I Refuse It

Cronache Del Videotopo

2005 (Wide Records) | hardcore, punk

"Fra il 1982 e il 1983 il punk italiano finì sulla mappa. Anche se prima vi erano stati gruppi punk italiani, fu con l'affermarsi della scena hardcore che si cominciò a parlare di un'autentica "scena" italiana o, per meglio dire, di molte scene locali. E, naturalmente, non si trattò di una questione semplicemente musicale. L'hardcore-punk in quegli anni rappresentò infatti per molti di noi un'attitudine e un modo di vivere. In Toscana la scena nella sua globalità divenne nota con la sigla GDHC che sta per Granducato Hardcore e gli I Refuse It (insieme ai CCM; ai Traumatic, ai Putrid Fever, agli Juggernaut e vari altri) ne furono uno dei gruppi più significativi".

A parlare è Stefano Bettini, che degli I Refuse It fu voce e leader carismatico, nonché promotore della fanzine "Nuove Dal Fronte", voce narrante di quei tempi eroici. Di quella storica formazione (che inizialmente vedeva tra le sue fila anche J. Zarko alla chitarra, Sandro al basso, Wally Dread alla batteria e Boz Lapinski alle tastiere), la benemerita Wide Records riporta oggi alla luce l'intera discografia, in un'edizione corredata di un bel booklet con tanto di storia, foto d'epoca e testi sparsi. Anche se la proposta della band fiorentina prendeva le mosse dal più recente hardcore americano, non pochi erano gli elementi (quali ad esempio l'uso delle tastiere) che li posero nel solco di certa new wave radicale e dall'elevato tasso isterico (Pere Ubu, Debris, Butthole Surfers). Il loro assunto iniziale, infatti, fu quello di suonare una musica "tesa e nervosa", scolpita con improvvise accelerazioni e lavorata dentro strutture che non disdegnavano la carta della complessità.

I primi 11 brani qui raccolti uscirono originariamente nel 1983 su una cassetta autoprodotta condivisa con i CCM, dal titolo "Permanent Scar/Sfregio Permanente", arrivata anche sul mercato americano grazie alla Affirmation Records di Indianapolis. Per chi scrive, è in questi brani che gli I Refuse It danno la loro migliore prova di sempre. L'iniziale "Nuove Dal Fronte" è uno dei loro classici, con indemoniate dinamiche batteria/basso, su cui svettano la voce di Bettini (molto simile nelle sue evoluzioni grottesche a quella di Jello Biafra) e la chitarra di Zarko, tirata per la gola dentro calderoni noise. "Hit'N'Run Attack", cantata in una lingua inventata, è introdotta da un martello pneumatico e tratteggiata con buona maestria al passo di un ritmo ferroviario.
Il saliscendi irresistibile di "Chocu Umeret" (poi ripresa in chiusura), le urla scatenate e le progressioni psichedeliche di "Fall Down" e la danza convulsa di "Mannikin" impongono una voce potente, ricca di sfumature e carica di passione. E' un suono che riesce a conservare integra quella carica dirompente che Bettini & co. avevano durante le loro prove in cantina.

Altrove, tenendo fede al loro carattere eterodosso, propongono la loro versione dello psicodramma in stile Black Flag: basso melmoso, chitarrismo acido e rumoroso, voce narrante e sinistra, in una spettrale voragine di misterioso abbandono ("Josephine (The Camel Girl)". "Sacrifici Umani" scivola via in neanche un minuto di tinte western. Legate alle cadenze nevrotiche dei Killdozer, troviamo, invece, "The Story Of My House" e "Spread Of Disease (Contagio)", mentre quello di "Mira Il Tuo Popolo" è un esempio di "sacralità desacralizzata" che, con piglio irresistibilmente sardonico, si fa beffe di quello che sembra essere un tema popolare. Compatta e ispirata, lirica e creativa, questa prima prova della band si impone, in definitva, come una delle vette dell'hardcore italico.

Registrati tra il 1982 e il 1985, i brani 12-20 uscirono su 7'', 12'' e su compilation. Il livello è qui molto più altalenante, tra momenti interlocutori ("Fuggi Fuggi", "Agguato", "Ricatti" e "Frecce Avvelenate Sul Comitato Disastri") e nuovi concentrati di creatività ("Noi Vi Odiamo", "Sogni A Doppie Vie" - che vanta, grazie al sax di tal Vincenzo 33%, un aroma Mx-80 Sound -, "Cronache Del Videotopo", "M" - che, nel citare Fritz Lang, si diletta con gingilli spacey, scivolando indietro fino ai Debris più schizoidi - e la lunga agonia di "Questo è l'inferno… Questa è Eleusi", apice emotivo della band, lungo un ponte sovrastante Flipper, Germs e Negative Trend.

Ecco quanto racconta Bettini: "Chi ha visto gli I Refuse It dal vivo si ricorderà che durante quel pezzo mi toglievo la cintura dei pantaloni e mi frustavo. E facevo sul serio: i segni rimanevano per giorni. Perché lo facevo? Un po' perché trovavo il pezzo pieno di sacralità, un po' per dimostrare a tutti che l'hardcore era vero, autentico, e che questa era la cosa più importante di tutte."

Ciò che resta, con la sola esclusione dell'inedito di "Tele Urna 9000" (uno scalcinato punk'a'billy) proviene da uno split album condiviso con gli Ultima Thule, pubblicato nel 1986 nel Regno Unito dalla Inward Collapse e in seguito ristampato dalla Wide Records sul mini Lp "Mind The Gap". Dalla cavalcata fumigante di "Che Cosa Posso Fare Di Erotico (Per Non Diventare Nevrotico"), passando per la matrice post-punk di "Paradiso Zero" e l'enfasi assordante de "Il Gatto", risulta evidente che, pur essendo ancora di buon livello, la proposta della band era ormai priva di nerbo e senza una direzione precisa, in balia degli eventi che avevano portato al superamento dell'originario background su cui era germogliato l'hardcore.

Terminata l'avventura, Bettini si avvicinò al reggae, diventando uno dei personaggi chiave del giro "ragamuffin" con il monicker "Il Generale". Ma per il momento, tralasciando altre storie e altri ricordi, il consiglio è quello di mettervi in casa questo pezzo di storia del rock italiano. Giusto per non far finta che gli I Refuse It, e tutti quelli che come loro operarono in tempi non sospetti, abbiano urlato, martoriato chitarre e sfondato batterie invano…

(02/02/2005)

  • Tracklist
  1. Nuove dal fronte
  2. Hit 'n' Run Attack
  3. Chocu Umeret
  4. Fall Down
  5. Josephine (The Camel Girl)
  6. Sacrifici umani
  7. The Story Of My House
  8. Mannikin
  9. Spread Of Disease (contagio)
  10. Mira il tuo popolo
  11. Chocu Umeret 2
  12. Fuggi fuggi
  13. Agguato
  14. Frecce avvelenate sul comitato disastri
  15. Noi vi odiamo
  16. Sogni a doppie vie
  17. Cronache del videotopo
  18. M
  19. Ricatti
  20. Questo è l'inferno... Questa è Eleusi
  21. Che Cosa Posso Fare di Erotico (Per non Diventare Nevrotico)
  22. Il gatto
  23. Paradiso zero
  24. Tele Urna 9000
  25. Mind The Gap
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