EPMD

Strictly Business

1988 (Sleeping Bag/Fresh) | hip-hop

It's hard to be modest
Strettamente commerciale. Gli EPMD non badano a ciance. Spavaldi come pochi fin dal titolo dell'esordio. E stilisticamente sopraffini già al primo giro, quanto i maestri Erik B. & Rakim.
È il 1988, la cima degli anni 80. L'annus mirabilis dell'epopea reaganiana. Dello sfarzo a stelle e strisce. Del dominio capitalistico. Ma soprattutto della prima rivincita evocata dal ghetto afroamericano a suon di boombox in spalla, scratch e invettive d'ogni tipo. Siamo sulla cresta dell'onda hip-hop. Alla sua massima portata. È l'anno di capolavori in ambito come "It Takes A Nation Of Millions To Hold Us Back" dei Public Enemy, "Critical Beatdown" degli Ultramagnetic MC's, "Straight Outta Compton" degli N.W.A, "By All Means Necessary" dei Boogie Down Productions. E si potrebbe continuare per ore.
Chiamiamolo pure in tanti modi. Che sia boom bap, dunque east coast, o gangsta rap, per la maggiore west coast, per molti aspetti conta solo in parte. Perché in questo preciso momento l'edonismo dei figli adottivi di Joseph Saddler e Afrika Bambaataa, dei nipotini di Gil Scott-Heron e The Last Poets, è un insieme di razzi che schizzano da ogni direzione, e tutti diretti ben oltre il sistema solare.

EPMD sta per "Erick and Parrish Making Dollars", duo composto dall'Mc Erick Sermon ("E" aka E Double) e Parrish Smith ("PMD" aka Parrish Mic Doc). Vengono entrambi da Long Island e decidono di unire le proprie velleità artistiche nel 1987 dopo essersi conosciuti durante un'esibizione ai piatti di Smith per la sua crew Rock Squad, attiva già dal 1985 e formata dai vari Groovy Groove, Smitty D. e Jerry Jay. I due si annusano all'istante e l'intesa è fulminea quanto la pubblicazione del primo singolo a nome EPMD, "It's My Thing", registrato addirittura in sole tre ore per la Chrysalis, a ridosso del contratto con la visionaria Sleeping Bag di Arthur Russell, William Socolov e Juggy Gales, sub-label della più blasonata Fresh di Socolov.
Gli EPMD sono dei mattacchioni. E allo stesso tempo dei fenomeni del campionamento. Del flow sornione e cazzuto. Del botta e risposta senza compromessi. Fottersene per regnare. E stendere la platea. Queste le intenzioni. Ipnotizzare tutto mettendoci la faccia. Nessuna maschera. Nessun trucco. Caos organizzato.
Trovate epiche come Clapton che rifà Bob Marley in "I Shot The Sheriff" o Steve Miller in "Fly Like An Eagle", "sfruttati" giusto per mettere le carte sul tavolo senza fraintendimenti: è questa la ricetta. Il segreto di una formula che coglie l'attimo ad ogni base. Che pesca dai grandi del rock, del soul e del funky. Da Otis Redding, "Nobody Knows You (When You're Down And Out)" campionata in "Let The Funk Flow", a Rick James, salutato e omaggiato in "Jane".
Total chaos, no mass confusion
Rhymes so hypnotizin' known to cause an illusion
Like a magician, who pulls a rabbit out a hat, son
I pull them all like a .44 Magnum
MC freeze stop look and listen, and try to imagine
It's travellin' the speed of light, but everything's motion
Is frightening, plus the thought you alone
You now enter dimension, called the Twilight Zone
You're terrified, plus you can't bear the thought
You and I one-on-one, in the Land of the Lost
("Strictly Business")
Smith è il chimico del ritmo. Sermon l'alchimista della parola. I due si passano il microfono di continuo. Con "I'm Housin'", seconda traccia in scaletta e quarto singolo dell'album, Erick e Parrish giocano su un campione di "Rock Steady" di Aretha Franklin. Sfottono i rapper poco originali. Che ironia: proprio loro che saccheggiano dappertutto. Dei bastardi senza gloria, verrebbe da dire a primo acchito. Dei maledetti geni, ascoltandoli mentre palleggiano rime sul riff della hit per antonomasia dell'icona di Memphis.
Il passo ubriacante di "Let The Funk Flow" su sample di "Slow and Low" dei coevi Beastie Boys, cosi come l'ipnotismo inscenato nell'ossessiva "You Gots To Chill", terzo singolo dell'album, impastata intorno a "More Bounce To The Ounce" della band synth-funk Zapp, con tanto di voce e fiati estratti da "Jungle Boogie" dei Kool & The Gang, è l'altro miracolo di un festino senza soste. Un rap-party allo stato puro. Sul finale poi Smith stretcha come se non ci fosse un domani. Mentre Sermon parla di personal computer e cita Biz Markie dissandoanzitempo chiunque abbia da ridire.
I be the personal computer information on rap
Like the B-I-Z Markie says, I'll make your toes tap
I format the rhymes, step by step
Make 'em sound def to maintain my rep
Prepared to come off, in case of a diss
Not worried about a thing, 'cause we can do this
I can turn the party out just by standin' still
("You Gots To Chill")
Il richiamo per il synth-funk di clintoniana memoria torna in auge in "You're a Customer", stavolta con sample di "Cheap Sunglasses" degli ZZ Top e passo rubato da Muhammad Ali: "Because I float like a butterfly, sting like a bee". Le citazioni nobili e le trovate pirotecniche proseguono nell'inchino festoso al comico Steve Martin ("The Steve Martin"), "Get em Steve, get em Steve, get em...", stavolta con "Pee-Wee's Dance" del rapper Joeski Love, pubblicata solo due anni prima, sullo sfondo.

La lezione degli EPMD non è solo fondamentale per il periodo d'oro dell'hip-hop. Sarà illuminante in futuro praticamente ovunque. In ogni sottoscala che si rispetti. Finanche i Club Dogo saccheggeranno a loro volta le trovate del duo newyorkese nel singolo del 2010 "Per la gente". E i Rage Against the Machine abbracceranno l'irresistibile "I'm Housin'" dieci anni prima.
"Strictly Business" è l'apripista di una possibilità ed è il disco che dimostra che se hai tecnica, gusto, cultura, flow e una narrativa verace, nulla è impossibile.
Seguiranno altri copioni meglio prodotti ma meno impattanti, come "Unfinished Business", "Business As Usual" e "Business Never Personal". E beghe legali tra i due ai limiti del ridicolo. Prima delle due reunion salva-faccia e salvavita del 1997 e del 2006. Niente però potrà mai eguagliare l'amplesso magico del 1988.

(22/05/2022)

  • Tracklist
  1. Strictly Business
  2. I'm Housin'
  3. Let The Funk Flow
  4. You Gots To Chill
  5. It's My Thing
  6. You're A Customer
  7. The Steve Martin
  8. Get Off The Bandwagon
  9. D.J. K La Boss
  10. Jane


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