Ladyhawk

Ladyhawk

2006 (Jagjaguwar) | alt-rock

Omonimo esordio per i Ladyhawk, quartetto canadese di East Vancouver dedito a un alt-rock senza troppi fronzoli, ma tutt'altro che disprezzabile. In giro c'è di meglio, è giusto che lo sappiate, ma i dieci brani di questo lavoro meritano almeno un briciolo della vostra attenzione, perché suonati con piglio sincero, passione assoluta e con la convinzione che il rock possa ancora salvarci la vita. E, poi, con questo caldo boia abbiamo finalmente una scusa in più per fare i ganzi in giro, spassandocela con i finestrini abbassati.

La nostra vita sbilenca non desidera, in fondo, una piccola colonna sonora come quella di "48 Hours", vampate elettriche e voce emozionale come è giusto che sia? Canticchiare nell'immediato, quasi si conoscesse da sempre, una "Dugout" che smanetta tra i Red Red Meat più rockettari e il Neil Young dei Dinosaur Jr. è quasi un obbligo morale, diciamoci la verità! E perchè, quindi, dovremmo vergognarci di fare, all'unisono, clap-clap con le manine mentre trascorrre un punk-pop dei più sbarazzini come quello di "My Old Jacknife"? Che poi, a volerci stare un po' a pensare, ti arrivano i segnali giusti e non puoi fare a meno di vederci molto di quanto hai adorato in una band così maldestramente dimenticata come i Silkworm, anche se, tanto per dire, a un'elegia acida come quella di "Long 'Til" manca di brutto la potenza visionaria della chitarra di Andy Cohen.

Non si può avere tutto dalla vita. Anche perché, in quel caso, meglio rivolgersi agli originali e fare fuori la testa del solito, povero toro. Oppure fregarsene e fare finta che il grunge scoppiettante di "Came In Brave" non sia poi così derivativo e strafatto di rimandi & riferimenti. O che, ancora, la ballata di "Advice" non sia la solita ballata tutta meditazione e improvvise ascese emotive come epilessi inspiegabili.

Luci smorzate, chiaroscuri, qualche ombra: "Sad Eyes/Blue Eyes" ripete un po' lo stesso canovaccio. La voce sofferente ma sicura della sua dignità, sezione ritmica essenziale, giusto qualche sprazzo elettrico a ridestare, di volta in volta, il bisogno di vederci chiaro, di mostrarsi nudi & puri alla luce del giorno. Così che, quando arriva la furia "contenuta" di "Teenage Love Song" riprendi fiato, anche se quella voce ci tiene a informarci che, in fin dei conti, la disperazione non è propriamente andata a farsi benedire. Dobbiamo, così, aspettare "Drunk Eyes" per scrollarci di dosso un po' di questa stranissima tensione, dandoci alla macchia, come ci pare e piace. Tanto resta poco, ormai. Una "New Joker" che riesuma ancora una volta il fantasma dell'uomo di Toronto, lasciandoci con buonissime speranze per prossimi, interessanti sviluppi.

(25/07/2006)

  • Tracklist
  1. 48 Hours
  2. Dugout
  3. My Old Jacknife
  4. Long Til
  5. Came In Brave
  6. Advice
  7. Sad Eyes / Blue Eyes
  8. Teenage Love Song
  9. Drunk Eyes
  10. New Joker
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