Peter Walker

Young Gravity

2006 (Dangerbird Records) | alt-pop

Sembra strano, ma già sono passati ben due anni dall’esordio di questo simpatico folletto del cantautorato pop contemporaneo. In effetti, è stato facile dimenticarselo: "Landed" di Peter Walker non aveva ricevuto una calda accoglienza, nonostante nei credit figurassero nomi come Jay Bennett (già nei Wilco), Justin Meldal-Johnsen (bassista di Beck) e Joey Waronker (già nei Rem); e poi, quante cose accadono in due anni! Messo in un cassetto a prendere polvere, quel piccolo gioiello di concisione e freschezza, somiglia a un vecchio amico a cui abbiamo fatto un torto non prendendolo troppo sul serio.
Questo "Young Gravity" non è nei contenuti una sorpresa, sia chiaro, neppure per chi non ha mai avuto modo di ascoltare l’esordio di questo cantautore, o per chi non ha semplicemente la più pallida idea di chi egli sia: è un disco sommesso, breve, immediato, da gustare come un succo di frutta alla pesca, quando non siamo in vena di astruse raffinatezze. Sarà facile dimenticare anche questo lavoro, non vi è dubbio.

La magia di Walker non sta certo, dunque, nella sua capacità di comporre brani immortali o innovative sperimentazioni; egli sa scrivere melodie graziose e piacevolissime all’udito e orchestrarle in un affresco sonoro godibile, o perlomeno non irritante. Non ha mai avuto pretese, né ha mai tentato di sporgersi fuori dal finestrino: semplicemente, a seconda dei singoli episodi, ha compiuto questa operazione con risultati più o meno riusciti. "Young Gravity" non ha in sé un valore straordinario, né si stacca da stereotipi ormai consolidati nel suo genere, ma sarebbe difficile trovargli un difetto.

Subito un vigore quasi frenetico promana dallo spezzettato fraseggio di "What Do I Know", tenuto insieme (anche se mai cementato) da frasi svolazzanti di chitarra e synth: l’equilibrio è mantenuto per il rotto della cuffia e la canzone non potrebbe, e Walker lo sa, protrarsi più a lungo di due minuti e mezzo. "39 Stars" ha un andamento assai più lineare, sorretta da un impasto di chitarra acustica ed elettrica, e prosegue idealmente la tradizione dei numerali insensati (ricordiamo, per un sorriso, la celebre "96 Tears" di ? & The Mysterians), né Walker si cura di spiegarci perché le stelle debbano essere per forza 39 (non una di più né di meno).
Segue l’andatura dinoccolata di "Flagship", sapientemente innestata sull’ossatura di un riff elementare quanto efficace; la title track , d’altro canto, sembra ondeggiare sospesa sui suoi pastosi accordi di piano e chitarra acustica. La malinconia intrinseca di "Don’t Think Twice" (che inizia richiamando alla mente la "Junk" di Paul McCartney) è sublimata da un sapiente arrangiamento, infestato da fantasmi di cembalo e da un ritmo elettronico, mentre "Talk To You" è una frizzante ballata dall’andamento rock’n’roll che sfodera una melodia luminosa e attraente (sebbene piuttosto prevedibile).

"Sleepin’ Around" ha un sapore asprigno e uno svolgimento quasi aggressivo, sebbene mai seriamente preoccupante o minaccioso (e il tema alquanto stereotipato del testo ne allevia decisamente l’impatto); ancora batteria elettronica in "New Orleans", dimessa parentesi dal sapore quasi country-pop. La saltellante "Preacher" è forse l’episodio meno riuscito dell’album (debitrice forse di una certa tradizione di patetici anthem britpop), mentre "By A Thread" risulta una delle performance più intense, costruita su un crescendo continuo, in cui Walker sembra spingersi ai limiti della propria scarsa estensione vocale; "On Tv" chiude il disco, arricchendo con armonie vocali sfasate quello che altrimenti sarebbe un ritornello piuttosto banale.

In conclusione, questo disco piacerà sicuramente a chi ha gradito le dolci e soffuse atmosfere del suo esordio (anche se forse si sente l’assenza di brani memorabili come "Please" e "Different Kind of Romance"), ma non è d’uopo cercarvi più del necessario: delicate e umili melodie pop, compagne adatte per trascorrere all’aperto (magari fuori porta) una tiepida giornata primaverile. Ogni tanto, dischi come questo scaldano il cuore di chi ama le cose semplici.

(11/05/2006)

  • Tracklist
  1. What Do I Know
  2. 39 Stars
  3. Flaghsip
  4. Young Gravity
  5. Don’t Think Twice
  6. Talk To You
  7. Sleepin’ Around
  8. New Orleans
  9. Preacher
  10. By A Thread
  11. On Tv
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