Hank Thompson

Songs For Rounders

1959 (Capitol)
western swing, honky tonk

Hank Thompson sfrutta appieno i due altoparlanti dello stereo […] e offre un'esperienza di ascolto eccezionale […]. Cantando la vivace "Cocaine Blues", Hank risponde alle proprie domande facendo "ping-pong" tra [i canali di] destra e sinistra. Canta le altre canzoni dal centro, accompagnato da pianoforte, batteria e chitarra ritmica a sinistra, mentre una chitarra steel guida gli strumenti melodici da destra. Una banda allargata [di fiati] si unisce a Hank in "Deep Elm", con le sezioni a sinistra e destra che prevalgono alternandosi.
Le parole sopraccitate sono contenute nella pagina interna della prima edizione in vinile dell'album "Songs For Rounders", pubblicato da Hank Thompson per la Capitol Records nel 1959.
Era importante sottolineare che l'album fosse registrato in stereo anziché in mono, perché si trattava della prima volta in cui un artista country utilizzava il nuovo metodo di diffusione del suono, che era stato introdotto nell'industria discografica appena un anno prima. [nota 1]

Non è anomalo che sia stato Thompson a inaugurare questa tecnologia: all'università aveva studiato come ingegnere elettrotecnico, prima di deviare la sua carriera verso la musica, dati i riscontri ottenuti, e nel 1947 era già stato il primo artista country – e uno dei primi in assoluto – a registrare i propri master su nastro magnetico anziché su disco acetato. Inoltre, quando la sua attività concertistica cominciò a diventare impegnativa, creò un sistema portatile per la cura del suono e delle luci di sala [nota 2], ritenendo quasi sempre scadenti i mezzi forniti dai locali e dalle balere in cui si esibiva.
La sua attenzione per la tecnologia era insomma da sempre stata maniacale e alla Capitol aveva trovato le menti adatte ad affiancarlo su questo aspetto: lavoravano per l'etichetta tre eminenze grigie del calibro di Cliffie Stone, Lee Gillette e Ken Nelson, tutti e tre talent scout, autori, arrangiatori e produttori. Nelson in particolare gli sarà accanto per le pagine più memorabili della sua carriera, incluso l'album in questione.

Agli inizi del '59 Thompson è uno dei nomi di punta del circuito country, con alle spalle ventiquattro canzoni piazzate nella top 10 di settore, compilata settimanalmente da Billboard. Al suo fianco compare spesso anche il chitarrista Merle Travis: si tratta di uno dei più grandi cantautori della musica country dell'epoca, che però, dopo un periodo di successo concentrato nella seconda metà degli anni Quaranta, non ha saputo mantenere la propria attrattiva commerciale, riciclandosi così come turnista di prestigio grazie alla sua prodigiosa tecnica chitarristica.
Come molti altri dischi di Thompson, anche "Songs For Rounders" è impostato sul tridente che lo vede in compagnia di Nelson e Travis.
L'idea alla base dell'album dice molto del carattere di Thompson, sempre pronto ad accettare nuove sfide: quando propone a Nelson di registrare il brano "Cocaine Blues" come singolo, il produttore gli fa notare che il testo scabroso renderebbe impossibile farla passare dalle radio e gli propone di registrarlo semmai come brano all'interno di un album. Thompson a quel punto prende la palla al balzo e propone un intero album di canzoni su temi simili: alcol, droga, relazioni clandestine, gioco d'azzardo, vita notturna e via dicendo. Pur immaginando che l'operazione sia destinata a non ottenere un riscontro commerciale soddisfacente, i tre si mettono all'opera, supportati dalla band che accompagna Thompson sin dal debutto discografico nel 1946, i Brazos Valley Boys.

