37500 Yens

Astero

2007 (Distile Records) | math-rock, psichedelia

Tra Bästard, Cheval de Frise e Chevreuil, si può dire che la Francia sia stata un terreno fertile per quel connubio di dissonanze, incastri e controtempi che va sotto il nome di math-rock. Il debutto di questa band di Reims sembra confermare l'impressione, proponendo un'originale deriva ambient-psichedelica per le sonorità taglienti e astratte tipiche del genere.

"Astero" è soprattutto un'idea di suono: il riverbero di arpeggi cristallini e ripetitivi satura l'atmosfera di una calma inquieta, percorsa da oscillazioni su tempi sghembi e destabilizzanti. Fluttuazioni che mutano in fremiti, repentini scatti d'isteria a onde quadre che imprevedibilmente emergono e altrettanto rapidamente risprofondano sott'acqua, lasciando solo il loro eco a propagarsi in superficie. La batteria è una scatola di latta ipercinetica che increspa in un frattale le trame ambientali degli altri strumenti: come nelle costruzioni di Escher e Sierpinski, l'area aumenta arbitrariamente, si crea una nuova dimensione di profondità, ma il volume resta contenuto, e il suono compatto.

Il sound è assieme torbido e geometrico, scheletrico ma carico di effetti e interferenze che trasformano la musica in un flusso psichedelico e straniante. E a indurre la trance i 37500 Yens riescono così bene da restarne ipnotizzati loro stessi, finendo per dimenticare di dare ai pezzi una struttura solida. Le otto tracce dell'album scorrono che è una meraviglia, ma sanno di non finito, spesso di nemmeno incominciato. La fuga dal math "ingabbiato" dalle strutture rigide conduce a una libertà che il gruppo non sa ancora bene come sfruttare: come per gli animali appena liberati dalla cattività, è necessario un percorso di riadattamento.
Ben venga la batteria, fantasiosa alla maniera degli Hella, che avvicina il jazzcore più frenetico alla schizofrenia drum'n'bass di Squarepusher e soci, e ben vengano anche le sciabolate e le intersezioni di chitarra a metà tra King Crimson, Neurosis e Dillinger Ecape Plan, o i sax borbottanti di "Canard Boiteaux", ma senza una direzione compositiva precisa la proposta del gruppo è un insieme di (notevoli) potenzialità inespresse. 

(28/06/2007)

  • Tracklist
  1. 37501
  2. Astero
  3. Microphonie
  4. Chapitres
  5. Canard Boiteux
  6. Interieur 1
  7. Interieur 2
  8. The Sullivan's Quartet
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