Ormai sdoganata in tutto il globo, ad uso e consumo di un certo pubblico intimista, sensibile, che predilige le sonorità delicate e soffuse, l’indie-tronica si è conquistata una nicchia a sé stante nel panorama musicale odierno, a metà strada tra il mood fortemente emotivo che caratterizza questi lavori e la tecnica elettronica/computeristica con la quale vengono realizzati.
Uno dei pochi strumenti tradizionali ammessi a partecipare a questi processi è solitamente la chitarra, strimpellata magari in una stanza piena di poster e pacchetti di sigarette da studenti universitari fuori sede, fuori corso e fuori di melone. Risponde perfettamente a questo identikit emo Victor Bermon, che è australiano. Sincero, intimista, delicato, rilassante. In sintesi, nulla di nuovo.
Sulla scia di questo filone che sembra francamente inesauribile come quantità e di alto livello come qualità dei prodotti, “Arriving At Night” è un lavoro medio, nella norma, il classico disco che non aggiunge nulla di nuovo a chi conosce già di cosa stiamo parlando, ma potrebbe essere l’occasione della vita per animi sensibili che cercano la folgorazione sulla via di Damasco, quelli che si sono persi Mùm, Bernard Fleischmann, Helios, Lali Puna, DNTEL, The Postal Service, Notwist eccetera. Dubitiamo che esistano, ma se siete animi fragili e con Eros Ramazzotti non vi commuovete, provate “Photograps Are Not Memories”, miglior episodio di questo disco.
18/06/2007