Chris Schlarb

Twilight & Ghost Stories

2007 (Asthmatic Kitty) | avantgarde

Un’abbondante discografia, quella di Chris Schlarb, chitarrista degli I Heart Lung e collaboratore di molteplici band nell’area jazz e sperimentale, autore di album da solista con lo pseudonimo di Xn, con un solo album a suo nome “Twilight & Ghost Stories”, quest’ultimo risultato di ben quattro anni di lavoro, sviluppato intorno alla registrazione di una tempesta di pioggia, realizzata dallo stesso Schlarb, e sottoposta a una cinquantina di musicisti di varia estrazione nell’intento di realizzare una monumentale sinfonia free-form.

Ogni elemento inserito nel contesto del progetto proviene da musicisti eccellenti, che hanno ascoltato l’album solo dopo il missaggio finale: Mick Rossi percussionista e pianista del Philip Glass Ensemble, Dave Easley, eccellente suonatore di steel guitar nei Brian Blade Fellowship, nonché collaboratore di Joni Mitchell, i due straordinari batteristi Vince Reyes e Jaki Leibezeit, il bassista Orlando Greenhill, l’imprevedibile vocalist Sebastian Krueger, il geniale Sufjan Stevens, il talentuoso Walter Kitundo collaboratore dei Kronos Quartet  e dei Matmos sono solo alcuni dei musicisti che contribuiscono alla riuscita di “Twilight & Ghost Stories”.

Dieci tracce per circa quaranta minuti di musica, che scorrono in un unico flusso. Le ambizioni del progetto non comprimono l'estro di Schlarb, che con certosina pazienza ha trovato il giusto raccordo tra i molteplici contributi sonori, realizzando un album che seduce e convince con fare ipnotico.

Quasi un novello Neil Ardley, tra i richiami al sound di Canterbury della traccia 1 e il free-jazz della traccia 2, Chris esplora le infinte variabili della contaminazione con suoni noise (traccia 2 e 5), be-bop (traccia 2), rock-blues (traccia 7 e 10), introduce impressionanti momenti di lirismo, ora quasi new-age (traccia 3), ora etnici (traccia 8), ma anche country (traccia  4 e 10) e folk (traccia 6). Mirabile l’uso degli inserti vocali, ricchi di toni poetici, dall’affascinante innesto attraverso una splendida voce femminile di suoni bossa-nova nella traccia 4, all’intenso blues della traccia 5;  intrigante poi il contrasto tra la voce di Sebastian Krueger e le chitarre elettriche ed acustiche della traccia 10, ma le voci come la tempesta sono un elemento ricorrente, capaci di evocare sensazioni intense, nel contrasto stridente con gli elementi elettronici provenienti da veri macchinari industriali registrati da Walter Kitundo.

Non è un album che celebra lo sperimentalismo senza coinvolgere, anzi, alcuni istanti sono pieni di pathos (traccia 7, traccia 10, traccia 3), i dettagli infiniti permettono ascolti ripetuti che conservano fascino e corpo, ed ecco un vociare di papere nella traccia 1, gong maestosi (traccia 3), campanelli elettrici (traccia 8), vibrafoni ( traccia 7), suoni di derivazione kraut-rock (la splendida traccia 9), tutto finemente cesellato per un lavoro che potrebbe divenire un cult-album dei prossimi anni.

Qualsiasi valutazione numerica è un eccesso inutile per questo progetto, frutto di un enorme lavoro e di un metodo di creare musica oramai desueto, sicuro è che la prossima volta che osserverete una tempesta difficilmente vi sembrerà un semplice momento climatico, Chris Schlarb ne ha estratto la poesia attraverso una musica fortemente evocativa, da ascoltare.

(24/10/2008)

  • Tracklist
  1. Track 1
  2. Track 2
  3. Track 3
  4. Track 4
  5. Track 5
  6. Track 6
  7. Track 7
  8. Track 8 
  9. Track 9
  10. Track 10
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