DDM

Snow On The Tv

2005 (Dim Mak) | no wave

Nome nuovo… Vita nuova? Non sempre, specie quando la nuova ragione sociale è solo la sigla della vecchia. I misteriosi DDM, infatti, non sono altro che i Dance Disaster Movement, già passati dalle nostre orecchie due anni or sono in occasione del loro esordio, "We Are From Nowhere". Eppure più di qualcosa è cambiato da un debutto che strizzava l'occhio ai dancefloor alternativi pur senza perdere di vista ricerca e no wave.

Sia che abbiate già ascoltato i Dance Disaster Movement, sia che per voi siano dei perfetti sconosciuti, dobbiamo dirvi che musica fanno i DDM in questo Ep. Immaginate, se ci riuscite, una specie di mix fra Liars e Oneida, ma senza basso e con chitarre meno presenti. A integrare o sostituire la sei corde, loop di matrice elettronica. Stuzzicante, nevvero?
Avremmo scommesso sulle loro origini newyorchesi, e invece i DDM vengono da Long Beach (California) e sono solo due: Matt Howze alla batteria e Kevin Litrow a occuparsi di tutto il resto. In attesa di capire come se la sbrighino dal vivo, abbiamo "Snow On The TV" da ascoltare. Sette tracce ma meno di venti minuti. Venti ispiratissimi minuti, dobbiamo dire.

A cominciare da "Get Back On That Starting Line", che infiamma subito l'aria dopo lo sbilenco minuto caotico/rumoristico di "A²". Coro in stile Oneida, sottofondo ridotto all'osso con batteria, sporadico handclapping e una lunga, slabbrata nota di sintetizzatore. Un sinuoso tema si infiltra sotto lo spoken malato e paranoico di Litrow. Lo stesso umore sotterraneo e inquieto scuote la successiva "Turn On "On"", dove gli intrecci fra una batteria cruda, beat sintetici e un synth giocattolo scassato preparano la strada a un breve climax chitarristico e all'e(c)statico down che segue.
Quando sentirete "Hello" sarà un altro parallelo a infiltrarsi nella vostra mente. Questi suoni discordanti, queste urla… Jamie Stewart e i suoi Xiu Xiu non sono poi così lontani.
Gli stop and go di "Pulse", il suo porsi senza compromessi, i suoi vetri rotti reclamano continuamente attenzione e fissano le coordinate di un suono che ne racchiude moltissimi altri pur avendo la forza e l'originalità per restare splendidamente in piedi da solo.

Se i paragoni sono soprattutto con band di questo millennio, si può constatare come i DDM siano figli dei nostri tempi e del suono che li accompagna. Eppure ci sono anche forti legami con la storia, nel loro dna, ad esempio con la no wave che già li aveva influenzati nella loro precedente incarnazione. Osiamo anche un paio di nomi? Talking Heads e Residents. Se non nel suono, nello spirito. E se non i mono-occhiuti direttamente, tutto quello che è passato fra loro e questi due ragazzi, teste parlanti (più) comprese. Per credere, ascoltare la conclusiva "Esrever #1", con i suoi vocals al contrario e il trapano che ne è il principale accompagnamento musicale.
E adesso vogliamo il disco vero. Sùbito.

(10/10/2005)

  • Tracklist
  1. Get Back On That Starting Line
  2. Turn On "On"
  3. Hello
  4. Connecting The Puzzle
  5. Pulse
  6. Esrever #1
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