Liz Janes & Create(!)

Liz Janes & Create(!)

2005 (Asthmatic Kitty) | folk-rock

Due album solisti alle spalle, collaboratrice dell'astro nascente Sufjan Stevens e degli ormai classici Black Heart Procession, Liz Janes, nell'attesa che la sua carriera trovi un punto di svolta, torna sul mercato discografico con un progetto (almeno sulla carta) ambizioso, un mini-album di "public domain songs" riarrangiate con l'ausilio di un collettivo free-jazz, i Create(!). Considerando che la Janes può fregiarsi di una voce davvero bella, densa, calda, capace di avvolgere e di imprimere ai brani differenti registri, la faccenda si fa quantomeno interessante.

E' proprio per queste premesse che quando si va a mettere nel lettore "Liz Janes & Create(!)" si resta delusi. L' ensemble si mostra attentissimo a omaggiare e decisamente poco propenso per l'invenzione, finendo col rimanere perennemente bloccato, regalando esecuzioni impeccabili ma che si fermano esattamente lì. La stessa Janes interpreta con grazia, ma non è del tutto peregrina la sensazione che talvolta si limiti ad accompagnare il complesso.

Eppure si parte con buone speranze, con l'esecuzione migliore del lotto, una di quelle che ti fan pensare "beh saranno rivisitazioni classiche, ma coi controfiocchi". Una chitarra luccicante scandisce decisa i tempi di "Lonesome Valley", i rintocchi di banjo fondono tradizione ed eleganza, qualche colpo di tamburello e inserti di fiato, nel finale, fendono l'aria, e la Janes stringe a sé l'intera vallata.
Con "Be My Husband" invece si apre l'alternanza tra toni rilassati e cupi: l'atmosfera si fa tesa e sommessa, una chitarra cruda regge il brano e la voce si riduce a un sussurro tetro, mentre i Create(!) agiscono sullo sfondo con un qualche accenno di pulsione free. Sulla stessa linea procede "All the Pretty Horses", arrangiata alla maniera di "Desertshore", ma privata della linfa e vitale e mortale dei brani cesellati da John Cale e interpretati con potenza lirico/drammatica da Nico. E' qui che si vede maggiormente la differenza tra forma e sostanza di cui si parlava all'inizio.

La stessa sensazione di ascoltare qualcosa di spento la si ritrova in "Jesus Is a Dying Bed-Maker", il cui evolversi trasognato non rapisce affatto: giunge dunque ideale "Run, Old Geremiah/Keep Your Hand on the Plow" in cui i due traditional vengono fusi in una lunga galoppata per battiti di mani e tamburelli, gospel per coro maschile nella prima metà, svelto country per voce femminile e chitarra nella seconda. Chiude infine il tutto "Careless Love", dolce dichiarazione d'amore all'amore per pizzichi di chitarra e tamburi evocativi.

Non resta che, brevemente, tirar le somme (e le fila del discorso). "Liz Janes & Create(!)" è un disco che si ferma alla superficie, e solo raramente riesce a colpire realmente l'ascoltatore. Nonostante la sua pregevolezza esecutiva, è difficile consigliarlo, trattandosi in fin dei conti di un lavoro trascurabile.
  • Tracklist
  1. Lonesome
  2. Be My Husband
  3. All the Pretty Horses
  4. Jesus Is a Dying Bed-Maker
  5. Run, Old Geremiah/Keep Your Hand on the Plow
  6. Careless Love
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