Magicake

Botoxxx

2006 (Piloft Recordings) | electro

I Magicake nascono nel 2002 quando Joe (chitarra elettrica) e Jack (tastiere), come narra il simpatico aneddoto, reclutano Lulu (figa), "completamente ubriaca nella toilette, mentre vomitava" (pubblicità progresso). Il trio (veneto, a dispetto dei nomi di battaglia) ha girato un po' tutta l'Italia (e non solo, vantando presenze anche a Parigi e Berlino) a presentare la propria elettronica da club ed ora è giunto alla pubblicazione del proprio disco d’esordio, "Botoxxx". Per capire la proposta dei Magicake basta dare un ascolto alla prima traccia, "Fried Chips". Tastiere pulsanti e batteria incisiva creano un mood malato su cui si posano i versi sconci della vocalist ("I like fried chips when the oil go down my lips, I like fried chips when the oil go down my tits, if you have the fish…"): il brano procede indeciso fra cupo e frizzante, comunque "prende", nonostante il tutto sia palesemente studiato a tavolino per adescare alternativi borghesotti.

Il canto di Lulu non è male, ma si confonde fra altri tremila. Le pulsazioni kraftwerkiane di "Let’s Do It" (pezzo comunque noioso) mostrano la presenza di un certo bagaglio che pure non sarà sfruttato, data la scelta di suonare essenziali, se non primitivi. La cifra del disco è molto più presente dunque nell’electro-clash di "Mary Anne", ammiccante nel porsi, reitarato, nel suo flirt con il rock: in realtà slogan stupido e puerile ("I don’t like you bitch, I'll never be like you"); e negli accenni di chitarrismo punk che spuntano ad accompagnare la vocina petulante di "I Don't Care" ("I’m not your stupid doll").

Il manifesto "Plastic Divas" (usato sulla passerella di Frankie Morello durante la settimana della moda di Milano) è musicalmente nullo: l'intero disco, in pratica, si limita a inanellare, in linea di massima, una serie impressionante di luoghi comuni decisamente imbarazzanti, e come testi, e come musiche, la cui fusione risulta così perfetta. Nel marasma qualche spunto qua e là capita pure. "I Was Dancing With Boy George" presenta un interessante battito techno, che però non si sviluppa a dovere, finendo per annoiare anziché ipnotizzare (questa doveva essere l’intenzione). "Man in Make Up" regala un saltellante grido corale ben eseguito su giro di chitarra killer, anche se non approfondisce a pieno le sue potenzialità, dato che viene inciso come mero riempitivo. "When I Was a Girl", affidata a una voce maschile filtrata, sorprende per la vitalità dei suoi insistenti guizzi di elettronica, ma si scontra su di un (ennesimo) testo canonicamente di genere, e più che altro involontariamente comico ("when I was a girl I was a bitch, and now I'm a man, but always bitch"); "Black Leather" rispolvera a suon di synth l'epica space anni 80, con solino di chitarra nella seconda metà e finale daftpunk.

Poi basta. "Botoxxx" è disco pensato ed eseguito a uso e consumo di un certo tipo di pubblico, adeguatamente eccessivo e perciò incapace di trascendere nel paradossale e risultare piacevole, si prende sul serio o si fa prendere sul serio per attirare gonzi. La band ambisce a essere l’altro lato di Maria De Filippi, laddove contrapponte al moralismo plasticoso, spiattellato e caricato all'eccesso, una perversione plasticosa, spiattellata e caricata all'eccesso: in tutto questo, la musica, mero attrezzo, è relegata a essere solo un clichè.

(11/04/2006)

  • Tracklist
  1. Fried Chips
  2. Let's Do It
  3. Mary Anne
  4. I Was Dancing With Boy George
  5. Man in Make Up
  6. Latex Dreams
  7. When I Was a Girl
  8. Black Leather
  9. Another Club
  10. I Don't Care
  11. Plastic Divas
  12. Playing with Your Mind
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