Two Lone Swordsmen

From The Double Gone Chapel

2004 (Warp) | electro-wave

A quattro anni da "Tiny Reminders"” tornano i Two Lone Swordsmen, la più recente delle creazioni di Andy Weatherall, uno degli ultimi cani sciolti del panorama musicale mondiale. Non popolare quanto meriterebbe, è comunque ormai una figura di culto fra i musicisti e i semplici appassionati che, negli anni 90, si sono avvicinati all’elettronica in un modo o in un altro. I suoi Sabres of Paradise (Jagz Kooner e Gary Burns i compagni d’avventura) contribuirono non poco a dare spessore al downtempo , caratterizzando i loro brani con suoni inquietanti dal sapore metallico e tagliente. Se il downtempo era musica da decompressione, i loro agitavano le fondamenta di tale musica, conferendo ben altro spessore e ben altri fremiti a uno stile che, in pratica, stavano contribuendo a creare. La nuova esperienza di lame, poi, ha avuto inizio poco meno di dieci anni fa con i Two Lone Swordsmen, in compagnia di Keith Tenniswood, noto anche come Radioactive Man: fra i loro lavori, sempre interessanti, a volte molto buoni, non spicca però nessuna vera e propria gemma. Arrivati nel 2000 alla loro terza prova di studio sulla lunga distanza, i Two Lone Swordsmen sembravano destinati a una cristallizzazione, per non dire a una chiusura nel loro elegante bozzolo: non pareva affatto scontato, però, che potesse uscirne una tale (nera) farfalla… Eppure un cambiamento significativo quale "From The Double Gone Chapel" era in qualche modo intuibile.

Facciamo qualche passo indietro. Nella breve storia di Weatherall, infatti, non si è parlato della sua fondamentale attività di produttore. E’ lui, infatti, l'”eminenza grigia” dietro a "Screamadelica" dei Primal Scream, del quale produce quasi tutti i brani: la rivoluzione della contaminazione fra rock ed elettronica si deve dunque anche a questo signore. Proseguendo il suo rapporto con Gillespie e compagni, Weatherall (insieme a Tenniswood) ha lavorato anche su alcuni brani di "Evil Heat", quali "Autobahn 66" e la straordinaria cover di "Some Velvet Morning". E probabilmente in questi brani, più che in "Tiny Reminders", che si possono trovare le radici di questa svolta, perché proprio di svolta trattasi, e delle più gradite, se è vero che "From The Double Gone Chapel" è, al momento, di gran lunga il miglior album del duo. Proprio nell'atmosfera sporca, oscura e - perché no? - sexy di quella "Some Velvet Morning", oltre che nel vecchio "Haunted Dancehall" dei Sabres Of Paradise, sono da cercare le parentele, le principali fonti d’ispirazione di questo cambiamento.

Semplificazione della struttura dei brani, un basso alla Jah Wobble seducente, oscuro e potente come mai si era sentito in un disco firmato Weatherall, una rinata vena creativa sono i segreti di questo successo. Ma soprattutto l'introduzione della voce in alcuni brani. E che voce, signori miei! Weatherall tira fuori una tonalità sfacciata, viscida e scostumata come un cinquantenne che fa il porco in discoteca. Fra il recitato e il cantato, mai invadente, utilizzata con sapienza e con la modestia di un non-cantante.

"Stack Up" indica già le coordinate del nuovo disco. Un andamento inesorabile, una marcia spietata di due avventurieri senza grandi speranze, nel western notturno e postmoderno evocato dai rintocchi della campana sul finire. Poi eccolo, Andy che canta. Estensione di voce praticamente nulla, espressività massima. Basterebbe come pronuncia la parola “tornado. Il singolo "Faux", forse il più bel brano del lotto, evoca addirittura (lo dico? ma sì, dai) i Suicide. Stesse atmosfere senza luce né redenzione, stessi fumi. "Formica Fuego" si mantiene al medesimo livello. Basso inarrestabile, quasi “motoristico” nel senso più Neu! del termine, chitarre che tagliano fino all’osso: in altre parole, ancora un pezzo eccezionale. Di nuovo quel basso e suoni acido-spaziali guidano gli inserti di melodia sconsacrata di "The Lurch". "Sex Beat", cover dei Gun Club, non è umanamente resistibile. Impossibile non muoversi a tempo, potrebbe essere l’hit di una discoteca a seicento metri sottoterra. Purtroppo, però, non la ascolteremo mai in un locale deputato alla danza.

"Damp" porta con sé un altro basso da favola che borbotta, gorgoglia e ribolle, assoluto protagonista: difficile pensare a qualcosa del genere nei vecchi album degli Swordsmen. La semplicità disarma, il basso e una sottile linea melodica affondano il colpo. "Punches And Knives" è una cantilena che si tatua nel cervello, mentre "The Valves" richiama apertamente le atmosfere spiritiche di "Haunted Dancehall" attualizzandole. "Kamanda’s Response"” è un’altra canzone eccezionale, forte di un groove spaccamontagne e di Weatherall dietro al microfono.

Finite qui le chicche? No, rimangono tre pezzi di grandissima classe a rendere completa l'opera. Il videogioco da incubo in cui sembra rinchiusa "Sick When We Kiss", vera e propria sofferenza ballabile, rievoca ancora Alan Vega e Martin Rev. "Taste Of Our Flames", che parte come il varo di un vascello fantasma per poi navigare sulle rotte del Tricky di "Pre-Millennium Tension", è un’altra pagina memorabile. "Drive With My Gears In Reverse" chiude in bellezza, ancora con un basso straordinario, suggestive incursioni di chitarra e archi simulati.

Scorrono gli ideali titoli di coda di questo film in musica. Si fa giorno, e i due eroi dell’oscuro, soli e polverosi, lasciano il campo per tornare al loro rifugio. Ma avremo ancora bisogno di loro.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Stack Up
2. Faux
3. Formica Fuego
4. The Lurch
5. Sex Beat
6. Damp
7. Punches And Knives
8. The Valves
9. Kamanda’s Response
10. Sick When We Kiss
11. Taste Of Our Flames
12. Drive With My Gears In Reverse (Only Makes You Move Further Away)

Two Lone Swordsmen su OndaRock
Recensioni

TWO LONE SWORDSMEN

Wrong Meeting

(2007 - Rotters Golf Club)

Il seguito dell'acclamato "From The Double Gone Chapel"

Two Lone Swordsmen on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.