scelta come luogo di vita e di creazione musicale.
Presentato in anteprima al Biografilm Festival 2023, il film è approdato anche in alcune sale italiane. Prodotto da Capitol Records e Universal Music Italia e distribuito da Lab80 Film, il documentario di Fei ripercorre la storia dei Verdena nella loro dimensione privata e nella preparazione del tour di "Volevo magia".
"X sempre assenti" racconta l'intimità dei componenti del gruppo bergamasco, scavando nelle loro vite appartate e nei loro legami familiari, ma ne esplora anche l'attività di rock band sempre attiva sul fronte del palco.
"Avevo la possibilità di raccontare i Verdena così come sono, senza filtri né atteggiamenti precostruiti, in un momento topico della loro carriera", – ha raccontato il regista Francesco Fei, che firmò anche del loro primo videoclip nel 1999, il singolo "Valvonauta". Era una trama perfetta per farne un film che raccontasse con un taglio fortemente cinematografico la vita di un gruppo potentissimo dal punto di vista musicale e umanamente diverso da tutti. Sapevo che non sarebbe stata un'operazione semplice e tanto per cominciare ho deciso che l'unica maniera per non creare filtri tra noi era che durante le riprese ci fossi solo io. Perciò, con una metodologia che amo sempre di più usare nei miei documentari d'osservazione, le due camere, la fotografia e l'audio li ho gestiti totalmente da solo. Grazie ai Verdena che, dopo anni che non ci vedevamo, mi hanno accolto come se il tempo non fosse passato e hanno aperto il loro mondo al mio sguardo, 'X sempre assenti' è diventato quello che volevo che fosse – spiega ancora Fei - un film, con una sua drammaturgia e uno taglio realistico e cinematografico al punto da essere un prodotto inedito e molto personale".