Aids Wolf

The Lovvers

2006 (Lovepump United) | noise-rock

Poche chiacchiere. Vengono da Montreal, Canada. Suonano rumore. Adorano farsi fotografare nudi. Sono pazzi, probabilmente. Sono in quattro e hanno nomi strani. Tre uomini a spartirsi chitarra, basso e batteria e una donna che, più che cantare, blatera frasi sconnesse Dicono di voler esaltare lo spirito, ma intanto martoriano il corpo. Quello del rock. Un nome, il loro, fatto apposta per infastidire i benpensanti. Manco ce ne fosse bisogno! Basterebbe da solo qualche secondo di questo loro micidiale Ep. Un corridoio senza fondo. Una camera degli orrori. Vederli dal vivo, e poi morire. Cartoline dall'inferno.

La prima, "Spit Tastes Like Metal": sputacchi metal-blues e fuochi di sbarramento. Lo spirito punk che non se ne è mai andato. Un cancro bello e buono. Disgustosi, violenti e distruttivi. Spastiche mitragliate beefheartiane. "Chinese Roulette", per l'appunto. Un gioco pericoloso. Confusione e benedizione. I feedback che dipingono lo spazio con l'acido. Pulviscoli radioattivi e presagi negativi ("We Multiply"). E poi, corri corri, la mente che arriva fino a Glenn Branca, alle sue nevrosi massimaliste, al suo lucido disegno rock, claustrofobico e austero ("The Hat Collector"). Un momento di inattesa distensione, quest'ultimo, che è quasi una chiamata alle armi, un preparare il terreno per il fulmineo incipit grind-core di "Vampire King", presto mandato alla deriva in uno spaventoso maelstrom di chitarre sfregiate, urla e detonazioni. La furia assassina dei Napalm Death e l'azzanno free-noise dei Dead C. Un connubio insano, tanto che l'incipit di "Panty Mind" risulta quasi spiazzante con il suo farsesco e demenziale umore poppy. Ma è solo una strizzatina d'occhio, perché quelli che seguono sono secondi di pura confusione-esasperazione.

C'è poco da stare tranquilli, insomma. Questi ragazzi spaccano il culo. Che il rock sia anche e forse soprattutto questo fantomatico auto-dilaniarsi compiaciuto ed ebete, chi può dubitarne? Muro contro muro. E chi s'è visto s'è visto! Tutti gli strumenti - voce inclusa - suonano dannatamente esagitati, costretti a fare gli straordinari. Suonano altezzosi, "heavy", tormentati, viscerali. Fuori controllo. Come il basso in modulazione che alza il sipario sulla lunghissima e terminale (in tutti i sensi…) "Some Sexual Drawings", accesa da distorsioni sibilanti e paranoiche. C'è da sorridere, tanta è la tenerezza di un tamburello che timidamente tenta di farsi strada in questa incredibile frattura armonica che balugina da un fondo lontanissimo. Roba che, al confronto, moltissime delle noise-band in circolazione fanno cover di jingle pubblicitari. E, se l'unico difetto è quello di risultare ancora un pochino acerba, di certo questa è musica talmente mostruosa e vitale da farci venire voglia di spaccare vetri con le mani.

(15/12/2006)

  • Tracklist
  1. Spit Tastes Like Metal
  2. Chinese Roulette
  3. We Multiply
  4. The Hat Collector
  5. Vampire King
  6. Panty Mind
  7. Opposing Walls
  8. Some Sexual Drawings
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