Couch

Figur 5

2006 (Morr) | post-rock

I Couch sono un trio strumentale di Monaco ringalluzzito dalla definizione di “post-rock” data dall’ormai leggendario Simon Reynolds a proposito di “Hex” (Bark Psychosis), assieme ai grandi nomi della scena della metà anni 90 (Jessamine, June Of '44, Gastr Del Sol, Laika, Mogwai, Cul De Sac, etc.), oltre all’ascolto dei maestri del kraut, quali i Neu! dei primi due capolavori e i Can del seminale “Ege Bamyasi”. Dopo due svogliati album le cui sonorità puntano piuttosto alla scena di Louisville di Bastro e Slint, i Couch chiamano dunque in causa l’elemento elettronico, implementando Stephanie Bohm dei Ms. John Soda a sampler e tastiere. Dapprima con “Fantasy” (Matador, 1999), ma soprattutto con “Profane” e la loro personalissima hit “Alle Auf Pause” (Matador, 2001), la band si accoda così alle nobili mirabilie degli Stereolab e dei Tortoise della maturità.

Nel 2006, il ritorno. L’album si chiama “Figur 5” e ha ottenuto la produzione della Morr Music, di nuovo con nove tracce interamente strumentali. Pochi i cambiamenti da riscontrare, ascoltando “Gegen Alles Bereit”, la traccia di apertura: sequenza di accordi maestosi su battito regolare a costruire una sorta di canone eccessivamente statico. “Alles Sagt Ja” e “Position: Wieder Eins” paiono addirittura outtake dei Seam, la prima quasi coverizzata dai Radiohead della transizione (evoluzioni barocche e batteria sicura), la seconda persino sfacciata nei suoi sfracelli distorti.
"Blinde Zeichen” ha un’i ntro di plastica (base effettata digitale, sfondo ambient , chitarra sporchiccia) poi arricchita d’ispessimenti che, però, lasciano le cose a metà per 2/3 del brano.

“Manchmal Immer Wieder” fa pure peggio, perché quella già esile ideuzza (portata avanti a forza) ha decorazioni ancora più scadenti, e pure una batteria fuori luogo. E “Zwei Streifen In Blau” tenta di fare le veci di “Alle Auf Pause”, ma perdendo completamente la suggestione labirintica di ritmi e armonie del brano di cinque anni prima.
“Große Verzögerung” rimane il brano migliore del lotto, con una figura di chitarra fuzz accorpata a piano e vibrafono in lontananza, sostentamento vario della sezione ritmica e dinamiche variazioni sul tema. La seconda migliore è forse “Einhängen Und Positiver”, base quasi hip-hop, accordi distorti, silenti ghirigori electro che via via si fanno più presenti. Chiude la frase chitarristica dolente di “Lässt Nicht Nach” con climax a portare verso un valido (anche se risaputo) tutti strumentale e a una coda soft-elettronica alla Trans Am.

Mezza delusione: seppur a cinque anni di distanza, la band comincia a ripetersi senza creare qualcosa di seriamente originale, intrattenendo con amorevolezza e colpi ad effetto, al massimo con qualche inventivo impasto di lounge futuribile qua e là. Mancando la “Alle Auf Pause” del caso, e si sente, l’album liscia alla grande anche il dialogo tra i timbri in gioco (elettrici/acustici vs. elettronici), finendo grossolano prima del tempo. Bohm anemica per la maggior parte del tempo.

(22/06/2006)

  • Tracklist
  1. Gegen Alles Bereit
  2. Zwei Streifen In Blau
  3. Alles Sagt Ja
  4. Blinde Zeichen
  5. Position: Wieder Eins
  6. Große Verzögerung
  7. Manchmal Immer Wieder
  8. Einhängen Und Positiver
  9. Lässt Nicht Nach
su OndaRock
Couch on web