Nell'agosto del '59 l'album raggiunge i negozi, introdotto da una suggestiva copertina dal taglio cinematografico. In apertura c'è l'inedito "Three Times Seven", scritto per l'occasione da Travis insieme a Cliffie Stone.
Il brano mette subito in evidenza l'innovazione tecnologica voluta dalla squadra, riuscendo a tirare a lucido quella che è essenzialmente una cavalcata in stile western swing [nota 3]. All'epoca il genere è ormai prossimo alla scomparsa, visto il costante declino che ha subito a partire dagli anni Cinquanta all'interno dell'universo country. Thompson è praticamente il solo che ancora osi propugnarlo con una certa convinzione, pur non rappresentando l'unico volto della sua proposta. Il suono stereo, nitido e spazioso, fa apparire la canzone come una versione fantascientifica di ciò che suonava il maestro del western swing, Bob Wills, una decina di anni prima.
"I'll Be A Bachelor 'Till I Die" è una cover di un classico honk tonk, scritto e pubblicato da Hank Williams nel 1948: piuttosto fedele nell'andamento e nella linea melodica, ma con un arrangiamento rigonfiato di nuovo in stile western swing, grazie ai fiddle [nota 4] mixati in primo piano, al lavorio jazz del pianoforte e all'intermezzo strumentale con batteria terzinata. 
"Drunkards' Blues" viene dal repertorio del già citato Bob Wills, da sempre punto di riferimento per Thompson. L'originale risale al 1939: Thompson la rallenta in un funereo, cupo ibrido fra blues e jazz, con il ritmo scandito da chitarra acustica e fiddle pizzicati, mentre pianoforte, chitarra acustica e chitarra steel si alternano in sottofondo ricamando incessanti.
L'inedita "Teach 'Em How To Swim" dimostra il grande eclettismo di Thompson, con il suo andamento calypso, piuttosto inusuale per un disco country dell'epoca. Non è facile capire chi abbia scritto il brano: a seconda delle edizioni porta la firma di Thompson, del cantautore William Penix e/o dell'autore Orville Proctor, entrambi suoi collaboratori abituali.

"Dry Bread" torna a pescare dalla penna di Travis, che l'aveva già incisa in proprio nel 1950. È uno dei brani più scarni del disco e sembra avvicinarsi alla scuola di Bakersfield, che proprio in quel momento stava ottenendo i primi successi grazie al suo alfiere Buck Owens.
"Cocaine Blues" è una cover della misconosciuta orchestrina western swing W.A. Nichol's Western Aces, che la pubblicò nel 1947: rimane la loro unica testimonianza discografica. Si trattava di una modifica del brano tradizionale "Little Sadie", apportata dal cantante della band, Troy Junius "Red" Arnall, di cui pure non si hanno altre notizie. La versione di Thompson è decisamente più muscolare, se non altro perché aggiunge la batteria, originariamente assente.
"Deep Elm" è un rock and roll in piena regola, basato su "Deep Elm Blues", brano inciso per la prima volta nel 1933 dai Lone Star Cowboys di Leon Chappelear, a sua volta modifica della tradizionale "The Georgia Black Bottom", la cui prima versione risale al 1927, per mano dei Georgia Crackers dei fratelli Cofer. Si va talmente indietro nel tempo che la versione di Thompson risulta un autentico stravolgimento, ma il brano aveva una forte carica ritmica sin dall'inizio.

"Bummin' Around" era stato il singolo di debutto di Jimmy Dean nel 1952, a firma Pete Graves (mentre Dean sarebbe diventato uno dei nomi più noti del country anni Cinquanta e Sessanta, il nome di Graves rimane sostanzialmente legato a questo standard). In questo caso, ancora più dell'arrangiamento strumentale, la differenza la fa l'approccio vocale: lo stile di Dean all'epoca era ancora molto rustico e nasale, legato ai dettami dell'honky tonk, mentre Thompson la interpreta con un tono più maturo e vicino al crooning.
"Little Blossom" è l'unico brano tradizionale in scaletta la cui scoperta risulta successiva al debutto discografico di Thompson: venne infatti inciso per la prima volta nel 1948 dal musicista bluegrass Clyde Moody, in forma di valzer. Thompson ne mantiene l'andamento: a parte i sempre notevoli ricami strumentali dei Brazos Valley Boys, è uno dei brani più vicini alla versione iniziale.
La fantasia dilaga invece per "Rovin' Gambler", tradizionale che va decisamente più indietro, essendo stato scoperto nel 1909 e che al tempo di questa incisione era già stato registrato da almeno venti artisti diversi. L'arrangiamento suona come un ibrido fra il sound di Bakersfield (la batteria scattante, il suono squillante delle chitarre elettriche) e quello di Nashville (il pianoforte, l'handclapping): un contrasto stilistico che forse solo Thompson poteva immaginare.

"Left My Gal In The Mountains" fu scritta dal cantautore Carson Robison nel 1929, alle origini della musica country, e incisa da Bud & Joe Billings. Anche in questo caso il tempo trascorso fra le due versioni rende difficili i paragoni, ma al netto dell'enorme distanza stilistica (l'arrangiamento acustico e scarno da un lato, elettrico e stratificato dall'altro) e tecnologica, l'andamento e la melodia riescono a riconoscersi in maniera abbastanza nitida, a riprova della volontà di Thompson nel rinnovare i classici senza mancargli di rispetto.
"May I Sleep In Your Barn Tonight Mister?" è infine un tradizionale basato sulla stessa melodia dell'ancor più famosa "Red River Valley" (non si sa quale dei due sia derivato dall'altro e le prime incisioni di entrambi risalgono alla metà degli anni Venti). Thompson chiude l'album con uno degli arrangiamenti più complessi, che su un classico passo honk tonk affastella virtuosismi di pianoforte, tremolii di fiddle e chitarre steel che giocano con diversi timbri.

