Aqueduct

Or Give Me Death

2007 (Barsuk) | elettro-pop

“Lying In The Bed I’ve Made”. Inizia così, con il sole che sbatte la sua prepotenza su occhi ancora chiusi, mentre si sentono voci confuse venire dall’esterno, voci che si vanno a mischiare con immagini sbiadite di un sogno giunto al capolinea. Si inizia a non capire, il cervello va in confusione e ci si sveglia. Così un fingerpicking discreto, accompagnato da voci in bassa frequenza, fa da antefatto alla nuova storia raccontata dagli Aqueduct.

Dietro gli Aqueduct, si nasconde un ragazzo, David Terry, decisamente in carne, poco uomo da copertina, moderatamente timido, ma dotato di voce delicatissima, un gusto melodico sopraffino e una crescente disinvoltura nell'usare tutti i mezzi che la tecnologia mette a disposizione per costruire l’indie-ballad perfetta. Il gioco inizia e finisce qui: non c’è voglia di sperimentare chissà cosa, distribuire messaggi politici preconfezionati o sparare a caso sentenze sul nulla. David Terry è un melody-maker, abituato a vivacchiare di melodie, sentimenti e tanto pop. Vola basso il ragazzo, occhi a terra, sorriso sulla difensiva, una musica mai pretenziosa, nemmeno quando tira fuori dagli scaffali i punti di riferimento di una adolescenza come i Flaming Lips.

Di “Lying in the Bed I’ve Made” si è già detto, della sua malinconia e della deriva anni 80 lo si aggiunge ora, non senza apprezzarne l’insito desiderio di far canticchiare i nostalgici e gli ultimi romantici. Tra i migliori brani del disco. Rimanendo alti a livello qualitativo è giusto segnalare il duo “Broken Records” e “Keep It Togheter”, nocciolo dell'album e punto d’incontro delle potenzialità degli Aqueduct: con la prima viene raggiunto l’ambizioso progetto di codificare a futura memoria gli ingredienti del Terry-pensiero sul “come costruire una ballata”, affrancandosi definitivamente dagli inevitabili paragoni.  Con “Keep It Together” ci si diverte tra sintetizzatori, tastiere, pruriti elettrici e un non celato innamoramento per il soul dagli occhi blu.

A scelta, nel disco c’è chi ritroverà il pop-rock d’annata, chi i viaggi fantasmagorici dei Flaming Lips (con cui gli Aqueduct hanno diviso anche un tour a inizio carriera), chi non potrà non risentire i Modest Mouse e chi si ritroverà a pensare a Cloud Cult e Grandaddy. Poi, alla fine del giro, viene in mente il titolo del primo Ep di Terry, “Power Ballads”: un manifesto d’intenti alla luce della discografia fin qui scritta.

Al terzo album David Terry non stupisce più. A stupirci ci avevano pensato il primissimo singolo “Growing Up With “G’n’R” (consigliato) di ormai quattro anni fa e il più recente album “I Sold Gold” del 2005. Il risultato di tutto questo è ora un  nome nuovo da segnare e seguire. Gli Aqueduct valgono quanto i Death Cab For Cutie o i migliori Trail Of Dead, per scomodare qualcuno dei simboli dell'elettro-pop e dell’emotive rock.

(04/09/2007)

  • Tracklist
  1. Lying in the Bed I've Made
  2. Living a Lie
  3. Broken Records
  4. Keep It Together
  5. Just The Way I Are
  6. Unavailable
  7. Split The Difference
  8. As You Wish
  9. Zero The Controls
  10. Wasted Energy
  11. You'll Get Yours
  12. With Friends Like These
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