Noi ci proviamo. Proviamo a parlarvi di un album che non è uscito in Italia, che non sappiamo se uscirà mai dalle nostre parti, che è in parte scaricabile sul sito ufficiale della band. Ci proviamo, perché l’album in questione ci è piaciuto, ci ha colpito. Il loro smaliziato pop ci è arrivato all’improvviso, scovato in quel sottobosco musicale tra webzine, blog e radio indipendenti. Mezzi di diffusione musicale che mai smetteremo di ringraziare e che ringraziamo, direttamente, in questa occasione.
Gli Strip Squad arrivano dalla Svezia. Fanno pop, ma non sono i Radio Dept rivisitati. Fosse solo per quella voce femminile tanto dolce quanto sgraziata che interviene, duetta, diventa protagonista nel corso delle otto tracce o per quel sintetizzatore lasciato in soffitta per metà disco, ripreso e manipolato nella rimanente metà, ma con parsimoniosa incura. Non fosse che il loro approccio alla musica è punk. Concedetevi cinque minuti cinque del vostro tempo tra le foto del sito e ve ne accorgerete. Sono punk, ma non fanno punk-rock. D’accordo, direte, gli Strip Squad non fanno synth-pop alla Radio Dept e non sono il solito gruppetto punk-rock scandinavo, ma allora che fanno? La risposta è tanto semplice, quanto banale: fanno entrambe le cose, ma nessuna delle due.
Abbandoniamo la babele di etichette tanto noiosa quanto caotica e immergiamoci nella musica del gruppo svedese: i loro brani, svestiti di quel senso di amatorialità pura, arrivano all’orecchio dell’ascoltatore dirette e grezze. Poco spazio alla produzione, sovraincisioni moderate, registrazioni in presa diretta: insomma, tutto quello che ci aspetteremmo da una band senza soldi alle prese con il loro primo album (in questo caso album d’esordio sì, ma non il primo passo in territorio musicale: infatti proprio l’anno scorso era apparso l’Ep "Just Obey").
Lo scanzonato gruppo svedese spara le cartucce migliori all’inizio. Arriva quindi "Pervert/Expert", un pop con handclapping e incursioni di fiati, ritmato il giusto e capace di distrarre l’orecchio più distratto. Pop da ballo, carino e smaliziato. Malizia non celata ancora, e col botto, arriva subito dopo: "Unreliable Narrator" è il loro piatto forte, la canzone che li ha sdoganati e fatti conoscere prima in Svezia e poi in giro per l’Europa. Uno splendido duetto tra un recitato atonale femminile e un melodicissimo ritornello maschile. "Unreliable Narrator" viaggia in quel territorio da dancefloor indie , riempipista sicuro di locali rock, ammiccante la musica e il testo (citando a caso: "When he masturbates, he thinks of pretty things… but his penis, I've seen it, it's hard and erect as a carrot, sir").
Il loro primo viaggio musicale continua per altri sei brani, che si contendono una decina di minuti scarsi del disco. Le svedesine si divertono e divertono, ricorrendo spesso a testi forti, crudi, cinici; in fondo sono giovani e vogliono divertirsi, giocare, chi siamo noi per vietarglielo? A volte però non basta, certo, e occorre cambiare: si cita la luccicante musica sintetica degli anni 80 ("Mark And Kristofer’s Song For A Lover"), una fisarmonica da festa paesana o poco più ("Korpamoen"), inusuali (per loro) inserimenti di drum-machine e synth ("If You Don’t Take Me Right Away…"). Il tutto servito sul piatto sporco del DIY. Stuzzicante e smaliziata, la musica dei Strip Squad è pronta per far divertire anche voi.
07/03/2006