Come previsto, il disco non ottiene successo: i testi sono eccessivi per le radio country dell'epoca. Si va dalla visione negativa dell'istituzione del matrimonio ("I'll Be A Bachelor 'Till I Die") alla moglie che abbandona il marito per uno sconosciuto ("May I Sleep In Your Barn Tonight Mister?"), dalla vita rovinata dalle scommesse ("Rovin' Gambler") all'uomo che ha perso tutto a causa di una relazione tossica e diventa un vagabondo ("Dry Bread"), dall'alcolizzato che ormai vede solo morte come possibile scappatoia ("Drunkards' Blues") al femminicidio sotto effetto di droghe ("Cocaine Blues"). È vero che per la maggior parte erano brani già esistenti, ma nessuno li aveva mai riuniti tutti in fila in quello che è un vero e proprio concept album. L'operazione appare francamente più adatta alla stagione dell'outlaw country, che però nel 1959 era ancora lungi dal divenire.

Thompson si riprenderà commercialmente già col successivo "At The Golden Nugget" (ennesimo muro da lui abbattuto: è il primo album dal vivo della musica country), ma a dispetto dell'accoglienza dell'epoca, oggi "Songs For Rounders" [nota 5è indicato come il suo capolavoro e come uno dei primi grandi dischi del country, forse l'album che più di tutti fece capire in quell'ambito che il formato 33 giri poteva anche essere utilizzato per creare opere che avessero una dignità propria, anziché fungere semplicemente come da raccolte per i singoli.
 

[nota 1] Nelle note di una recente ristampa in Cd di "Songs For Rounders" (Omni, 2014), purtroppo senza firma, viene affermato che si tratta di "uno dei primi" album country registrati in stereo, mentre il musicista e critico Cub Koda assegna a Thompson il primato senza incertezze. 

[nota 2] Per approfondimenti al riguardo, si consiglia un'intervista rilasciata da Thompson nel 1992, oggi ascoltabile presso il sito Waco History

[nota 3] Western swing, così come honky tonk, suono di Bakersfield e suono di Nashville: si tratta di diversi stili di musica country che si sono avvicendati e talvolta sovrapposti nel corso del tempo. Spiegarli a chi non fosse addentro nell'argomento richiederebbe degli articoli a parte, pertanto, semplificando brutalmente per facilitare la comprensione di questa recensione: il western swing era appunto una fusione fra il country e lo swing, in voga principalmente fra la metà degli anni Trenta e la fine dei Quaranta; l'honky tonk è lo stile più emblematico della musica country anni Quaranta, scarno e basato sul suono di chitarre elettriche e fiddle (ha inoltre fatto da base per tutte le successive correnti country più vicine alla tradizione); il suono di Bakersfield e quello di Nashville, dai nomi delle rispettive città, hanno infine dominato la musica country dalla fine degli anni Cinquanta alla fine dei Settanta: erano fra loro antitetici, l'uno più ruspante e consapevole della rivoluzione rock and roll, l'altro più vicino alla musica pop e denso di ballate, con tanto di cori e archi.
 
[nota 4] Così viene chiamato il violino negli ambiti della musica country e folk. Può presentare differenze tecnico-strutturali con il violino classico, benché non necessariamente.

[nota 5] La pagina AllMusic di "Songs For Rounders" sbaglia la firma di ben due dei brani in scaletta. Attribuisce infatti "Deep Elm" a Willard Robison, cantante, pianista e compositore jazz che ha effettivamente inciso un brano intitolato "Deep Elm (You Tell 'Em I'm Blue)" nel 1925: si tratta però di un'altra canzone. Attribuisce inoltre al musicista di strada George Reneau "May I Sleep In Your Barn Tonight Mister?": Reneau fu sì uno dei primi a inciderla, nel 1925, ma non ne era l'autore.

07/01/2024

Tracklist

  1. Three Times Seven
  2. I'll Be A Bachelor Till I Die
  3. Drunkards' Blues
  4. Teach 'Em How To Swim
  5. Dry Bread
  6. Cocaine Blues
  7. Deep Elm
  8. Bummin' Around
  9. Little Blossom
  10. Rovin' Gambler
  11. Left My Gal In The Mountains
  12. May I Sleep In Your Barn Tonight Mister?