Ladies

They Mean Us

2006 (Temporary Residence) | noise-rock, alt-pop

L’incontro era di quelli che potevano promettere bene; Rob Crow, cantautore stralunato, leader dei Pinback e di innumerevoli side-project, e Zack Hill, batterista degli Hella, gruppo dal sound piuttosto aggressivo, anch’egli impegnato in vari progetti, si sono trovati insieme per dar vita ai The Ladies, ensemble nel quale far confluire le reciproche esperienze musicali.
L’esperimento di combinare il songwriting indie-pop di Crow con la durezza e il noise di Hill finisce però col riuscire a metà, diventando in molti casi solo un incontro nel quale entrambe le realtà vanno per conto loro, senza riuscire a creare un’alchimia veramente interessante e funzionale.

Il cantautore californiano abbozza trame pop-noise-rock (la sincopata “Nice Chaps, Buddy”) a volte con tendenze punk (“Black Caesar / Red Sonja”, “Empathy On a Stick”) sulle quali il suo compagno di ventura si scatena con strutture ritmiche in (quasi) assoluta libertà che vorrebbero fornire alle canzoni un effetto destabilizzante, ma che sovente risultano essere un corpo estraneo o, talvolta, un organismo eccessivamente predominante (“Vacation, Asphyxia, Vacation”).

Ci sono momenti, però, in cui la dicotomia si scioglie in un agglomerato più che godibile, la ballata pop drogata di “Non-Threatening”, l'intermezzo metal-acido di "Black Metal In The Hour Of Starbucks", il dilatato post di “So Much For The Fourth Wall”, la cavalcata ritmica di “And Them” e, soprattutto, la conclusiva “Mandatory Psycho-Freakout”, che onora il suo titolo con dodici minuti di free-rock che, dopo un inizio mantra, rallenta e riparte in ossessivi riff di chitarra noise accompagnati dalla solita batteria sfrenata tra tensioni elettroniche e particelle assolutamente schizoidi.

Vero è che queste quattro-cinque canzoni occupano più di metà della mezz’ora di durata dell’album e quindi possono essere più che sufficienti, ma rimangono comunque poche perché “They Mean Us” non dia la velata impressione di essere solo un semplice esperimento costruito da due artisti con la voglia di provare a divertirsi insieme.
Un gioco fatto con l’ingenuità dei bambini, come ben raffigurato dal disegno in copertina, che a tratti risulta molto piacevole ma che, pur lasciando intravedere buone idee, non sembra destinato a trasformarsi in un progetto dal futuro concreto.

(05/07/2007)

  • Tracklist
  1. Black Caesar/Red Sonja
  2. Recycler 1A
  3. Vacation, Asphyxia, Vacation
  4. Empathy on a Stick
  5. Recycler 1B
  6. Non-Threatening
  7. Black Metal in the Hour of Starbucks
  8. Nice Chaps, Buddy
  9. So Much for the Fourth Wall
  10. Recycler 2
  11. And Them
  12. Mandatory Psycho-Freakout
su OndaRock